“La porta della casa dello spirito”

Dopo sei mesi di interventi, la chiesa di Santa Maria Assunta di Villa Lagarina torna a mostrarsi nella sua integrità. Da maggio scorso si è deciso infatti di restaurare la parte più recente della facciata principale che da più di 130 anni “rappresenta la porta della casa dello spirito e il luogo d’accoglienza di fedeli e passanti”.

A spiegarlo, a lavori ultimati, è lo stesso parroco di Villa Lagarina don Maurizio Toldo assieme all’architetto Giorgio Vergot che ha seguito le varie fasi di restauro. “Due sono gli interventi principali che sono stati fatti: uno necessario per mettere in sicurezza i marmi e le parti più esposte al degrado e al distacco della facciata e del colonnato, mentre il secondo è servito per risolvere il problema dell’umidità nella parte a nord”, ha sottolineato l’architetto, raccontando la storia di una chiesa, come quella dedicata a S.Maria Assunta, da sempre oggetto di trasformazioni, e ricordata dalla fine del XII secolo.

Già nel 1575 il suo campanile venne sopraelevato, con fogge mitteleuropee, presto venne poi rinnovato tutto l’impianto più antico della chiesa medioevale, allora orientata verso occidente, e avviata un’imponente ristrutturazione in pieno stile barocco per volere del principe-arcivescovo. Fra il 1761 e il 1767, invece, si pensò alla decorazione a stucco e si realizzarono gli stalli del coro in noce e radica, intagliati da Giovanni Battista Sani e Giacomo Chizzola di Mori. Anche se per i primi interventi alla facciata bisognerà aspettare, al contrario degli altri lati della chiesa, al 1880 quando fu scelto il progetto dell’ingegnere triestino Enrico Nordio e il suo stile classico rivisitato. “Nel seguire le operazioni di restauro è stato interessante rendersi conto come le operazioni effettuate avessero di fatto portato avanti un intervento già iniziato secoli prima”, spiega don Maurizio.

Solo qualche mese fa la facciata, progettata da Nordio, aveva iniziato a dare i primi segni di cedimento: da qui si è dunque deciso di ritornare ad intervenire su una chiesa, restaurata per la prima volta dopo decenni nel primo dopoguerra, quando una bomba sfondò lo spesso muro del presbiterio, danneggiando l'altare maggiore. Oggi invece “si è operato un intervento che ha riguardato tutto l’apparato lapideo e gli intonaci dei corpi laterali, le lattonerie dei coronamenti sommitali, gli elementi decorativi in marmo, il recupero di infissi in legno e il consolidamento delle parti vetrate, la posa di protezioni meccaniche e di sistemi elettrificati anti-volatili, la riqualificazione del corpo sud porticato e vetrato e la pulitura delle superfici lapidee”, si legge nel documento che presenta i lavori di restauro affidati a due ditte trentine, a cui la Provincia ha destinato 240 mila euro di finanziamento, mentre il restante 30% verrà coperto dalla parrocchia.

vitaTrentina

Lascia una recensione

avatar
  Subscribe  
Notificami
vitaTrentina

I nostri eventi

vitaTrentina