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Editoriale

Dove finiremo?

La crisi peggiora di giorno in giorno ed investe per la prima volta in maniera frontale le istituzioni pubbliche. Da una parte il Governo Monti e dall'altra le due Province autonome di Trento e di Bolzano. Non è ancora un “los von Rom”, ma poco ci manca visto che Lorenzo Dellai e Luis Durnwalder non hanno escluso il ricorso al Presidente della Repubblica Napolitano, al Governo di Vienna e alla Corte Costituzionale per far rispettare lo Statuto di autonomia. Dellai e Durnwalder giudicano le scelte del premier uno svuotamento delle prerogative autonomiste. Da qui l'accelerazione ad un lavoro congiunto per l'individuazione di una strategia comune a difesa dello Statuto che si è tradotto in una prima intesa fra le due giunte provinciali e quella regionale.

Parole chiave: Autonomia (188), governo (216), crisi economica (172), Trentino (858), Alto Adige (258)

La crisi peggiora di giorno in giorno ed investe per la prima volta in maniera frontale le istituzioni pubbliche. Da una parte il Governo Monti e dall'altra le due Province autonome di Trento e di Bolzano. Non è ancora un “los von Rom”, ma poco ci manca visto che Lorenzo Dellai e Luis Durnwalder non hanno escluso il ricorso al Presidente della Repubblica Napolitano, al Governo di Vienna e alla Corte Costituzionale per far rispettare lo Statuto di autonomia. Il tutto per due paroline inglesi “Spending Review” “revisione della spesa”, termini introdotti nella finanza italiana dall'ex ministro all'Economia Tommaso Padoa Schioppa, durante il governo Prodi e recuperate da Monti per indicare una drastica operazione che riguarda i tagli della spesa pubblica. Il premier ha tracciato un nuovo programma di “lacrime e sangue”. Il relativo decreto legge è all'esame del Senato, chiamato a pronunciarsi in tempi molto stretti.

Le misure principali riguardano la pubblica amministrazione. Per gli statali in esubero, oltre 24 mila tra cui 8 mila pensionabili, potrebbe scattare il meccanismo della mobilità lunga, con il 60% effettivo dello stipendio per 48 mesi. Si tratta di provvedimenti epocali che prevedono la soppressione di enti inutili e nuovi esborsi a favore dello Stato per Trento e Bolzano. Il termine italiano ricorrente è quello di “sforbiciate”, in lungo e in largo, per recuperare il maggior numero di miliardi di euro in modo strutturale. Ne servono subito 4 (chi dice 7), per evitare una misura fiscale che sarebbe la mazzata finale all'economia italiana: l'aumento dell'Iva dal 21 al 23%. Monti non ha contrattato i tagli con nessuno. Lo farà? Riguardano la sanità, gli organici, gli acquisti, alcune voci retributive dei dipendenti, la chiusura di ospedali sottodimensionati, di piccoli tribunali e di alcune Province.

Dellai e Durnwalder giudicano le scelte del premier uno svuotamento delle prerogative autonomiste. Da qui l'accelerazione ad un lavoro congiunto per l'individuazione di una strategia comune a difesa dello Statuto che si è tradotto in una prima intesa fra le due giunte provinciali e quella regionale. Altro che terzo Statuto. La crisi morde e non tocca più solo il portamonete dei cittadini, le garanzie del posto di lavoro degli operai, gli investimenti e la produzione delle imprese, ma l'organizzazione, le spese e gli sprechi dello Stato che in forma generalizzata nei tagli ha coinvolto anche tutti gli enti intermedi senza andare per il sottile nei distinguo relativamente alle specialità, alle competenze e all'efficienza gestionale. Un metodo ovviamente contestato da Dellai e Durwalder così come viene criticato lo stillicidio di denaro “irragionevolmente” richiesto, “sproporzionato” rispetto alle risorse disponibili, con un “accanimento” verso le autonomie che mette alla pari Berlusconi con Monti. “Ci chiedono - dice Dellai – circa un 30% dei nostri bilanci quasi fossimo il pozzo di San Patrizio”.

Dal summit è confermata la linea assunta in difesa dall'autonomia “che già deve misurarsi con fenomeni globali che la sfidano” e per parlare non solo di uscite, ma anche di entrate nel pieno rispetto del principio di sussidiarietà con il resto del Paese. Verrà contattato dunque Monti, informato Napolitano e il governo austriaco per via della “quietanza liberatoria”, rilasciata a suo tempo. Saranno coinvolti i parlamentari e i gruppi in sede locale e romana.

L'emergenza istituzionale ha infine suggerito la creazione di un “gruppo di lavoro permanente”, chiamato “unità di crisi tecnica” per l'esame congiunto dei provvedimenti legislativi romani, in un'unità di vedute fra le due Province che fanno appello all'“unità” anche delle popolazioni, in presenza di un “percorso difficile e tutto il salita”. E la gente cosa pensa? Che dice?

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