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EPIFANIA DEI POPOLI – In vista della Giornata mondiale del migrante

“Anche Dio è migrante”

Le parole del vescovo Lauro ai migranti che ringraziano per le strutture messe a disposizione dalla diocesi.

Parole chiave: Epifania dei popoli (8), migranti (459)

Le parole del vescovo Lauro ai migranti che ringraziano per le strutture messe a disposizione dalla diocesi

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"Come i Magi – ha spiegato a mons. Lauro uno degli immigrati al microfono - anche noi arriviamo da lontano per incontrare Gesù in Cattedrale, centro spirituale dove viviamo la nostra vita di fede. Sentiamo il bene che vuole agli immigrati e la ringraziamo per essere il nostro Vescovo, per le strutture messe a disposizione dalla Diocesi e per l'impegno nell'educare la comunità trentina all'accoglienza. Qui ci troviamo bene e lavoriamo per una Chiesa senza frontiere".

Un caleidoscopio festoso di colori, bandiere, canti, copricapi, acconciature e costumi tradizionali ha accolto l'assemblea riunita in Duomo sabato 6 gennaio per la tradizionale Epifania dei popoli, iniziata con questo riconoscente saluto dei migranti al vescovo Lauro.

"Re Erode e tutta Gerusalemme sono turbati dall'arrivo dei Magi, uomini in ricerca che pongono domande, provenienti da terre lontane, diversi per cultura, colore, storia e ciò fa paura al potere civile e religioso - ha esordito monsignor Tisi dopo che la stella dei bambini ucraini aveva introdotto la liturgia della Parola, proclamata in lingua francese, polacca e inglese -: succede anche oggi a voi, cari fratelli migranti, con la vostra presenza ci dite che il mondo è squilibrato perché qualcuno ha troppo e molti non hanno niente, e avete modi di agire diversi dai nostri, che ci destabilizzano. Meno male che siete arrivati: un popolo seduto è destinato a morire, voi ci fate capire che bisogna cambiare e siete angeli di Dio mandati a svegliarci, a dirci che è bello essere diversi e che la gioia dell'arcobaleno prevale rispetto al colore unico".

Il rischio, per gli scribi che conoscono la scrittura è di ricorrere ad essa come nozione o semplice citazione, mentre colpisce trovare il Vangelo nelle tasche o nelle valigie dei migranti che hanno affrontato il viaggio di speranza per mare sui barconi, perdendo la vita.

"I Magi portano doni al bambino senza conoscere la Bibbia, si sono messi in movimento come voi che ci portate la freschezza della Parola di Dio. Poi sono tornati per altra via: è la via innovativa di Gesù, la via dell'accoglienza, dell'essere contenti che ci sono gli altri e della diversità. Impariamo a percorrerla senza paura, la Chiesa non deve creare barriere, il volto del fratello va incontrato e festeggiato ricordando che i cristiani sono tutti migranti: chi ama, esce da sé per donare vita, Dio stesso è migrante nella Trinità".

I popoli riuniti nella casa del Signore sono segno di speranza e di condivisione e, oltre al pane, al vino e all'acqua, all'altare sono state portate offerte simboliche: un candelabro dall'India, l'incenso dalla Somalia, un cesto di alimenti e uno di vestiti per ricordare l'impegno costante dei volontari a favore dei profughi e di quanti hanno bisogno di aiuto.

La celebrazione, scandita da canti in lingue diverse che hanno creato un'atmosfera gioiosa, è terminata con la benedizione dell'arcivescovo rivolta ai bambini radunati sull'altare, ai migranti e a tutta l'assemblea, ricordando la presenza in Cattedrale dei rappresentanti di almeno 30-40 popoli e invitando alla preghiera per i fratelli perseguitati nella fede di Pakistan, Somalia e Siria e per i 5000 morti nel mar Mediterraneo lo scorso anno.

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