Integrazione, la religione da problema a soluzione

Vienna – Il giovane ministro degli Esteri austriaco, Sebastian Kurz, competente anche per i rapporti con l’Unione Europea e per l’integrazione, intende rafforzare il dialogo con le chiese e le religioni. Lo ha annunciato in occasione del recente incontro con i rappresentanti della “Piattaforma delle Chiese e delle Comunità religiose”, tenutosi la settimana scorsa nei locali della Conferenza episcopale austriaca. Erano presenti il segretario generale della Conferenza episcopale Peter Schipka, il presidente della comunità islamica Fuat Sanac, il presidente della società buddista Gerhard Weißgrab, il sovrintendente evangelico Thomas Hennefeld, il segretario federale degli aleviti Cengiz Duran, il vicepresidente delle chiese libere Edwin Jung, il presidente della chiesa neoapostolica Rudolf Kainz, il vescovo veterocattolico Johannes Okoro, il sovrintendente evangelico-metodista Lothar Pöll e il consigliere luterano Karl Schiefermair. La Piattaforma è stata creata nel 2012 ed è aperta a tutte le Comunità religiose riconosciute in Austria. È un luogo di confronto sulle questioni che derivano dai rapporti tra lo Stato e le religioni.

Secondo il ministro le esperienze positive nei rapporti interni all’Austria tra chiese e religioni diventano un aspetto importante della politica estera del Paese. Anche a proposito dell’integrazione, “la religione è una parte della soluzione e non una parte del problema”, dice Kurz. Per cominciare il discorso, il ministro ha invitato per fine maggio i rappresentanti delle comunità religiose ad un dibattito sul tema della libertà di religione.

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