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L’11 giugno 1989 il commiato dalla direzione del settimanale

La fine dell’epoca Cristelli

Per il suo 60° Vita Trentina organizza due giorni di celebrazioni che si concludono con un applauditissimo spettacolo di Andrea Castelli. Una ideale conclusione del percorso ventennale di Cristelli alla direzione di Vita Trentina, una sorta di ‘bilancio’ di che cosa è diventato il settimanale sotto la sua guida.

Parole chiave: Vita Trentina (331), mass media (214), anniversario (516)

L’11 giugno 1989 il commiato dalla direzione del settimanale. Vastissimo riconoscimento dei valori rappresentati dal settimanale sotto la sua direzione

Nel 1989 per le vie di Trento appare lo striscione di Vita Trentina con lo slogan “Occhi aperti sul mondo”.

Nel 1989 per le vie di Trento appare lo striscione di Vita Trentina con lo slogan “Occhi aperti sul mondo”.

Per il suo 60° Vita Trentina organizza due giorni di celebrazioni alla Sala della Cooperazione, con un convegno al quale partecipano nomi importanti del giornalismo italiano, autorità, collaboratori e un folto pubblico e che si concludono con un applauditissimo spettacolo di Andrea Castelli scritto appositamente per l’occasione, dal titolo “Sol”. Viene inoltre preparata una pubblicazione di 130 pagine, con contributi di una cinquantina di personaggi, non solo trentini.

Una ideale conclusione del percorso ventennale di Cristelli alla direzione di Vita Trentina, una sorta di ‘bilancio’ di che cosa è diventato il settimanale sotto la sua guida dal 1967 al 1987, emerge al convegno dei collaboratori, che si svolge a Grado durante la gita a Trieste e Aquileia. A don Vittorio “il consiglio di amministrazione regala per i suoi 20 anni di direzione una macchina da scrivere, come auspicio di un ancora lungo e proficuo lavoro di giornalista”. Meno di un mese dopo sarà nominato nuovo vescovo di Trento Giovanni Sartori, il quale sembra avere idee ben diverse sull’”ancora lungo e proficuo lavoro giornalistico” di Cristelli: infatti dopo un anno lo solleverà dall’incarico motivando questa decisione con il troppo lungo periodo alla direzione del settimanale.

Nel maggio 1987 Paolo Ghezzi lascia la redazione di Vt e passa al quotidiano Alto Adige. “Il nostro apprezzato redattore e conduttore di Pietre Vive è passato al quotidiano per fare un’altra esperienza giornalistica – scrive Cristelli -. A noi dispiace moltissimo perché è stato come veder partire un fratello dalla casa nella quale si viveva così bene insieme e dispiace ancor più di non poter più contare sulla sua indiscussa e provata professionalità, sulla sua penna fluente e sapida, sulla sua visione della vita nutrita di fede e condita di valori umani laici e cristiani”. “L’augurio è che Paolo Ghezzi possa realizzare nel nuovo posto di lavoro … anche il servizio all’opinione pubblica di cui ha appreso il gusto nei primi passi a Vita Trentina”.

La relazione economica del nuovo amministratore, Pierangelo Santini, parla di nuova diffusione record nel 1986: più 350 abbonamenti e ulteriore miglioramento della situazione economica.

In regalo agli abbonati 1988 viene offerto l’opuscolo “Un anno con Vita Trentina… naturalmente – Calendario 1988 dell’orto biologico” a cura di Patrizia Sarcletti, nuova collaboratrice di Vt nei settori dell’agricoltura biologica e dell’alimentazione naturale (cura la rubrica “Naturalmente”).

Nel 1988 Vita Trentina cambia formato (più grande: da 40 x 29 a 46 x 31) per esigenze tecniche della tipografia Stt, che ha cambiato rotativa. L’attuale formato, spiega Cristelli ai lettori, è chiamato ‘tabloid italiano’ (sul tipo di Repubblica), mentre il precedente era il ‘tabloid tedesco’ (tipo Bild).

Nell’aprile 1988 viene assunto Domenico Sartori, in sostituzione di Paolo Ghezzi. Sartori ha 28 anni, è iscritto a Sociologia ed ha esperienze di lavoro nel sociale. Da qualche tempo collabora con Vita Trentina. Il numero dei collaboratori è in continuo aumento: Pierfrancesco Fedrizzi, che segue il processo di Stava (poi diventerà redattore dell’Alto Adige, di Repubblica e quindi dell’ufficio stampa della Giunta Provinciale), Leonardo Pontalti e Mario Anelli (entrambi diventeranno redattori dell’Adige), Ermanno Menegoni, Monica Murru, Mirco Elena, Aldo Civico, Walter Liber (diventerà direttore di Radio Dolomiti e poi capo ufficio stampa della Cooperazione Trentina).

