Il mondo in casa

Da qualche giorno cinque giovani del Togo abitano la canonica di Noarna. Una serata per conoscerli

Noarna, località della zona di Rovereto che rientra nel comune di Nogaredo, aveva una canonica inutilizzata. Rispondendo all’appello di papa Francesco, la diocesi di Trento che sta mettendo a disposizione dei richiedenti asilo molte di queste strutture, dopo averle sistemate, ha collocato qui, da circa una settimana, cinque giovani del Togo.

Con l’iniziativa del 3 dicembre, festa di S. Francesco Saverio sj, patrono delle Missioni, si è voluto coinvolgere la Diocesi e il suo progetto, gli abitanti del paese e il Centro Astalli, associazione “per i Rifugiati” nata a Trento dieci anni fa dal JRS italiano, Jesuit Refugge Service; un segno della “globalizzazione della solidarietà” auspicata da Papa Francesco.

C’era aria di attesa nella serata di giovedì scorso nella piccola chiesa della frazione, piena di paesani e di amici di Villa Sant'Ignazio con i due gruppi corali riuniti. Alla celebrazione, nelle parole di padre Mario Marcolini sj, Francesco Saverio è stato una provocazione e uno stimolo, “a non essere arroccati sulle nostre difese, a oltrepassare le frontiere rischiando, a vivere con le persone che si incontrano sulla strada”.

Poi nel teatro della Pro Loco di Noarna – dopo essersi riscaldati con l’orzetto preparato sul posto e un buffet preparato a Villa S. Ignazio, con i ragazzi del Togo nel ruolo di camerieri – i partecipanti alla serata si sono raccolti attorno al tavolo di riflessione. Anche un “tavolo di vita” per padre Alberto Remondini sj che osserva come questi giovani, “dopo una esperienza così forte, vengono a vivere nella casa del parroco senza essere il parroco ma in qualche modo entrano nel nostro recinto e mettono in moto un cambiamento in noi”.

Il parroco vero, don Maurizio Toldo, ha sottolineato il percorso fatto dalla comunità. “Da un primo lanciarsi nel buio con la fiducia nella diocesi che ha fatto la proposta – ha detto – si è poi arrivati a sciogliere la paura con la voglia di mettere le mani in pasta”. Il sindaco di Isera, Enrica Rigotti, ha ribadito il “dovere per gli amministratori di non tirarsi indietro, aiutando i trentini senza escludere gli altri”.

Il direttore di Fondazione Comunità Solidale, Cristian Gatti ha richiamato il percorso fatto col parroco, il consiglio pastorale e la comunità che sono stati i protagonisti principali. Con l’intenzione di vivere nella normalità il cammino futuro.

Roberto Bombarda (Centro Astalli di Trento) ha infine fornito numeri su cui riflettere: “180 mila profughi in Italia, 900 in Trentino dove passano 5 milioni di turisti all’anno, 500 mila la popolazione residente: i numeri sono tollerabili per sperimentare il mondo che arriva in casa, a Noarna, senza creare ghetti, per stemperare gli attriti e favorire il dialogo e il confronto”.

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