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IL REPORTAGE

Il Bimbo di Scurelle in piazza San Pietro a Roma

Tra i volontari valsuganotti che hanno allestito il presepio. Il sindaco Ropelato: “Il legame con l’albero di Asiago e della tempesta Vaia.

Parole chiave: Territorio (19852)

Tra i volontari valsuganotti che hanno allestito il presepio. Il sindaco Ropelato: “Il legame con l’albero di Asiago e della tempesta Vaia

I vigili del fuoco di Scurelle in piazza san Pietro a Roma - 11/2019

I vigili del fuoco di Scurelle in piazza san Pietro a Roma

Roma, 22 novembre 2019 – Sul tetto a scandole della capanna di Betlemme spicca la divisa gialloverde dei Vigili del Fuoco valsuganotti. Anche i frettolosi turisti giapponesi si fermano infreddoliti  per curiosare nel cantiere, e scattano una foto.  E’ la ventunesima volta che i nostri pompieri allestiscono il presepe di Scurelle,  ma quest’anno non siamo nella piazza del paese.  Siamo nella piazza del mondo.

Sullo sfondo la basilica di San Pietro con la sua bellezza secolare e misteriosa, il fondale migliore per accogliere il Bambino Gesù a grandezza natura che quest’anno arriva sotto le pannocchie stese a seccare. Stanno preparandogli una culla rustica e accogliente in una baita tipica del Lagorai i volontari del corpo valsuganotto che lavorano con la celerità delle emergenze (in tre giorni l’allestimento va finito) e la passione del presepe di casa. “Siamo scesi nella notte trasportando legname e materiale su tre autogru, i ragazzi sono contenti di essere qui”, spiega il comandante , durante una rapida pausa pranzo gestita dal cuoco Vigile con panini e luganega scaldati sulla piastra.  Si muovono secondo mosse studiate, una regia precisa: “E’ ammirabile lo spirito di squadra con cui questi volontari lavorano al loro presepio”, commenta l’arch. Lanfranco Fietta, che cura la direzione artistica e il montaggio tecnico, salvaguardando la ricostruzione precisa (anche le grondaie sono scolpite a mano nel legno) e l’effetto visivo, ottenuto con alcune nuove luci all’interno.

Ma il lavoro principale lo hanno fatto negli anni gli abitanti di Scurelle che hanno recuperato da cantine, stalle e soffitte gli abiti e gli attrezzi della tradizioni antica appartenuti ai loro nonni. Li ha organizzati il Comitato Amici del Presepio,  guidato da Ivo Tomaselli che dal 1999 coinvolge 70 volontari, l’amministrazione comunale con la vicesindaco Lorenza Ropelato , i Vigili del Fuoco Volontari, gli alpini, i bimbi della scuola elementare, la parrocchia, il Gruppo Missionario, ma anche le imprese della zona.  “Nel 2016 avevamo portato in San Pietro l’albero di Natale ma questa chiamata per il presepio è ancora più significativa – ci spiega il sindaco Fulvio Ropelato, al quale chiediano una foto ricordo con la sua squadra di Vigili – perché viene dopo vent’anni d’impegno spontaneo e generoso ed è occasione per presentare anche un messaggio della cultura solidale della nostra montagna” (e giustamente la Provincia ha contribuito con l’allestimento del basamento ad opera degli uomini della Protezione Civile).

Il presepe di Scurelle in piazza San Pietro

 

 Dietro il recinto saranno poste per le migliaia di fedeli che fino al gennaio passeranno di qua  le spiegazionidelle 23 statue – il viso fu scolpito dall’artista Felix Deflorian, morto nel 2008, e dai due figli – che raffigurano i mestieri tipici del primo Novecento trentino: c’è anche  l’ambulante del Tesino, il cromaro che porta le stampe in Europa con la sua cassela, ma anche il boschiero con la legna, la donna del polenta e il buon eremita “Molo”.

Ma c’è un motivo in più che il sindaco Ropelato sottolinea giustamente: il gemellaggio nato con il comune di Rotzo, sull’altopiano di Asiago, che ha donato il vicino albero di Natale sopravvissuto alla tempesta Vaia che pure ha devastato anche i boschi del Lagorai: “C’è una vicenda che accomuna le nostre comunità e per la quale ci siamo legati”.

Riposti martelli e chiodi, rifiniti gli ultimi particolari della Betlemme valsuganotta con la caserà del formaggio di malga, ora il lavoro si trasforma in preghiera e adorazione. La prossima settimana, il 5 dicembre alle 11.30, Papa Francesco benedirà presepe e albero e fin dal mattino la comitiva trentina scesa da Scurelle si raccoglierà nella Messa in San Pietro con l’Arcivescovo di Trento Lauro Tisi. L’Avvento, anche con questi segni eloquenti per il mondo, ci dovrebbe trovare tutti più Vigili.

Il Bimbo di Scurelle in piazza San Pietro a Roma
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