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Periscopio

Mondo cattolico in fermento

Un mondo cattolico in fermento. Ed era ora. Nessuno però pensa di ritornare al partito unico dei cattolici. Forse, come dice Prenna, è velleitaria anche l'unità culturale dei cattolici quale è stata inseguita e mai raggiunta negli ultimi decenni. Perché, argomenta: è nella natura stessa del cattolicesimo non essere “militarizzato e in divisa”, giacché è plurale nelle sue articolazioni e nelle sue proposte. Realizzabile invece può essere, specie in questo momento di nuove tecnologie di comunicazione, una rete delle associazioni e dei gruppi quale è stata proposta il 26 maggio scorso nella riunione alla Domus Pacis di Roma sotto il titolo “Costituzione, Concilio e Cittadinanza”.

Parole chiave: Chiesa (4101), cattolici (31), partiti (72), politicA (1223)

Scrivevo esattamente un mese fa del programma che dovrebbe portare al nuovo Forum delle associazioni cattoliche impegnate a garantire una nuova presenza dei cattolici in politica. Al Forum è già stato dato il nome di “Todi 2” dal nome della città umbra nella quale si è svolto il primo, nell'ottobre dell'anno scorso. E mi permettevo di scrivere già nel titolo: “Previa conversione”, guardando non solo a problematiche e crisi dentro le singole sigle ma anche all'estensione ad altre formazioni e movimenti che al “Todi 1” non erano state invitate.

Al Forum di Todi infatti c'erano Acli, Cisl, Coldiretti, Compagnia delle Opere, Confartigianato ed Mcl. Il bello – o brutto che dir si voglia – è che i giornali, Avvenire in testa, titolavano “I cattolici verso Todi 2” come se quelle sigle esaurissero il mondo cattolico in Italia. Fatto sta che nel frattempo, sollecitate anche dal nuovo manifesto, si sono fatte vive e hanno celebrato i loro congressi nazionali anche altre sigle, come quella di “Agire politicamente” dei cattolici democratici, quella dei Comitati Dossetti in difesa della Costituzione e ultimamente anche l'Azione Cattolica assieme all'Agesci (scout cattolici), la Fuci e il Movimento Studenti Cattolici. Mi preme segnalare anche un altro movimento molto attivo che pure ha tenuto il suo congresso nazionale a Rimini, ma è completamente ignorato dalla stampa e dalle televisioni. Si tratta della “Rete Radie Resch”, il movimento guidato e affiancato da Ettore Masina.

Sembra di sentire nel sottofondo la canzone di Enzo Iannacci “Vengo anch'io. No tu no” e alla richiesta del perché risuonare la risposta immotivata e cretina: “Perché no”. Viene contraddetta così l'affermazione apodittica di Paolo VI per cui da una stessa fede possono nascere opzioni politiche diverse, nessuna delle quali però può arrogarsi il diritto di parlare in nome di tutta la Chiesa. In altre parole di essere l'unica interprete del dovere cristiano di fare politica.

Nello specifico, il coordinamento dei cattolici democratici non condivide la scelta del moderatismo contenuta nel manifesto per Todi 2. Categorico al riguardo è l'europarlamentare del PD Davide Sassoli. “È un errore pensare il mondo cattolico come moderato, anzi questo ha ucciso il cattolicesimo che non è affatto moderato e dovrebbe sempre sentire e agire per la giustizia”. Una riserva esprime anche il coordinatore nazionale di Agire Politicamente, Lino Prenna ed è nei riguardi di quella che chiama “regia ecclesiastica” in altre parole della costante e promuovente presenza della gerarchia. Perché metterebbe in discussione l'autonoma responsabilità dei laici.

Altre deficienze nel manifesto per Todi sono ravvisate nella mancanza di una presa di posizione decisa sulle disuguaglianze sempre più marcate che colpiscono i più poveri e nell'assenza totale di un riferimento alla salvaguardia del pianeta.

I giovani della Azione Cattolica, dell'Agesci e della Fuci si soffermano soprattutto sulla sfiducia dilagante nei confronti dei partiti, che si estende alle istituzioni repubblicane. Una sfiducia che alimenta secondo loro “sentimenti gravi e potenzialmente pericolosi”. Non rinnegano i partiti ma esigono una maggior democrazia interna e un regolamento sui finanziamenti pubblici. Ipotizzano inoltre la riduzione del numero del parlamentari e l'istituzione del Senato delle Regioni. Non ultima in ordine di importanza richiedono la riforma della legge elettorale.

Un mondo cattolico in fermento. Ed era ora. Nessuno però pensa di ritornare al partito unico dei cattolici. Forse, come dice Prenna, è velleitaria anche l'unità culturale dei cattolici quale è stata inseguita e mai raggiunta negli ultimi decenni. Perché, argomenta: è nella natura stessa del cattolicesimo non essere “militarizzato e in divisa”, giacché è plurale nelle sue articolazioni e nelle sue proposte.

Realizzabile invece può essere, specie in questo momento di nuove tecnologie di comunicazione, una rete delle associazioni e dei gruppi quale è stata proposta il 26 maggio scorso nella riunione alla Domus Pacis di Roma sotto il titolo “Costituzione, Concilio e Cittadinanza”.

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