I volti della religiosità

Il Decanato di Primiero, la Comunità di Valle e la Rete della Storia e della Memoria organizzano un ciclo di conferenze intitolato “Religione e religiosità a Primiero”

Quanti volti ha la storia e la cultura di una comunità? Alcuni di essi son stati ben raccontati, esplorati e studiati; altri invece sono come fili ancora raggomitolati e per certi versi oscuri. Da fine febbraio fino ad aprile, a cadenza settimanale, c’è la possibilità di indagare su uno dei principali “gomitoli” della storia e cultura primierotta: quello che riguarda la religiosità.

Il Decanato di Primiero, la Comunità di Valle e la Rete della Storia e della Memoria hanno organizzato un ciclo di sei conferenze intitolato “Religione e religiosità a Primiero”. “Un modo per riflettere sul nostro passato, presente, futuro e sul valore e significato della religiosità nella vita di tutti i giorni”, spiegano gli organizzatori. Storici, ricercatori, studiosi ed esperti locali saranno invitati ad esporre i molteplici aspetti della sfera religiosa che si è formata e radicata nel territorio, nello stile di vita e nel pensiero della gente.

Gli incontri spazieranno dall'arte alla devozione, dalla musica alle chiese e sono organizzati in collaborazione con la Cassa Rurale valli di Primiero e Vanoi, la Famiglia Cooperativa, il Piccolo Principe, l'Unione dell'Alto Primiero, l’Istituto Comprensivo di Primiero, la Biblioteca Intercomunale di Primiero e la Soprintendenza per i beni storico-artistici, librari e archivistici di Primiero.

Mercoledì 26 febbraio, è stato dato il via al ciclo di incontri con una prima conferenza sul tema “La Chiesa e le chiese”, ovvero le dinamiche religiose e civili tra tredicesimo e quindicesimo secolo. Relatori, di questa prima serata, sono stati Ugo Pistoia e Giuseppina Bernardin che hanno tracciato un quadro introduttivo sulla realtà ecclesiastica della valle di Primiero nei secoli del basso medioevo.

Nella prima parte Ugo Pistoia ha fornito le coordinate di riferimento sulle principali istituzioni laiche ed ecclesiastiche presenti nella vallata tra XIII e XV secolo, attraverso l’analisi degli statuti e di fonti documentarie. Giuseppina Bernardin ha invece introdotto alcuni elementi di riflessione per una storia dal basso, che parte non dalle istituzioni ma da quanto può emergere dalla documentazione sulla vita quotidiana di uomini e donne nello scorcio finale del medioevo.

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