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PERISCOPIO

L'ignoranza non è mai motivo di vanto

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Alcuni episodi verificatisi nei giorni scorsi hanno messo a tema di riflessione la presenza di simboli religiosi e della stessa chiesa nei rapporti col mondo laico del tempo presente. Di uno e precisamente delle croci poste in cima alle Dolomiti ho già parlato su queste colonne argomentando che come le Dolomiti sono patrimonio dell'umanità, anche la croce è patrimonio dell'umanità, e non solo delle chiese.

Apparve poi sulla stampa locale l'intervento di due canonici della cattedrale di San Vigilio a Trento che denunciava quella che per loro era una “dissacrazione totale” del Duomo da parte dei mercati e delle stesse Feste vigiliane che si svolgono nei paraggi e fin sulle porte della Cattedrale. A questo riguardo mi è tornato in mente il romanzo di Bruce Marshall intitolato “Il mondo, la carne e padre Smith”. Narra Marshall che p. Smith era preoccupato e adirato per la presenza a poche decine di metri dalla sua chiesa di un luogo di divertimenti con annesso postribolo che disturbava e offendeva il suo luogo sacro. Pregò quindi Dio perchè allontanasse quel bailamme, cosa che Dio concesse facendolo volare su una collina a chilometri di distanza. Se non che ritornando nella sua chiesa vi trovò solo alcune vecchiette. E questo per giorni e settimane. Pregò allora nuovamente Dio che facesse tornare quel luogo maledetto al posto di prima e anche questa volta la richiesta fu accolta. Con sorpresa questa volta positiva il parroco vide di nuovo riempirsi la sua chiesa di tanta gente. Per dire che la chiesa deve essere in mezzo al popolo che è pure peccatore.

Un altro episodio è stato costituito dall'inaugurazione, sempre a Trento, della nuova sede della Facoltà di Lettere e filosofia dell'università. Dagli organizzatori è stata prevista anche la presenza del Vescovo per impartirvi la benedizione e questo ha dato la stura a contestazioni da parte di chi vi ha ravvisato una sacralizzazione indebita dell'università che è e deve restare laica. E qui va fatta chiarezza. La presenza dell'arcivescovo di Trento e la sua benedizione (se c'è stata!) non ha significato affatto presa di possesso dell'università e men che meno l'ha fatta diventare cattolica. La benedizione (letteralmente: dire bene) è il tipico modo della chiesa per fare gli auguri di prosperità e di congratularsi con i responsabili per la nuova realizzazione che arricchisce l'Università dotandola di nuovi mezzi tecnologici per l'insegnamento delle lettere e della filosofia. In passato pressoché dappertutto e oggi ancora da qualche parte si benedicono gli animali, gli attrezzi agricoli, le automobili e le motociclette: questo non significa sacralizzazione degli animali o dei mezzi, bensì auspicio e augurio di prosperità. Quanto alla laicità sarà bene ricordare con lo studioso e sociologo Giorgio Campanini che questo concetto nasce e si sviluppa proprio con il Cristianesimo. E proviene dal detto evangelico “date a Cesare quel che è di Cesare ed a Dio quel che è di Dio”. La laicità dello Stato e delle sue istituzioni e quindi anche delle sue scuole è fuori discussione proprio e soprattutto per i credenti in Cristo. Laicità però non significa laicismo, quello sì escludente e a priori ogni tipo di religiosità. Certo che queste concezioni bisogna conoscerle. A me è successo di polemizzare in passato con dei laicisti. Ricordo lo scontro che ebbi una volta con un collega giornalista su queste tematiche. Alle mie argomentazioni rispondeva vantandosi di non saper nulla né di religione né di spiritualità.

Mi fu comodo rispondere che l'ignoranza non è mai motivo di vanto. Libero ognuno di non credere e perfino di combattere le concezioni che non condivide, ma dopo averle conosciute. Già i primi Padri della chiesa al tempo delle persecuzioni scrivevano: “Ne ignorata damnetur”. Illustravano quindi la Chiesa perché non fosse condannata e perseguitata per ignoranza della sua identità. L'ignoranza del corretto concetto di laicità ha fatto e sta facendo danni anche dentro la Chiesa e - guardacaso – proprio in termini di esclusione di chi la pensa in modo diverso. Esattamente come succede con il laicismo.

L'ignoranza non è mai motivo di vanto
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