Chiesa
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La terza puntata della nostra rubrica settimanale

Bibbia e...liturgia

Il liturgista don Giulio Viviani osserva come la Bibbia sia piena di celebrazioni liturgiche, testi e anche indicazioni liturgiche

Con la riforma voluta dal Vaticano II, la Parola di Dio è presente in ogni momento di preghiera in particolare nella celebrazione dei Sacramentitract.

Parole chiave: chiesa (6449)

[somm1: Il liturgista don Giulio Viviani osserva come la Bibbia sia piena di celebrazioni liturgiche, testi e anche indicazioni liturgiche

SOMM2: Con la riforma voluta dal Vaticano II, la Parola di Dio è presente in ogni momento di preghiera in particolare nella celebrazione dei Sacramenti

Il primo libro liturgico al centro della preghiera della Chiesa è stata ed è ancora certamente la Bibbia, anzi tutti i libri che compongono la Bibbia che è una biblioteca di libri: Antico e Nuovo Testamento. La Bibbia è piena di celebrazioni liturgiche, di testi liturgici (salmi, cantici, benedizioni) e di indicazioni liturgiche.

Già le pagine dell’Antico Testamento, in particolare del libro del Levitico, ci dimostrano come il motivo del celebrare, e del celebrare con arte, sia un’esplicita volontà divina, pur in linguaggi e culture umane. Quante indicazioni: fin troppo minuziose per la nostra mentalità. Ma quanti valori dietro ogni indicazione. Tanti significati che noi ignoriamo e spesso sottovalutiamo. Così anche la parola e l’esempio di nostro Signore Gesù Cristo: la cura che egli ha avuto nell’organizzare la cena pasquale, l’ultima cena, l’istituzione dell’Eucaristia (Mc 14, 15; Lc 22, 7-13).

Dalla Bibbia scaturiscono, direttamente o indirettamente, tutti i libri liturgici fin dai primi secoli: l’Evangeliario (libro dei Vangeli), il Lezionario (libro con le letture dall’Antico e dal Nuovo Testamento, detto anche Epistolario), il Salterio (libro dei Salmi da cantare), il Sacramentario (libro con i testi delle antifone e delle preghiere; da cui il Messale), il “Breviario” (oggi libro della Liturgia delle Ore), ecc.

Non si tratta di volumi redatti una volta per sempre! Solo la Bibbia rimane sempre la stessa e non conosce cambiamenti, se non miglioramenti nelle traduzioni. Anche in italiano abbiamo avuto la nuova traduzione della Bibbia ufficiale e obbligatoria per le celebrazioni liturgiche dal 2008; dai testi originali della Sacra Scrittura (greco, ebraico e aramaico) è stata tradotta e promulgata soprattutto per l’uso liturgico una nuova versione uguale per tutti.

Da essa sono stati poi ricavati tutti i nuovi Lezionari. Si attende anche una nuova edizione della Liturgia delle Ore con la nuova traduzione di Salmi, antifone e letture. Anche il Messale nella sua terza edizione avrà antifone e altri testi biblici (come il Padre nostro) secondo la nuova traduzione.

In questi libri noi troviamo espressa quella che la tradizione chiama la lex orandi (la preghiera della Chiesa: quello che si deve pregare), che rivela e fonda la lex credendi (la fede della Chiesa: quello che si deve credere) e che ci indica la lex vivendi (la vita della Chiesa: quello che si deve vivere).

Come dice la Presentazione CEI al Messale, se si impara ad usare veramente il libro liturgico “esso ispira e alimenta la preghiera personale e comunitaria del popolo di Dio”.

Con la riforma liturgica, voluta dal Concilio Vaticano II, la Parola di Dio è presente in ogni momento di preghiera in particolare nella celebrazione dei Sacramenti (soprattutto nell’Eucaristia, ma in ogni tipo di liturgia, anche nella Penitenza!) e dei sacramentali (ogni rito di benedizione) come vera e propria celebrazione. Ogni volta che i cristiani si ritrovano per celebrare si incontrano con la parola di Dio. Una Parola offerta in modo più abbondante (SC 51), non come semplice modo di iniziare, ma come componente indispensabile di ogni celebrazione, che prevede sempre Parola e Sacramento, anamnesi (ricordo mediante la Parola proclamata e cantata) ed epiclesi (invocazione dello Spirito Santo).

Questa Parola dà senso alla nostra vita ordinaria e feriale di cristiani; dà senso al nostro essere ministri, al nostro ministero spesso nascosto e umile ma prezioso nella comunità. Confortati, custoditi e illuminati da quella Parola continuiamo il nostro cammino per una presenza sempre più competente e amorevole nel mondo, perché già siamo “tutti partecipi della grazia di Dio”. Il Signore Gesù, che con il suo Vangelo “ha iniziato in noi quest’opera buona la porta a compimento” (cfr Fil 1, 3-6).

Bibbia e...liturgia
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