Mattarello, Via Crucis animata dai giovani dal titolo “Fin dove può arrivare l’Amore?”

La Via Crucis del decanato di Mattarello. Foto © Gianni Zotta
“Quando all’orecchio ti arrivano certe frasi non resti indifferente. Ci sono quelle voci, quei discorsi e quelle parole che ti entrano da un orecchio e ti escono dall’altro. Ma ci sono anche quelle che, almeno un po’, ti toccano più da vicino. “Sei unico. Sei stupenda”…una traccia la lasciano. Ci sono quelle parole che delle volte ti sorprendono, ti meravigliano: “Ti voglio bene”. Abbiamo tante idee su cosa sia l’amore, e questa sera vogliamo lasciarci guidare da questa domanda: fin dove arriva l’amore? Ma cos’è poi l’amore vero? E allora camminiamo, camminiamo e ascoltiamo, in questa sera in cui ci facciamo questo regalo: poter scoprire fin dove è disposto ad arrivare l’amore vero”.

Queste parole hanno introdotto venerdì scorso la Via Crucis animata dai giovani del Decanato di Mattarello da Bosentino al santuario della Madonna del Feles, accompagnate da un video con il titolo: “Fin dove può arrivare l’Amore?”.

Un lungo serpentone di braccialetti fluorescenti (circa 150 persone), guidati dalla croce affiancata da due fiaccole accese. Cammino scandito da canti, preghiere, letture e silenzio; qualcuno ha approfittato dei sacerdoti presenti (i quattro parroci del Decanato, monsignor Renato Tamanini, don Giorgio Gabos, don Duccio Zeni, don Gianni Damolin e don Mauro Angeli per la Pastorale giovanile) per accostarsi al sacramento della riconciliazione. A coordinare gli interventi il diacono Francesco Viganò, uno dei giovani del decanato, che a fine giugno sarà consacrato sacerdote.

Le letture dei giovani alle varie stazioni sono state programmate con la presenza di personaggi simbolo della Via Crucis in un ritrovo di alcuni giorni prima all’oratorio di Bosentino, poi definite separatamente dagli incaricati. Tutti questi personaggi hanno incontrato Gesù e tutti si sono fatti la stessa domanda: “Fin dove può arrivare l’Amore?”. Così è stato per Pilato e Barabba (condannato a morte poi liberato), Simone di Cirene (contadino obbligato a portare per un tratto la croce) a Veronica, la donna che secondo la tradizione asciugò il volto di Gesù.

Stringente la domanda della Veronica: “Perché sta facendo tutto questo? Per chi sta facendo tutto questo? Perché sta portando una croce che non gli appartiene? Fin dove vuole arrivare? Non lo so, ma mi fa pena, provo compassione per lui. Voglio aiutarlo, e così mi levo il velo dalla testa e mi curvo per asciugare il suo volto, proprio mentre passa vicino a me, pulendolo da sangue e sudore. Nessuno di noi due dice nulla: sono sufficienti gli sguardi, i gesti. Gesù mi guarda con amore e questo è il ringraziamento più grande che posso desiderare. Resto con un pezzo di stoffa in mano, con i segni del suo sacrificio: un disegno quasi piovuto dal cielo, ma fatto con la terra, il sudore e il sangue della sua umanità offerta in dono per noi”.

E ancora la domanda posta da uno dei due ladri, che sulla croce a fianco di Gesù ha chiesto perdono. A seguire, un’invocazione: “Signore, quando le nubi si addensano all’orizzonte e tutto sembra perduto, quando non troviamo amici che ci stiano vicino e la speranza scivola via dalle nostre mani, insegnaci a confidare in te, che verrai con certezza in nostro soccorso. Possa l’esperienza del dolore e dell’oscurità interiore insegnarci la grande verità che in te nulla è perduto, che perfino i nostri peccati, una volta riconosciuti nel pentimento, servono a uno scopo, come legna secca nel freddo dell’inverno”.

Il cammino è continuato con le riflessioni sull’Amore di altri tre personaggi: il Centurione (che ha trafitto il costato di Gesù con una lancia), Giuseppe d’Arimatea (discepolo di Gesù) e Maria, la mamma del Crocifisso. Sul piazzale del Santuario del Feles la conclusione con la recita del Padre Nostro e la benedizione. In molti poi hanno poi fatto visita alla suggestiva chiesa illuminata, prima di rientare nell’oratorio ospitante dove c’era stato un momento di benvenuto ai giovani di tutti o paesi:della conca dell’altopiano della Vigolana anche da Valsorda, Mattarello, Aldeno, Cimone, Garniga Terme e Ravina Romagnano. E venerdì prossimo (vedi sotto), l’appuntamento con la via della Croce si rinnova per i giovani in città..

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