“Alternanza scuola-lavoro:un passaggio culturale”

La risposta del territorio è stata molto positiva e anche le famiglie hanno compreso l’impegno assunto per far incontrare la scuola con il mondo del lavoro

Unire il sapere al saper fare, orientare le aspirazioni degli studenti, aprire didattica e apprendimento al mondo esterno. Questi gli obiettivi dell’alternanza scuola – lavoro, una novità che riguarda il triennio della scuola superiore di tutta Italia e quindi anche dei nostri territori.

In questi giorni, gli studenti del terzo e del quarto anno del corso tecnico ambientale CAT dell’istituto La Rosa Bianca di Cavalese, hanno concluso 100 ore di attività in azienda. Ora tornano tra i banchi di scuola per riprendere il normale percorso di apprendimento ma avranno ancora una serie di appuntamenti scolastici ed extra scolastici per capire meglio come funziona il mondo del lavoro e quali sono i settori dove avvertono maggiore affinità.

“Si tratta di una rivoluzione, di un cambiamento profondo di fare scuola”, spiega Michele Malfer, coordinatore del progetto per la sede di Cavalese. “L’avvio viene su sollecitazione della legge della Buona Scuola ma sicuramente l’alternanza scuola – lavoro segnerà un passaggio culturale. Ovviamente i cambiamenti costano fatica e ci vuole un naturale rodaggio fatto di tentativi e anche di errori; ma il primo bilancio è positivo”.

Per due settimane i ragazzi del corso tecnico ambientale hanno lasciato le tradizionali lezioni in classe per lavorare in un ente pubblico come Comuni, Catasto, Comunità di valle, Magnifica Comunità, Bioenergia Fiemme o negli uffici di aziende e studi privati. In particolare gli studenti sono stati accolti nelle realtà delle costruzioni, aziende che si occupano di sicurezza sul luogo di lavoro e infine agenzie immobiliari e studi tecnici di geometri, studi di architettura e ingegneria.

Data l’elevata diversificazione professionale delle realtà produttive coinvolte gli studenti dovranno, a rotazione, fare esperienza nei diversi luoghi di lavoro. Ovviamente i ragazzi e le ragazze sono stati seguiti da un tutor in azienda con la supervisione dei docenti di classe. “Si tratta di far scuola a tutti gli effetti – spiega Michele Malfer – ma con una accezione più pratica con l’obiettivo di mettere lo studente a contatto con le varie figure professionali degli ambiti lavorativi. Già durante l’estate 2016 i ragazzi avevano iniziato l’esperienza di rapporto pratico con il mondo del lavoro visto che per gli studenti del corso tecnico sono previste 400 ore di alternanza scuola – lavoro durante il triennio”.

Da marzo a maggio anche gli studenti di indirizzo sociale, linguistico, scientifico e aziendale (sede di Predazzo) avranno la possibilità di incontrare il mondo del lavoro in maniera flessibile. “La risposta del territorio – conclude Michele Malfer – è stata molto positiva e anche le famiglie hanno compreso l’impegno assunto per far incontrare la scuola con il mondo del lavoro. L’Istituto 'La Rosa Bianca' ringrazia in maniera convinta tutte le realtà che si sono rese disponibile ad accogliere ed accompagnare gli studenti in questo percorso. La Valle di Fiemme è davvero un territorio 'rispondente' pronto a crescere insieme al mondo della scuola”.

Gli studenti che si presenteranno alla maturità nel 2018 saranno i primi che avranno usufruito in maniera organica di questa possibilità. Nel colloquio d’esame è già previsto uno spazio apposito per valutare il beneficio del collegamento delle istituzioni scolastiche e formative con il mondo del lavoro e la società civile.

vitaTrentina

Lascia una recensione

avatar
  Subscribe  
Notificami
vitaTrentina

I nostri eventi

vitaTrentina