Gli studenti in visita ai malati

Non è un dovere andare a trovare i malati, ma una fatica che diventa gioia, come quella che prova chi sale verso la cima di una montagna e non avverte stanchezza, ma gratitudine per la sensazione di pienezza gustata alla meta. E poi la proposta di una festa per i malati (in primavera accanto alla celebrazione di Comunioni e Cresime), riconoscendoli parte viva e integrante della comunità cristiana e un'attenzione maggiore al disagio psichico, imparando a rapportarsi con la persona e non con la sua malattia.

Molti gli spunti di riflessione emersi durante il Convegno diocesano organizzato dalla Consulta Diocesana per la Pastorale della Salute svoltasi nell'aula magna dell'oratorio del Duomo sabato 24 gennaio. Filo conduttore "la sapienza del cuore" a cui ha fatto riferimento Papa Francesco nel messaggio per la 23a Giornata Mondiale del Malato del prossimo 11 febbraio. In apertura, 'Arcivescovo Luigi Bressan, nominato da poco presidente della Commissione CEI per il servizio della carità e della salute, ha ricordato che Gesù ha affidato ai discepoli il compito di annunciare il Vangelo e di prendersi cura dei malati riconoscendo loro il potere della guarigione. Poi ha evidenziato una lacuna nel campo del diritto internazionale dove non è stato ancora prodotto alcun documento che garantisca il diritto del malato all'assistenza spirituale.

Il presidente Carlo Tenni ha poi illustrato le attività portate avanti dalla Consulta della salute nel 2014, spiegando che ogni iniziativa realizzata nel capoluogo come gli incontri mensili di preghiera negli ospedali S. Chiara e S. Camillo, può essere riproposta in altre sedi attingendo al materiale reperibile sul sito diocesano (www.diocesitn.it/ufficidiocesani/pastoralesalute).

Significativo il dialogo che da due anni a questa parte è in atto tra mondo della sofferenza e mondo universitario con un gruppo di studenti che vanno a fare visita ai degenti, non più considerati solo destinatari di cure più “umanizzanti”, ma essi stessi soggetti in grado di “umanizzare” coloro che li accostano. “La relazione con chi soffre non si può improvvisare, e dunque l’obiettivo per il nuovo anno è quello di continuare a garantire una formazione al servizio che offra competenze relazionali adeguate oltre ad attivare sinergie efficaci con le famiglie dei malati”, ha concluso Tenni.

"Io ero gli occhi per il cieco, ero i piedi per lo zoppo" (Gb 29,15). Si è ispirato a queste parole per il suo intervento il dottor Gianni Cervellera, presidente dell'Associazione italiana di Pastorale Sanitaria. "Non c'è sapienza senza dolore – Gesù impara la sapienza dalle cose che patisce – ma la relazione è generativa. Attraverso l'altro, infatti, scopro chi sono perché l'uomo è essere in relazione, e il servizio al fratello si esprime nella relazione che diventa solidarietà. Un servizio che assume la dimensione comunitaria che è la caratteristica specifica dell'assistenza e della carità cristiana. Il Vangelo è annuncio di gioia, dunque la vita trova senso anche quando è attraversata dal dolore". "Spesso ci sentiamo a disagio in presenza del malato – ha detto il delegato vescovile don Piero Rattin – ma la relazione è fatta di qualcosa che va oltre le parole. Non dobbiamo ridurre la cura a semplice farmacologia, noi diventiamo comunità sanante quando stiamo vicini a chi soffre . Oggi si usa il termine "diversamente abili" per indicare i disabili: spetta a noi metterli in condizione di poter esprimere davvero il contributo di esperienza e di saggezza che hanno maturato nella loro condizione di fragilità".

Don Rattin ha poi tracciato le linee dell'impegno futuro individuando nello spirito di comunione l'elemento di forza sul quale fondare un nucleo di coordinamento che operi in rete, formato da rappresentanti di tutte le associazioni d'ispirazione cristiana operanti sul territorio e da promuovere nelle zone pastorali o nelle valli. Don Olivo Rocchetti, responsabile del Gruppo diocesano di sostegno al disagio psichico ha infine ricordato il Centro di Ascolto che dal 13 febbraio si sposterà da via Barbacovi a via Giusti 1 (spazio.ascolto@diocesitn.it; cell.: 348.2296575).

vitaTrentina

Lascia una recensione

avatar
  Subscribe  
Notificami
vitaTrentina

I nostri eventi

vitaTrentina