Chiesa&religioni

Forse, ci si domanda, tra le varie iniziative del tempo ordinario organizzate in parrocchia si è persa proprio questa parte “migliore” di cui parlava Gesù con Marta. La missione al popolo sta aiutando a riscoprirla.

La densità del Documento recentemente emanato - “La libertà religiosa per il bene di tutti. Approccio teologico alle sfide contemporanee” (Commissione teologica internazionale) - risulta immediatamente al solo scorrere la successione dei sette capitoli in cui si articola.

“La piazza è un luogo di incontro e di misisone”. Con questa convinzione, tutti i giorni da sabato 27 aprile fino al 19 di maggio, per le strade di Rovereto sarà possibile incontrare, all'ombra di alcuni gazebo, i missionari francescani venuti in città per l'evento “Missione al Popolo”.

Nella nostra società consumistica le tentazioni godono di una particolare attrattiva. “Lasciati tentare” è un modo ammiccante per invogliare a fare una nuova esperienza, a prendersi una vacanza, a rischiare un’avventura. Nella preghiera che Gesù pone sulle nostre labbra perché scenda nel cuore e da lì rinnovi la nostra vita, la parola risuona in tutta la sua drammatica serietà.

Lacrime e commozione ma soprattutto la speranza che un piccolo spiraglio di luce si è aperto nella lunga notte che da anni sta vivendo il Paese. Così padre James Oyet Latansio, segretario generale del Consiglio delle Chiese del Sud Sudan, ripercorre il ritiro spirituale che con l’arcivescovo di Canterbury, Justin Welby, si è svolto in Vaticano, presso la Domus Sanctae Marthae, con la partecipazione delle massime autorità civili ed ecclesiastiche del Sud Sudan.

“La missione della Chiesa non può sottrarsi all’ascolto. È, anzitutto, ascolto” è stata la riflessione che ha aperto l’omelia dell’Arcivescovo Tisi in Cattedrale nella domenica delle Palme a partire dal testo del profeta Isaia in cui si sottolinea che l’ascolto non è a costa zero.

Lunedì 22 aprile alle 18 viene presentato il volume “La valle di Fassa nelle Dolomiti. Preistoria, romanità, Medioevo”, di padre Frumenzio Ghetta nella nuova edizione curata da Cesare Bernard.

A suor Eugenia Bonetti, Missionaria della Consolata,  Papa Francesco ha affidato il compito delicato e autorevole di scrivere tutte le riflessioni per le 14 stazioni della Via Crucis di questa sera al Colosseo. "Sentivo la responsabilità e l’inadeguatezza ma – come ho detti ad altri giornali – ho seguito il consiglio del cardinal Ravasi di lasciar parlare il mio cuore e la mia esperienza". 

Frutto delle riflessioni del gruppo in questi mesi il documento dal titolo “Il futuro che vogliamo” (www.forumdilimena.com), attorno al quale si vuole sollecitare il confronto, col fine di creare relazioni positive e ridando spazio alla speranza che il futuro sia ancora nelle nostre mani.

Quando si avvicinava la primavera, caro don Silvio, passavi più volte in Amministrazione con il tuo: “Allora, siete pronti? Andiamo, dai organizza……” Si partecipava all’ordinazione sacerdotale del 26 giugno e si saliva sul pullman. Ci guidavi con passione, ci accompagnavi con gioia con il sorriso sempre sulle labbra.

Operativo dal 2 aprile il Servizio diocesano per la tutela dei minori. L’Arcivescovo: “La Chiesa deve muoversi con trasparenza.

Dosomm

Una "Magna Charta" della pastorale giovanile, esortata a cambiare - insieme alla Chiesa - partendo dalle critiche dei giovani, per diventare, da ora in poi, "pastorale giovanile popolare". È "Christus vivit", l'esortazione apostolica di Papa Francesco rivolta ai giovani e a tutto il popolo di Dio a conclusione del Sinodo sui giovani di ottobre. Si affrontano anche questioni come gli abusi, le migrazioni, la sessualità, la questione femminile, i pericoli della Rete, la famiglia, il lavoro.

E’ un testo di grande attualità quello arrivato pochi giorni fa all’Associazione Trentini nel Mondo e all’UNAIE (Unione Nazionale delle Associazioni di Immigrazione ed Emigrazione) attraverso il primierotto Gianangelo Pistoia, da parte del Segretario di Stato Vaticano, card. Pietro Parolin che elogia l’impegno delle due associazioni per l’integrazione di emigrati ed immigrati, dal momento che oggi è “inevitabile confrontarsi con una crescente interazione di persone e di culture.omm