Dietro alla monetina,un’attenzione “diversa”

L'obiettivo è quello di mettere al centro la relazione. La richiesta di soldi può infatti nascondere un bisogno più profondo che, secondo don Sergio Nicolli “può emergere anche attraverso un breve colloquio”

Nel dare – o non dare – la moneta a chi allunga la mano, perché non tentare di intessere una relazione? A volte basta un semplice sorriso, a volte si può cercare di comprendere il bisogno di chi sta di fronte, magari per poterlo indirizzare ad un adeguato servizio.

Il rapporto con i poveri che sempre più spesso si incrociano sulla strada è stato oggetto di riflessione dei decanati di Ala, Mori, Rovereto e Villa Lagarina, che hanno prodotto un volantino sull'elemosina. Le tredicimila copie saranno distribuite attraverso le comunità parrocchiali con il coinvolgimento dei consigli pastorali.

L'obiettivo è di proporre la relazione nell'elemosina. “Talvolta le persone chiedono a noi sacerdoti se sia il caso o meno di dare del denaro, ma noi non possiamo scegliere per gli altri”, ha detto il decano, don Sergio Nicolli, alla presentazione del sussidio, avvenuta mercoledì 17 settembre al centro pastorale Beata Giovanna di Rovereto. “Il nostro scopo invece è quello di far riflettere le persone affinché capiscano che dietro la richiesta di soldi può celarsi un bisogno più profondo che si può far emergere anche attraverso un breve colloquio”.

Il sussidio è integrato da altri due volantini: una guida ai servizi di assistenza-consulenza e ascolto sul territorio e una sugli interventi pubblici in favore di famiglie, singole persone, anziani, minori e sul sostegno di spese per l'abitazione, come affitto e bollette di gas ed energia elettrica. “Non riportano novità, ma semplicemente quello che già esiste, perché ci siamo accorti che molte persone in difficoltà non sono ancora a conoscenza dei servizi presenti”, ha evidenziato Roberto Ferrari, responsabile del CedAS-Centro di Ascolto e Solidarietà di Rovereto. “Inoltre tanti anziani non usano internet”.

Il volantino, che non è “un gadget ma uno strumento di riflessione”, come ha aggiunto la volontaria Corinna Menapace, si rivolge non solo all'ambito ecclesiale ma a tutti i cittadini di buona volontà che desiderano migliorare le relazioni sul territorio. È frutto di tre anni di lavoro, a partire dal 2010, quando le comunità ecclesiali dei decanati in questione hanno iniziato a riflettere sul delicato tema “Elemosina…o Solidarietà? Impegno personale e comunitario… Indifferenza no!”, il cui testo è pubblicato sul sito web del CedAS di Rovereto.

L'argomento è stato ripreso nel febbraio 2013, con un convegno che ha visto la partecipazione di settanta persone, e da cui è uscito il depliant, così come è strutturato in varie sezioni: “Perché un'elemosina diversa”, “Atteggiamenti”, “Azioni” e “Stili di vita”. “La povertà sta crescendo sul territorio anche tra gli italiani”, ha aggiunto don Sergio che ha fatto un appello in quanto “sta calando la generosità” nei confronti del Fondo decanale di solidarietà.

Il CedAS sta inoltre cercando volontari che offrano la loro disponibilità ad essere presenti con un gazebo nelle giornate di mercato, per un punto di contatto tra la popolazione e il mondo della povertà locale. Infine, in un'ottica di razionalizzazione degli aiuti, da agosto è chiuso il punto distribuzione viveri della Sacra Famiglia di Rovereto, i cui volontari daranno ora una mano al “Banco alimentare”.

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