Chiesa
stampa

Grande folla lunedì sera ad ascoltare il Custode di Terra Santa, padre Francesco Patton

Le contraddizioni di Gerusalemme

Grande folla lunedì sera 10 febbraio all’Oratorio del Duomo ad ascoltare padre Francesco Patton, francescano Custode di Terra Santa, che ha parlato sul tema “Gerusalemme, una città condivisa perché non sia divisa”, nell'incontro promosso dal Servizio pellegrinaggi diocesano. Un’occasione preziosa per conoscere e cogliere più in profondità la complessità di questa città unica al mondo.

Parole chiave: Medio Oriente (101), Francesco Patton (19), Terra Santa (52), pace (757), cristianesimo (140), ecumenismo (252), Israele (94), Palestina (140), pellegrinaggio (419)
Trento - All’Oratorio del Duomo padre Francesco Patton, francescano Custode di Terra Santa, parla sul tema “Gerusalemme, una città condivisa pe...

Trento - All’Oratorio del Duomo padre Francesco Patton, francescano Custode di Terra Santa, parla sul tema “Gerusalemme, una città condivisa perché non sia divisa”. - 10/02/2020 - Paolo Pedrotti

Molte persone in piedi, quasi trecento in tutto, lunedì sera 10 febbraio all’oratorio del Duomo ad ascoltare padre Francesco Patton, francescano Custode di Terra Santa, che ha parlato sul tema “Gerusalemme, una città condivisa perché non sia divisa”, nell'incontro promosso dall'Area Testimonianza e Impegno sociale della diocesi di Trento e moderato da Augusto Goio, redattore di Vita Trentina. Un’occasione preziosa per conoscere e cogliere più in profondità la complessità di questa città unica al mondo. E, al contempo, per approfondire le variegate realtà – politiche, sociali e religiose - che si affacciano sulle diverse sponde del Mediterraneo. Luoghi di conflitti lungo la sponda mediorientale ed africana, dalla Siria alla Libia, solo per fare degli esempi, e luogo di approdi e respingimenti – di speranze deluse e di inabissamenti di vite umane - sulla sponda europea. Posti di confine e di frontiera che segnano realtà e presenze. Luoghi in cui la presenza cristiana si va gradualmente riducendo – ha osservato padre Patton - sia per le persecuzioni che i cristiani subiscono, sia per l’avanzare di una secolarizzazione, in Europa (terra “a bassa temperatura spirituale”, ha detto Patton), che vorrebbe estromettere dalla vita la dimensione del trascendente.

Dappertutto in Medio Oriente la presenza cristiana è una presenza di minoranza, dall’Iraq alla Siria, al Libano e nello stesso Israele.

Gerusalemme, nel suo essere città della compresenza di storia e memoria delle tre grandi religioni monoteistiche, vive grandi contraddizioni. Cosa fare allora? Risponde il Custode di Terra Santa: “Riscoprire la dimensione del 'piccolo gregge'. Come insegna il Vangelo, essere lievito nelle città degli uomini, sale della terra, luce del mondo”. Recuperare le pagine fondamentali del Vangelo significa anche – ha insistito padre Patton - recuperare la propria storia, sapendo che il cristianesimo è nato lì e poi in Siria (ad Antiochia, con Paolo e Barnaba) per poi irradiarsi in Occidente. “I cristiani in Medio Oriente hanno bisogno di sostegno concreto, occorre evitare che se ne vadano anche se i motivi sono veri, seri, come guerra e persecuzione, in molti casi”. E non a caso padre Patton è stato invitato al convegno promosso dalla Cei con Papa Francesco che si tiene a Bari dal 19 al 23 febbraio sul tema “Mediterraneo, frontiera di pace”, proprio perché “come Custodia ci affacciamo sul Mediterraneo da molti Paesi che in questo momento soffrono per la guerra e le sue conseguenze”.

Anche in Israele, dove i cristiani sono appena il 2% (circa 170 mila persone), la carta da giocare – ha osservato - è quella della qualità: “I cristiani non devono avere paura di dire la loro opinione” e di farsi vedere. In questo senso i giovani cristiani – che in genere vivono nella parte più povera della Palestina - sanno distinguersi negli studi e certamente avranno un ruolo significativo nella società di domani. “Io dico sempre loro: se voi ve ne andate il vostro territorio risulterà più povero e meno dinamico!”. Un invito a rimanere. E per incoraggiare a restare la Custodia di Terra Santa cerca di fare la sua parte. Attraverso la presenza delle parrocchie, con un’azione pastorale significativa pur in contesti di minoranza quantitativa come a Nazareth, a Betlemme o a Gerico, dove la presenza musulmana arriva a superare il 90%. O in Siria, dove i cristiani sanno essere fermento con la loro testimonianza di pace. E, ancora, attraverso le scuole (“Ne abbiamo una quindicina”) che si presentano, dalla materna alla maturità, aperte a tutti. Padre Patton ha citato la splendida scuola di musica con professori ebrei e studenti cristiani e musulmani: un vero laboratorio di note e di armonia. “Le scuole si stanno rivelando uno strumento formidabile di convivenza”. Come a dire che è fin da piccoli che si impara a conoscersi, a stimarsi, a volersi bene, e l'azione educativa può rafforzare la convivenza e suscitare fermenti di pace: a Gerusalemme e in tutto il Medio Oriente.

In conclusione padre Patton ha elogiato quella che ha chiamato “la laicità un po’ confusionaria” di Gerusalemme, dove le relazioni si fanno fraterne in una convivenza basata sulla fratellanza e sul dialogo “della vita tra le persone più che tra le religioni”.

Le contraddizioni di Gerusalemme
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Non sei abilitato alla visualizzaizone del commento.

Non sei abilitato all'invio del commento.

Effettua il Login per poter inviare un commento