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La testimonianza di chi lo conobbe

Ebbe a cuore la tutela del lavoro degli agricoltori e dei loro prodotti

Giuseppe Versini ha avuto l’indiscusso merito di mantenere un forte aggancio al trasferimento tecnologico nella pratica sia in campo enologico che in quello delle grappe di cui è stato uno degli indiscussi massimi esperti.

Parole chiave: personaggi (1013), Giuseppe Versini (2), agricoltura (2151), grappa (10)

Condivideva il suo sapere con modestia e generosità disinteressata

Incarico speciale

Ho dato io a Giuseppe Versini, assunto nel 1974, l’incarico di recarsi in Germania presso un Istituto di ricerca specializzato nella gascromatografia perché si impadronisse della materia per poi applicarla nello studio delle sostanze volatili e degli aromi dei prodotti enologici, soprattutto trentini.

Lavoravamo ciascuno in un settore specifico di ricerca, ma fedeli ad un mandato che Bruno Kessler, presidente dell’Istituto Agrario dal 1958 al 1978, aveva affidato al direttore del laboratorio, Franco Defrancesco fin dai primi anni ’60: “Cercate di elaborare progetti di ricerca per tutelare il lavoro degli agricoltori e i loro prodotti”. Versini nel suo lavoro di ricercatore ha interpretato egregiamente questo mandato.

Giulio Margheri

ricercatore a S. Michele dal 1958 e direttore del Laboratorio di analisi chimiche e ricerca dal 1973 al 1988

Padre e maestro

Ho lavorato con Versini dal momento della mia assunzione a S. Michele (1998) fino al suo pensionamento ma i contatti collaborativi, pur con ruoli distinti, sono continuati anche dopo.

Era orgoglioso del suo lavoro. Sapeva di sapere, ma era in continuo confronto con il mondo esterno. Una costante della sua attività di ricercatore è stata quella di trasferire il suo sapere nella pratica di tutti i giorni. Ho avuto con lui un rapporto confidenziale, come tra figlio e padre, ma sempre improntato a franchezza e libertà critica. Il suo attaccamento al lavoro ha coinvolto anche me. Ritengo tutt’altro che sprecate le molte ore passate con lui in laboratorio anche dopo la fine della giornata. Da lui ho imparato moltissimo. Soprattutto il metodo e il rigore. Mi rendo conto che Versini aveva progettato la sua vita intorno alla ricerca e i familiari rispettavano le conseguenze di questa sua scelta. In silenzio e con amore.

Sergio Moser

ricercatore dell’area alimentazione nel Centro ricerca e innovazione della Fondazione Mach-Istituto agrario S. Michele

Dialoghi tra gli alambicchi

Versini è stato un amico ed insieme uno scienziato alla mano. Il suo sapere lo condivideva con modestia e generosità disinteressata. Il comparto grappistico del Trentino, ma non solo, ha fatto passi giganteschi per suo merito. E’ sua l’ideazione di una scuola itinerante di distillazione alla quale partecipavano gli operatori piccoli e grandi che avevano interesse a discutere con lui in campo pratico i risultati e le indicazioni emergenti dalle sue ricerche.

Determinante per il miglioramento qualitativo della grappa trentina è stato, ad esempio, lo studio seguito dalla messa in pratica di interventi conservativi e correttivi sulle vinacce per mantenerne integra la freschezza e gli aromi provenienti dall’uva. Quanto ho detto per Versini non si può ripetere per molti ricercatori e uomini di scienza.

Arrigo Pisoni

contitolare dell’omonima azienda agricola ad indirizzo misto di Pergolese, fondatore e per molti anni presidente dell’Istituto Tutela Grappa del Trentino

Ebbe a cuore la tutela del lavoro degli agricoltori e dei loro prodotti
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