Chiesa&religioni

Nel tempo di Quaresima, la Chiesa “sia disposta e sollecita” nel curare ogni miseria materiale, morale e spirituale con l'annuncio del Vangelo e il servizio concreto della carità. Lo afferma Papa Francesco nel messaggio scritto per il periodo di preparazione alla Pasqua che è iniziato il 5 marzo, mercoledì delle Ceneri.

“Con gli incontri di quest’anno vorremmo compiere un percorso: interrogarci sul nostro esistere nella sua forma più generale. Siamo uomini sulla terra, ci ritroviamo qui senza averlo chiesto, siamo spesso incerti su come muoverci e abitare questo mondo, e infine tentiamo di cambiare qualcosa senza avere forse le idee o gli strumenti. Che ci piaccia o meno questo è il nostro destino, eppure sta a noi trasformarlo in un cammino, sceglierlo e viverlo con consapevolezza e bellezza”. L'edizione 2014 della Cattedra del Confronto la presenta così don Andrea Decarli, delegato diocesano per la cultura e l'ecumenismo.

Anche se il clima è mutato, a cinquant’anni di distanza i presupposti non sembrano poi così diversi; sono ancora molte le parrocchie e i cristiani che si chiedono il perché dell’ecumenismo. Come incarnare allora queste dimensioni di sequela cristiana nella vita ordinaria dei cristiani?

Un filo conduttore ha percorso sabato scorso nella basilica di Sanzeno la veglia nell'annuale Giornata mondiale di preghiera ecumenica delle donne: il filo del dono, un filo forse invisibile agli occhi, ma visibile al cuore dei presenti. Innanzitutto, il dono per tutti di una calda e partecipata celebrazione ecumenica, regalata a tutti dal gruppo Samuele che da tanti anni (più di 40) vive con fedeltà la dimensione dell’ecumenismo spirituale.

Non occorre essere madre per parlare della nascita: tutti quanti siamo venuti al mondo e forse questo aiuta un po' a capire la nascita. La stragrande maggioranza partecipa al gioco della vita, alcuni cercano anche di lasciarvi traccia, chi nei figli, chi nelle opere. Alcuni non stanno al gioco e si tolgono di mezzo volontariamente.

Un libro finalmente raccoglie le cinque “puntate” in Trentino di Papa Wojtyla, alle quali “finora non era stata data enfasi in uno sguardo d'insieme”, come rileva l'assessore al turismo Michele Dallapiccola. Lo ha curato con felice intuizione Giorgio Gelmetti (“un mio debito di riconoscenza verso questo Papa santo”, ha confidato alla presentazione) in vista della canonizzazione di domenica 27 aprile, rispondendo anche alle attese dei fedeli polacchi.

Ha preso il via giovedì scorso la 6a edizione della Cattedra del Confronto, promossa dal Gruppo cultura e università dell'Ufficio diocesano guidato da don Andrea Decarli. Un gradito ritorno per i molti presenti alla Sala della Cooperazione a Trento (e per quanti hanno seguito l'appuntamento nella diretta trasmessa da radio Trentino inBlu).

La trentenne Maddalena Ciaghi è la nuova presidente dell’Azione Cattolica del Trentino. Succede a Fabiola Andrighettoni che lascia l'incarico dopo sei anni. Il nome di Ciaghi è stato scelto dall'arcivescovo di Trento fra una terna di candidati. Nata a Rovereto e residente a Mori, psicologa e insegnante, Maddalena negli scorsi anni è stata referente nella presidenza di Azione Cattolica per il settore giovani.

Un papà per il popolo, e in particolare per chi più soffriva; un profeta capace di guardare lontano; ma - soprattutto - un pastore, a imitazione di Cristo. Questo fu don Albino Donati, missionario fidei donum in Brasile per 21 anni. Un volumetto ne ripercorre la vicenda umana attraverso trentatré testimonianze.

“Dietro le sbarre ebbi un'illuminazione, capii che la vita non è nostra, che non possiamo fare quello che vogliamo, ma dobbiamo spenderla, farla fruttare per gli altri”. Il missionario cappuccino padre Celestino Miori ritornerà il prossimo 2 gennaio in Mozambico, dove ha trascorso 45 anni - dal 1968 - a servizio dei poveri per i quali ha realizzato diverse opere materiali. A Vita Trentina racconta la sua esperienza vissuta nel 1986, nel pieno della guerra civile che insanguinò il Paese.

“La gioia del Vangelo che riempie la vita della comunità dei discepoli è una gioia missionaria”. Lo scrive papa Francesco nell'esortazione apostolica Evangelii Gaudium, laddove parla della necessità di una “Chiesa in uscita”. Come una spinta all'“uscita” missionaria - alla quale “tutti siamo chiamati” - vanno viste le pagine che seguono. Un commento del missionario don Francesco Moser al denso testo di papa Bergoglio.

Popolo di Dio, ascolta la voce di Francesco. Due Francesco in uno solo... “Ricostruisci la mia casa”. “Il Vangelo è notizia di gioia”. SMS per tutti. Invito a vivere l’avventura cristiana nel mondo, condotta sul filo rosso del desiderio di amare le cose “spogliandole del valore di uso”, ricollegate all’origine. In un mondo mai così disuguale, Papa Francesco ci ricorda che la disuguaglianza non è un destino inevitabile.

La sterminata, ininterrotta migrazione che ha portato negli States circa 50 milioni di latinos è il fenomeno su cui si concentra un bel libro, breve ma intenso, di Yuri Herrera (Segnali che precederanno la fine del mondo, La Nuova Frontiera, pp. 104, euro 14) che già al secondo romanzo sta emergendo come uno scrittore robusto, nonostante la sua giovane età, nel panorama della letteratura latino-americana contemporanea.

Una poderosa opera di Luigi Sandri: “Dal Gerusalemme I al Vaticano III: I Concili nella storia tra Vangelo e potere”, che conta 1.080 pagine, edita da “Il Margine”, è stata presentata venerdì scorso nel teatro parrocchiale di Tuenno da don Marcello Farina, insieme con l’autore.

Con “E l’eco rispose” Khaled Hosseini (“Il cacciatore di aquiloni”, “Mille splendidi soli”) ripropone i temi dell'esilio e dello sradicamento, sentimenti ambivalenti nei confronti della sua terra d’infanzia, la necessità di conservare la memoria.

In Cattedrale alla messa del giorno di Pasqua Bressan nell'omelia ha parlato dei grandi mutamenti provocati dalla globalizzazione che ha “scombussolato la tradizionale rappresentazione degli spazi abitati dell'uomo” in contrapposizione alla Pasqua “festa suggestiva nata da quell'aurora nella quale Cristo, Figlio di Dio fattosi nostro fratello, si è destato dalla morte, si è levato – ha affermato – vittorioso, perché anche noi fossimo liberi dal peccato e sicuri nel cammino della vita contro ogni samrrimento di senso”.