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ZONA PASTORALE TRENTO

Una nuvola che si fa concretezza

A San Pio X i sogni dei partecipanti all’assemblea sono stati tradotti in un sintesi grafica originale. Fra le novità, anche la drammatizzazione di una bega parrocchiale.

Parole chiave: Territorio (19852)

A San Pio X i sogni dei partecipanti all’assemblea sono stati tradotti in un sintesi grafica originale. Fra le novità, anche la drammatizzazione di una bega parrocchiale

La sintesi grafica dei contributi alla assemblea della zona pastorale di Trento

Se a Cles il sabato precedente si era fatto riferimento per la prima volta ad un questionario sociologico, l’assemblea pastorale della Zona di Trento ha segnato invece l’esordio di una tecnica grafica molto usata dai giornali: la tag cloud, ovvero la nuvoletta di parole che consente una raffigurazione sintetica dei concetti più condivisi e ricorrenti. Durante i lavori di gruppo che hanno caratterizzato l’Assemblea è stato infatti chiesto ai partecipanti di fornire anche individualmente l’espressione sintetica di un sogno (realizzabile) nell’ambito del tema affrontato, quello delle relazioni.

Mano a mano che le risposte arrivavano sono state trasformate in una nuvoletta in cui le parole riportate in carattere più evidente rappresentavano anche quelle più citate e quindi ritenute importanti. Per la cronaca la sintesi (come riportato qui sotto) ha portato in evidenza le quattro parole – comunità, Cristo, Parola e poveri – che sono state anche le più riprese negli interventi. Ora toccherà al Consiglio di Zona riprendere questi “sogni” incrociandoli con le altre indicazioni emerse dai gruppi di lavoro: le priorità e le esperienze concrete da perseguire.

L’assemblea bis di sabato scorso nell’aula di san Pio X a Trento (in mattinata c’era stata quella di Mezzocorona, vedi pagina a fianco) è stata anche una volta diversa dalle precedenti: oltre alla nuvoletta di parole l’altra novità è stata la situazione drammatizzata con cui quattro “attori” parrocchiani del Duomo e Santa Maria hanno raccontato cosa può succedere quando due Consigli pastorali s’incontrano per programmare l’accoglienza del nuovo parroco? Scoppia presto un conflitto di bassa lega dove ognuno difende tradizioni, stili consolidati e soprattutto il proprio campanile. Una riunione “improbabile - come ha osservato nell’introdurre Monica Signorati – ma anche utile e provocatoria” per entrare nel tema della qualità delle relazioni ecclesiali. Il don Pacifico, parroco protagonista, sbroglia la situazione con una citazione finale di Papa Francesco che nella Evangelii Gaudium a saper “entrare nel conflitto” ; un’idea che è stata infatti subito ripresa dal  vicario di Zona don Claudio Ferrari, prestatosi anche lui come attore, per  ripercorrere il cammino della Zona: dai materiali prodotti nella prima Assemblea era uscita come prioritaria la riflessione sul cammino fraterno dentro le comunità e nella Zona pastorale, attraverso un approfondimento del tema delle relazioni interpersonali.

L’arcivescovo Lauro Tisi ha assunto seriamente il dialogo fra i finti parrocchiani di San Gaspare e Sant’Ippolito per richiamare in positivo la capacità di “affrontare la fatica del confronto”. Ha sottolineato come i dialoghi dei due Consigli pastorali fossero tutti ridotti alle “cose da fare” come se l’essenza della vita cristiana fosse appunto soltanto pragmatica e organizzativa, magari con qualche contrasto sul possesso delle chiavi dell’oratorio o l’animazione di una sagra. Prioritario del cammino dovrebbe essere essere invece il confronto sulle motivazioni di fondo del proprio impegno ecclesiale e sulla testimonianza di vita della gioia di Gesù di Nazareth. Anche le due idee di Chiesa contrapposte– una più aperta al sociale ed una più devozionalista –  risultano sterili e finiscono solo per alimentare piccoli potentati – anche personali – mentre la vera fraternità prevede da saper cogliere anche il positivo nell’esperienza dell’altro.

“Oggi ho visto la mano dei laici, non ho sentito le solite lamentele sui sacerdoti”, ha osservato al termine don Lauro  che peraltro ha ripreso poi dalla figura dell’indaffarato don Pacifico (arrivato in ritardo alla riunione perché stressato da troppi impegni) lo spunto anche per valorizzare una reale collaborazione fra laici e preti (con gli stessi accenti usati al mattino a Mezzocorona)  e a tenere la Parola di Dio e il volto dei poveri come punto di riferimento per il cammino di Zona pastorale: “In queste assemblee non mi stanco di ripetere che oggi nelle nostre comunità non è poù rimandabile quel percorso di ascolto che parte dalla centralità della Parola di Dio e nello stesso tempo l’esperienza di fraternità che vede nel volto dei poveri il volto di Cristo”. Introdotto dai canti del coro di Villazzano e animato da varie parrocchie cittadine, il pomeriggio si è articolato nei gruppi chiamati anche a rispondere su come la Parola di Dio può aiutare a intessere nuove relazioni nella comunità. “Dobbiamo essere consapevoli che la prima relazione importante è quella con il Signore, ha concluso l’Arcivescovo.

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