Pag 28: Agricoltura per tutti
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Erbe officinali: idee chiare

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Flavio Kaisermann,del Centro trasferimento tecnologico della Fondazione Mach, responsabile del’Ufficio  piante officinali che ha sede a Vigalzano di Pergine Valsugana ( tel. 0461-519111) ci ha fornito un quadro sintetico, ma completo della coltivazione delle piante officinali e aromatiche in trentino: un settore in continua evoluzione.

La legge provinciale 24/9/2008 n° 41-148 sulle piante officinali e aromatiche, che prevede la creazione di un marchio (Trentinerbe) e di un “Albo provinciale degli operatori abilitati alla coltivazione, alla raccolta e alla prima trasformazione di piante officinali per la produzione di prodotti alimentari erboristici e loro miscelazione”, è stata per il settore una tappa fondamentale.

Le aziende iscritte a Trentinerbe sono 29 con circa 3,8 ha di superficie coltivata; 35 sono le aziende che coltivano in modo biologico (c.a. 80.000 mq) e un’altra trentina in modo tradizionale.

Mentre la coltivazione delle piante officinali in montagna non presenta generalmente grandi difficoltà, la scelta dei prodotti da ottenere e la commercializzazione degli stessi è più problematica. In montagna, tranne rare eccezioni, le piante officinali offrono redditi soddisfacenti solo se commercializzate direttamente. Le aziende presenti nel settore officinale si possono suddividere in alcune categorie:

1) Aziende che producono e vendono pochi prodotti (tisane, sali alle erbe, cuscini, ecc..) direttamente nei mercatini.

2) Aziende che affiancano ad altre produzioni, integrandole, la coltivazione delle piante officinali. Queste realtà, generalmente, hanno già un loro punto vendita in azienda e agiscano in vari settori.

            a) aziende coltivatrici di piccoli frutti: confetture miste di frutta ed erbe (es. fragola +     rabarbaro), succhi e sciroppi, cosmetici.

            b) aziende zootecniche con proprio caseificio: formaggio ai fiori o alle erbe.

            c) aziende apistiche: produzioni di miele balsamico con estratti d’erbe, creme con propoli      ed officinali.

            d) aziende per la produzione di specie spontanee alimentari (cicerbita, tarassaco, silene, buon enrico, ortica, zafferano, ecc..) in stretto contatto con la ristorazione.

3) Agriturismi che si specializzano nella ristorazione a base di specie spontanee coltivate e che offrono ai propri ospiti servizi attinenti alle piante officinali (percorsi botanici, raccolta erbe spontanee, piccoli corsi per il riconoscimento, la raccolta e la trasformazione delle officinali, ecc..)

4) Aziende che hanno dimensioni notevoli per la montagna (3-4000 mq) e che producono e trasformano direttamente (creme, unguenti, estratti, deodoranti, ecc..).

5) Settore termale: prodotti da impiegare nei trattamenti termali (es. bagni di fieno o altro), tisane, cosmetici, percorsi botanici, utilizzo culinario

6) Amministrazioni pubbliche: vari Comuni hanno iniziato dei progetti di sviluppo e caratterizzazione locale utilizzando le piante officinali e aromatiche.

Il settore delle piante officinali per altro offre un continuo ampliamento delle possibilità d’impiego (dai vini medicati ai distillati d’erbe, dai deodoranti d’ambiente ai prodotti per la difesa delle piante, ecc..) ed è questa particolarità, assieme ai bassi costi d’impianto e alla possibilità di usufruire di terreni poveri o “difficili”, ciò che rende particolarmente interessante il settore soprattutto per chi ha buona imprenditorialità.

Ai tipi di azienda copra citati ne vanno aggiunti due:

e) aziende che iniziano la coltivazione di specie nuove (aronia, olivello spinoso, goje dagli impieghi multipli.

f) aziende che fanno produzione di distillati e amari d’erbe quali distillato di genziana, ginepro, radice di genziana, radice di imperatoria.

 

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