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LA TRE GIORNI – L'AMBIENTE E LA RESPONSABILITA' DEI CATTOLICI

Alla sorgente

Molte voci si sono alternate nel IX Forum dell’informazione cattolica per la Salvaguardia del creato,  tenutosi a Trento dal 14 al 17 giugno per iniziativa di Greenaccord, Provincia autonoma di Trento e Arcidiocesi dal titolo intrigante ma esplicito, “Salì sul monte. Mons sans pro corpore sano”, riprendendo in modo originale il poeta latino Giovenale.

Parole chiave: ambiente (959), creato (62), informazione (337)

L'incontro nazionale di Greenaccord ha approfondito le responsabilità dei cristiani (non solo dei giornalisti) di fronte al Creato

Trento - Il IX Forum dell'informazionecattolica per la salvaguardia del Creato: il biblista don Rattin e il delegato vescovile don Pizzolli. - 2012 -

Trento - Il IX Forum dell'informazionecattolica per la salvaguardia del Creato: il biblista don Rattin e il delegato vescovile don Pizzolli. - 2012 -

Molte voci si sono alternate nel IX Forum dell’informazione cattolica per la Salvaguardia del creato,  tenutosi a Trento dal 14 al 17 giugno per iniziativa di Greenaccord, Provincia autonoma di Trento e Arcidiocesi dal titolo intrigante ma esplicito, “Salì sul monte. Mons sans pro corpore sano”, riprendendo in modo originale il poeta latino Giovenale.

Voci diverse ma tutte accomunate da un unico comune denominatore: l’amore per la natura e l’ambiente, la consapevolezza dell’impegno improrogabile per la cura e la conservazione del territorio, e la salvaguardia del creato, un’ attenzione ai profondi cambiamenti epocali che coinvolgono l’uomo e il suo habitat, per frenare per quanto possibile il susseguirsi dei disastri ambientali di cui l’uomo è spesso responsabile. Di conseguenza il Forum non poteva non cominciare da una riflessione biblica, curata con garbo da don Piero Rattin,  sulle implicazioni  religiose e  spirituali che tali cambiamenti interpellano, per ritrovare valori veri su cui fondare scelte e decisioni corrette.

La Bibbia infatti è disseminata di monti e, erede dei miti precedenti,  sceglie  la montagna come  luogo privilegiato della manifestazione del Signore “Certi eventi particolarmente rilevanti per l’esperienza della fede – ha detto don Rattin - certi tornanti decisivi in quella storia che prende nome di storia della salvezza, hanno come scenario la montagna”.

Abramo, Mosè, Elia,  sono condotti sul monte, le alture sono  ripetutamente ricordate dal salmista, fino a Gesù, che sul monte si trasfigura per i suoi discepoli,  e sul monte annuncia le Beatitudini, uno dei suoi discorsi più intensi, sul monte si ritira a pregare. La montagna dunque considerata come luogo ierofanico, che trasforma, che illumina, che favorisce una conoscenza spirituale “in verticale”, cioè in profondità e in altezza.

Dalla pregnanza simbolica della montagna derivano sentimenti e atteggiamenti che plasmano l’animo umano, come il pellegrinaggio verso l’alto o ascesi,  l’apprendimento dell’essenzialità, l’educazione al silenzio e alla contemplazione, il  senso del limite, la possibilità di allargare l’orizzonte esteriore ed interiore in visioni sempre più ampie e belle. Tutto il cammino della vita si può condensare, per chi lo vuol cogliere, nel vivere la montagna, nel trarre da questo incontro un continuo insegnamento su se stessi e sul mistero della propria esistenza e non ultimo acquistare in saggezza. 

Per questo recuperare la fonte inesauribile di spiritualità che la montagna può offrire a chi la ama,  a chi l’affronta con umiltà, rimane un riferimento importante per la salvaguardia del creato, per una cultura ecologica che rispetti il territorio, lo custodisca e non lo devasti, lo sappia restaurare e curare da errori del passato, recuperi un indispensabile equilibrio tra uomo, cultura e natura.  E’ sempre più diffusa infatti la consapevolezza  che la vita dell’uomo è legata all’ambiente in cui vive,  alla sua salute e alla sua bellezza, alle relazioni virtuose con il creato che si riflettono poi nelle relazioni tra le persone. 

Il cambio di mentalità, che la crisi contemporanea sollecita su molti fronti della vita sociale, può allora trovare linfa vitale dal recupero della dimensione religiosa, dal ritorno a quella Sorgente divina troppo spesso dimentica nella nostra società secolarizzata, per ritrovare le tracce perdute di sentieri interrotti, per rigenerare il mondo. Un surplus di spiritualità: il  punto di partenza.

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