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TURISMO Nelle stazioni sciistiche del Trentino si cerca di salvare la stagione

Una corsa contro il tempo… e contro il vento

Il vento di fine ottobre ha causato danni importanti non solo all'ambiente naturale, ma anche al sistema degli impianti di risalita. Gli operatori del settore turistico e delle ski aree di Folgaria e Lavarone si sono subito messi all'opera per risolvere i problemi e ripristinare le strutture, in vista dell’inizio della stagione invernale.

Parole chiave: Folgaria (75), maltempo (49), turismo (936), sci (646), Lavarone (67)

Anche sugli altopiani di Folgaria e Lavarone il maltempo non aveva risparmiato seggiovie, tapis roulant, cannoni da neve e altri macchinari sulle piste

Folgaria - L'avvio della stagione invernale sull'Altopiano. - 01/12/2018 - Gianni Zotta

Folgaria - L'avvio della stagione invernale sull'Altopiano. - 01/12/2018 - Gianni Zotta

“Gli alberi sono gli strumenti a fiato del vento”, scriveva il poeta polacco Marian Bogdala. Quello che ha soffiato tra i boschi degli Altipiani Cimbri in quelle due giornate di fine ottobre ha però esagerato, ha soffiato troppo forte, generando una brutta musica, violenta, e tanti alberi non hanno saputo e voluto eseguirla, cadendo a terra, spezzandosi.

Radici, tronchi e rami frondosi non hanno resistito all’impeto, alla forza indomabile del vento, che in poche ore ha deciso anzi tempo la destinazione di migliaia di abeti: abbattuti 40 mila metri cubi di legname nel Comune di Folgaria, 50 mila in quello di Lavarone. Una foresta fra le più fotografate del Trentino con tanti “custodi” del bosco che nella loro vita di alberi avevano visto sorgere e tramontare tanti soli, tra il Dosso della Martinella, il Cherle, il Rust e il Pizz di Levico.

L’ondata di maltempo ha causato danni importanti non solo all'ambiente naturale, ma anche agli impianti di risalita di un’area di richiamo sciistico nazionale: lo scorso anno furono 8.932.436 i passaggi sugli impianti della ski area Folgaria Lavarone. Il crollo degli alberi e la furia della tempesta non hanno risparmiato alcune seggiovie, i tapis roulant, i cannoni da neve e altri macchinari in attesa sulle piste.

Folgaria - Daniela Vecchiato, direttrice dell’Apt Alpe Cimbra, brinda con gli operatori: “Gli impianti sono tornati perfettamente in funzione”...

Folgaria - Daniela Vecchiato, direttrice dell’Apt Alpe Cimbra, brinda con gli operatori: “Gli impianti sono tornati perfettamente in funzione”. - 01/12/2018 - Gianni Zotta

Gli operatori del settore turistico e delle ski aree di Folgaria e Lavarone, dopo un primo momento di scoramento e preoccupazione, si sono rimboccati le maniche e si sono messi subito all’opera, cercando soluzioni concrete per risolvere i problemi e ripristinare le strutture. Una corsa contro il tempo in vista del tradizionale avvio della stagione invernale fissato per i primi giorni di dicembre con le prenotazioni degli amanti della neve e dello sci nei giorni dell’Immacolata.

“Ad un mese da quelle terribili ore di vento e tempesta, gli impianti sono tornati perfettamente in funzione, alla riapertura programmata per sabato 1 dicembre ci siamo fatti trovare pronti - afferma Daniela Vecchiato, direttrice dell’Apt Alpe Cimbra, con giustificata soddisfazione –, grazie all’impegno e alla dedizione di tutti i soggetti coinvolti”.

“I Comuni di Folgaria Lavarone Luserna - prosegue Vecchiato - hanno dato prova di grande tenacia e organizzazione fin dai primi momenti, per ripristinare le strade interrotte, per far ritornare la luce nelle case e anche per tranquillizzare le persone”.

Decisiva è risultata la collaborazione dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile, che hanno lavorato incessantemente per riportare la comunità alla normalità. “Anche gli albergatori si sono dati subito da fare, ripulendo le strutture dall'acqua e dal fango – riconosce Vecchiato -. La forza mentale e fisica degli abitanti della montagna, connaturale al loro animo, ha portato ad una ripresa immediata, un risultato collettivo impeccabile”.

La voglia di fare, il coraggio e la buona volontà dell'uomo emergono spesso nelle situazioni di difficoltà. Ciò che conta di più nei momenti traumatici è soprattutto il valore della solidarietà tra le persone, il desiderio di ricostruire, di ricominciare, di continuare a credere nel futuro della propria terra. Gli alberi tremano e cadono sotto il vento, l'uomo non crolla, se resta unito agli altri uomini, ancorato ai valori della propria fede e della propria comunità.

Una corsa contro il tempo… e contro il vento
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