Da 62 anni in cantoria

Ernesto Frapporti da oltre sessant'anni suona l'ottocentesco Tornaghi di Villalagarina, nella chiesa dei Lodron

Sale per l'ennesima volta i cinquanta scalini che portano in cantoria, accarezza i tasti, controlla i registri e poi s'immerge – sempre rapìto da quella voce potente – nel fascino del suo organo. “Ha un suono maestoso, è il re degli strumenti”, commenta ed il giudizio non può essere più autorevole perché da oltre sessant'anni Ernesto Frapporti fa l'organista della luminosa chiesa di Villalagarina, il gioiello barocco voluto dai nobili Lodron.

Ma non chiedete ad Ernesto quando ha cominciato esattamente a suonare: “In chiesa ci siamo nati quasi”, spiega, perché la frequentava con i genitori fin da bambino, chierichetto e poi organista in erba, cresciuto alla gloriosa scuola diocesana di musica sacra negli anni Trenta. E' uno degli alunni di mons. Celestino Eccher, il fondatore e l'anima? “Sì, era un maestro davvero autorevole, un cultore del gregoriano, una persona squisita”, racconta Frapporti che al termine delle scuole medie dovette scegliere: o gli studi musicali o il lavoro nel salumificio del padre.

Ha seguito col fratello la via degli insaccati di qualità, ma ha continuato a coltivare la passione musicale, in un servizio instancabile alla sua comunità. Sempre presente alla Messa grande della domenica, ma anche agli altri eventi – nei mesi mariani, al Sacro Cuore di giugno o alla novena di Natale – con una motivazione in più per i funerali: “La buona musica corale è una prima forma di vicinanza verso chi si trova nel lutto. Ho sempre cercato di esserci ai funerali ed il fatto di lavorare in proprio mi ha favorito”. Fare l'organista un tempo comportava un'alzataccia alle 5.30 per i salmi mattutini che precedevano l'ufficio funebre o la Messa prima. E non c'era il riscaldamento: “Un giorno faceva talmente freddo che mi sembrava mi si fosse staccato un dito”.

Ma l'organista – come in tante altre parrocchie – non è mai solo. Suona in armonia col suo coro, in sintonia col maestro. Per questo – riconoscendo il valore anche comunitario del servizio – la parrocchia e il Comune l'hanno premiato nei giorni scorsi per oltre 60 anni di attività assieme alla corista Emma Baldo e alla capocoro Antonietta Giordani, che pure conta 30 anni di servizio, dopo aver sostituito Alessandro Parisi.

Un grazie davvero corale per Ernesto che porta i suoi 84 anni con giovanile slancio: “E' un servizio che ti riempie l'anima, ti ripaga”, afferma anche se l'unica nota preoccupante è l'età media dei coristi, il ricambio è insufficiente, a causa anche di una cultura del buonb canto non più tramandata nelle famiglie. Mostrandoci qualche dichiarazione alla stampa del maestro Muti, Frapporti esprime qualche timore per un prevalere del canto giovanile ai danni del gregoriano, ma non fa polemiche e riconosce che la buona musica potrà avere anche un ritorno. Sempre avanti allora con le prove settimanali, le scelte di repertorio per “far cantare tutta l'assemblea” – come vuole la riforma liturgica – e la cura anche materiale di questo organo da museo, datato 1865, con il marchio del del costruttore Tornaghi di Monza. “Su questi tasti han suonato anche grandi musicisti di passaggio a Villalagarina come Gustav Leonard”, chiosa Ernesto con giustificato orgoglio, anche se è stata la comunità – guidato da mons. Gosetti, don Carlo Berlanda, don Beppino Soini ed ora don Maurizio Toldo – a rendere familiare questa chiesa, modello di armonia. Anche con la voce potente ricavata dalle mani esperte di Ernesto.

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