Provateci ancora!

Venezia fa festa per lo scudetto, i giocatori dell'Aquila sono in lacrime sul campo ma dagli spalti i tifosi bianconeri continuano a cantare e applaudire. E la tristezza di una finale persa viene esorcizzata dalla consapevolezza ancora più forte di aver creato un qualcosa di speciale

Il tiro disperato di Dominique Sutton colpisce la parte esterna del tabellone proprio mentre suona la sirena, i secondi si esauriscono consegnando il titolo di campione d’Italia alla Reyer Venezia e lasciando solo il rammarico negli occhi dei tifosi trentini, che anche in gara 6 così come in tutte le ultime partite di questi playoff scudetto hanno riempito il Palatrento fino all’ultimo seggiolino.

Ma bastano pochi attimi dopo la mancata tripla dell’ultimo respiro che avrebbe portato l’Aquila Basket ai supplementari, e negli stessi occhi si fa largo un sentimento diverso, positivo, misto di gratitudine e di orgoglio. Gratitudine infinita per le fortissime emozioni vissute in queste settimane, figlie di risultati che solo pochi mesi fa nessuno avrebbe potuto pronosticare e che hanno letteralmente travolto l’intero territorio trentino. Orgoglio immenso per una squadra di combattenti, che dopo un difficile avvio di stagione con un grande cuore ha saputo sopperire al divario tecnico con le “grandi” ed arrivare lassù, ad un soffio dalla storia.

Il silenzio e l’apnea che hanno accompagnato i 9 secondi dell’ultimo possesso trentino si trasformano quindi in sostegno incondizionato: a questa squadra è impossibile far pesare anche il minimo errore tecnico, che scompare di fronte all’impresa compiuta e all’umiltà dimostrata anche nella serata di martedì, quando dopo la sconfitta i ragazzi si sono fermati, trattenendo a stento le lacrime nell’abbraccio generale con i 4 mila sostenitori presenti.

Per loro i vincitori restano Forray e compagni, che avrebbero meritato come minimo la soddisfazione di tornare ancora una volta a giocarsi tutto in laguna. Così mentre gli oro-granata procedono con il rito del taglio della retina del canestro e sollevano la coppa, i tifosi di casa sono ancora tutti lì al loro posto, ad intonare cori, a rincuorarsi tra loro e a consolare i giocatori.

Lo sport a volte nelle sconfitte sa essere molto doloroso, ma raramente la tristezza di una finale persa viene esorcizzata in maniera così naturale dalla consapevolezza ancora più forte di aver creato un qualcosa di speciale, che resterà per molto tempo nel ricordo di chi c’era come di chi ha vissuto queste serate da casa davanti al televisore.

Così anche noi, che abbiamo sofferto, urlato, sostenuto, cantato e infine abbiamo pianto, vedendo Flaccadori uscire con le lacrime agli occhi, Sutton e Craft concedersi per i selfie ai giovani supporters, Forray e Beto baciare le rispettive compagne ed abbracciare i figli piccoli, pensiamo che in qualche modo abbiamo comunque vinto, perché a volte la magia dello sport va oltre al risultato del campo, e questa Aquila Basket è molto di più di un 78 a 81 scritto sul tabellone.

vitaTrentina

Lascia una recensione

avatar
  Subscribe  
Notificami
vitaTrentina

I nostri eventi

vitaTrentina