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Sabato scorso l’inaugurazione del tratto di Limone

Ciclovia del Garda, atto primo

L’interesse e l’entusiasmo per il progetto - ribattezzato in inglese «Garda by bike» - è tale che il taglio del nastro di sabato scorso si è presto trasformato in un evento mediatico mondiale.

Parole chiave: ciclabile (39), mobilità (235), turismo (974), lago di Garda (23)

Per ora sono solo quattro i chilometri di ciclabile realmente disponibile. il ministro Toninelli per primo ha percorso i due chilometri di pista a sbalzo sul lago

Per completare l’opera ora mancano “solo” 136 chilometri di ciclabile. Con i due inaugurati sabato scorso a Limone, che si aggiungono agli altri due da tempo completati tra il centro storico di Riva e la Baia Azzurra di Torbole, salgono infatti a quattro i chilometri di ciclabile realmente disponibile per la futuribile «Ciclovia del Garda»: 140 chilometri di pista attorno al più grande lago italiano, su tre diverse Regioni e in paesaggi molto diversi tra loro, oggettivamente un’attrazione tra le più interessanti che l’Italia del cicloturismo potrà offrire al resto del mondo.

L’interesse e l’entusiasmo per il progetto - ribattezzato in inglese «Garda by bike» - è tale che il taglio del nastro di sabato scorso si è presto trasformato in un evento mediatico mondiale: già settimane prima dell’inaugurazione ne parlavano non solo i media nazionali, ma addirittura quelli stranieri, con un lancio della americana CNN che ha diffuso in ogni angolo del globo la notizia dell’imminente “pedabilità” del Garda intero.
L’attenzione è poi proseguita sabato a Limone, con il ministro Danilo Toninelli che per primo ha percorso i due chilometri di pista a sbalzo sotto le telecamere dei Tg nazionali.

Lago di Garda - La spettacolare pista ciclabile interamente a sbalzo ha fatto storcere il naso agli ambientalisti. - 14/07/2018 -

Lago di Garda - La spettacolare pista ciclabile interamente a sbalzo ha fatto storcere il naso agli ambientalisti. - 14/07/2018 -

Non v’è dubbio che l’opera realizzata a Limone rappresenti una coraggiosa iniziativa a forte vocazione turistica (è presto infatti per parlare veramente di mobilità alternativa per i residenti). Da Capo Reamol, località poco a nord di Limone, fino al confine con il Trentino, la pista accarezza la spettacolare scogliera nella quale, quasi cent’anni fa, fu scavata con la dinamite e il sudore umano, la Gardesana Occidentale. Proprio l’impossibilità di allargare quelle vecchie gallerie o di forare nuovamente la roccia accanto ai tunnel esistenti, ha spinto i progettisti ad inventarsi questa spettacolare pista ciclabile interamente a sbalzo. Ponti sospesi di metallo, ponti in muratura, un primo tratto a bordo strada, un belvedere e un’area sosta. Fino a quel cartello «Provincia Autonoma di Trento» dove tutto si ferma, almeno per ora.
I lavori sono costati 7 milioni di euro, finanziati con i fondi ODI, quelli che Trentino e Alto Adige, mettono a disposizione da un decina di anni dei comuni confinanti con le due province autonome. Ed è un po’ un paradosso che i bresciani e i limonesi in particolare, siano riusciti a far fruttare cos
ì bene e così in fretta quei denari arrivati proprio dal Trentino. Perché in attesa che prenda corpo una organica e seria progettazione dell’intera «Ciclabile del Garda», è chiaro che occorre stringere i tempi per completare almeno il tratto da Limone a Riva del Garda, anche per motivi di sicurezza.

Il richiamo mediatico internazionale della pista appena inaugurata rischia di avere un effetto boomerang, come dicono a bassa voce già alcuni albergatori. C’è chi telefona per sapere da dove partire per completare il giro del Garda in bici, senza sapere che partendo da Limone dopo cinque minuti di pedalate la ciclabile già finisce. Qualcuno alla fine non verrà, qualcun altro resterà deluso, altri ancora invece verranno e decideranno di proseguire poi sulla Gardesana Occidentale, perché quando si parte dalla Svezia o dalla Russia per farsi il giro del Garda in bici non ci si ferma certo di fronte ad un cartello. Il pericolo reale è che cresca il numero di ciclisti (a volte esperti, a volte meno) che finiranno per pedalare sul più pericoloso tratto di Gardesana, tutto gallerie, rocce emergenti, strettoie e traffico turistico.

Per questo il Trentino ha un motivo in più per far presto e il clamore suscitato dalla cerimonia di sabato scorso è certo un buon incoraggiamento. I progettisti trentini, però, utilizzeranno prima di tutto le gallerie dismesse della vecchia statale. Poi dovranno vedersela con la scogliera e con la valle del Ponale. La Provincia ha assicurato che per il 2021 la ciclabile ci sarà. Chissà se ne scriverà di nuovo anche la CNN.

Ciclovia del Garda, atto primo
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