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Editoriale

L'antipolitica

I recenti avvenimenti accaduti in Italia, l'attentato terroristico di Brindisi, il terremoto dell'Emilia, le votazioni per il ballottaggio in alcune grandi città segnano un punto di discontinuità forte con il passato.

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I recenti avvenimenti accaduti in Italia, l'attentato terroristico di Brindisi, il terremoto dell'Emilia, le votazioni per il ballottaggio in alcune grandi città segnano un punto di discontinuità forte con il passato. Per il tributo pagato in vite umane e in danni, con bilanci tutti da quantificare nelle zone colpite dal sisma, la mobilitazione dei soccorsi e la corsa solidale di Governo, istituzioni, Protezione civile, associazioni di volontariato, Caritas, non hanno lasciato spazio ad indugi o ritardi. Il quadro della situazione è drammatico anche per lo sciame di assestamento tellurico che non si è ancora placato.

A cogliere e respingere il sinistro avvertimento del tragico attentato pugliese che ha ucciso una giovanissima studentessa e ferito alcune sue coetanee e a determinare il nuovo, nel segreto delle urne, sono stati soprattutto i giovani.

E' la primavera dei giovani italiani che hanno fatto sentire la loro voce con gli strumenti utilizzati dalla stessa generazione, un anno fa, nei Paesi arabi. Hanno abbandonato per una volta l'appiattimento generazionale che vede ragazzi, giovani e adulti, accomunati da una medesima dinamica, nel modo di vestire, di parlare e di comportarsi, nelle relazioni, per imporre il loro linguaggio e dare credibilità alle scelte, con un assunzione diretta di responsabilità.

Il Trentino non è rimasto indenne. Assolutamente no. I giovani si sono mobilitati con il tam tam di web, con gli Sms, radunandosi davanti a Palazzo Thun (vedi pag. 20), a poche ore dall'esplosione dell'artigianale ordigno, fatto esplodere davanti alla scuola professionale, dedicata a Falcone e a sua moglie, vittime della mafia, stringendosi in un abbraccio, mettendo al bando slogan, piangendo, incoraggiandosi, idealmente collegati, con i genitori di Melissa, con i coetanei di tutt'Italia, protagonisti di veglie, di improvvisati sit-in, di fiaccolate, di incontri di preghiera. A Rovereto 1.500 studenti hanno partecipato alla “Marcia della legalità”, guidata dal giudice Pasquale Profiti, che si è conclusa sul colle di Miravalle.

Una sessantina di giovani ha invece presenziato a Palermo alla cerimonia in onore di Falcone e di Borsellino a vent'anni dalla loro tragica morte.

E mentre i “grandi” della terra del G8, a Camp David negli Usa, stavano cercando nuove strategia per far fronte alla crisi economica globale, i recenti risultati elettorali in Europa hanno fatto emergere prepotentemente più recenti e nuovi soggetti politici: Marine Le Pen per l'ultra destra in Francia, i pirati in Germania, i movimenti della sinistra radicale in Grecia, i grillini in Italia.

Le connotazioni di queste forze politiche sono fortemente diverse, condizionate ovviamente dai problemi dei singoli Paesi. Sono viste da molti commentatori come il risultato del vento dell'antipolitica. Guardando in casa Grillo, alla vittoria del suo movimento a Parma, alle velleità annunciate sull'onda dell'entusiasmo, si può cogliere una forte colorazione antipartitica, più che antipolitica.

La politica, il comico Grillo, la sta facendo da anni nelle piazze con suoi monologhi, in Internet e con la formazione 5 Stelle, nata e cresciuta nel pianeta giovani, ed ora accreditata a livello istituzionale dal consenso elettorale. Certo Grillo deve ora tradurre in scelte operative i suoi slogan e le sue intemperanze. Per quanto attiene l'antipolitica è in buona compagnia, grazie alla distanza tra popolo e potere creata dai partiti politici. E di fronte ad una crisi epocale, come l'attuale, anche la Chiesa italiana si fa portavoce all'assemblea generale Cei, col suo presidente, Angelo Bagnasco, del dovere di cambiare mentalità e stili di vita, risvegliando la speranza, ricostituendo la cultura dei legami e riconoscendo la centralità della famiglia quale motore della vita.

L'antipolitica
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