Parte la nuova rubrica “Il cittadino e la legge” a cura dell’avvocato Enrico Mezzena.

Alla gita-convegno di Vita Trentina del 1988 a Ivrea, Biella e Oropa c’è una partecipazione record : 160 persone. I collaboratori incontrano mons. Bettazzi, vescovo di Ivrea e ammiratore di Vt, e i vertici del settimanale di Ivrea ‘Il Risveglio popolare’ e del ‘Biellese’, il cui direttore manda la banda cittadina ad accogliere gli ospiti trentini.

Comincia una nuova rubrica “Itinerari sui monti di Trento”, a cura di un gruppo di obiettori del Comune di Trento, coordinati da Giacinto Bazzoli.

L’abbonamento 1989 costa 38.000 lire con in dono una pubblicazione che riporta alcuni itinerari nei luoghi più belli del Trentino. L’abbonamento di amicizia (45 mila lire) prevede in dono il libro ‘Scelte di fondo’ o una cassetta originale di Andrea Castelli. Per le vie di Trento appare lo striscione di Vita Trentina con lo slogan “Occhi aperti sul mondo”.

L’11 giugno 1989 la prima pagina di Vita Trentina esce con due articoli affiancati: il primo ha per titolo “Le idee devono marciare - Commiato di don Vittorio Cristelli”; il secondo “Servizio da condividere - Saluto di don Agostino Valentini”. Quindi un articolo del vescovo che spiega perché ha deciso di cambiare direttore. L’improvvisa sostituzione causa sconcerto nell’opinione pubblica trentina e nazionale. Ne parla tutta la stampa. Arrivano messaggi di solidarietà a Cristelli e di critica al vescovo dai vertici del giornalismo italiano, da personalità del mondo cattolico e laico, da abbonati, lettori, corrispondenti, fiduciari e collaboratori. Una imponente manifestazione davanti al palazzo vescovile dà la misura della stima e popolarità di cui gode Cristelli, così come la valanga di lettere che vengono pubblicate per settimane, molte sottoscritte da diverse centinaia di firme.

Nel suo commiato, Cristelli scrive tra l’altro: “un grazie non rituale a tutti i collaboratori del passato e del presente (quanti? sono ormai folla). Checché se ne dica da parte di chi considerava Vita Trentina feudo di don Cristelli, la realtà è che era frutto di un lavoro, come si suol dire, di équipe, ma preferisco dire di famiglia”. E infatti, come si è visto, l’eccezionale ricchezza di collaborazioni è stato un tratto distintivo di Vt dell’epoca Cristelli. La maggior parte delle quali è purtroppo cessata proprio per protesta contro il suo allontanamento.

Pochi mesi dopo crollava il Muro di Berlino e con esso la divisione in due blocchi del mondo occidentale. Divisione che per decenni aveva avvelenato il clima politico, sociale e anche ecclesiale. E che probabilmente non è stata estranea alla decisione di allontanare Cristelli e sicuramente è stata alla base delle tante difficoltà da lui incontrate nei ventidue anni di direzione del settimanale. “Sinceramente ringrazio anche chi queste difficoltà ce le creava – concludeva Cristelli nel suo commiato - quale che sia stata la loro provenienza: dalla comunità ecclesiale o civile. Vi confesso che quando c’era troppa calma per troppo tempo, alla riunione di redazione ci guardavamo negli occhi e dicevamo: qui qualcosa non funziona. E ciò non per il gusto masochistico degli attacchi anche violenti, ma perché coscienti che il portare avanti oggi temi quali la pace, la giustizia, la causa dei poveri, i problemi del Terzo Mondo, lo stesso dialogo, l’attenzione critica alla realtà sociale e amministrativa non può procurare universale consenso. La mancanza di reazioni poteva essere quindi segno o che avevamo sbagliato l’analisi oppure che ci eravamo seduti”.

Lo stesso vescovo Sartori, che qualche tempo dopo avrebbe detto a Cristelli che si era pentito ma che si sarebbe aspettato da lui maggiore resistenza contro l’allontanamento, riconosceva nel suo comunicato dell’11 giugno 1989 che “Vita Trentina sotto la sua direzione, nonostante momenti difficili e scelte non da tutti condivise, ha raccolto vasti consensi per la sua apertura missionaria, la sua sensibilità ecumenica, per lo spirito di dialogo e per il suo impegno sui temi della pace, della giustizia, dello sviluppo, della emarginazione”.

(9. fine - le precedenti puntate sono state pubblicati sui numeri dal 42 al 49)

Don Vittorio Cristelli03

Trento - Don Vittorio Cristelli riceve dal sindaco Alessandro Andreatta il sigillo della città. - 28/11/2010 - Gianni Zotta

La fine dell’epoca Cristelli
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