Economia
stampa

Dal governo la stretta sulle attività produttive non essenziali

Lavoro: chi si ferma non è perduto

Braccia incrociate mercoledì 25 marzo alla Fly di Grigno, in Valsugana, che ha ricevuto l’autorizzazione a proseguire l’attività produttiva. E’ una spia della tensione crescente nelle fabbriche metalmeccaniche trentine, dove si attendeva una sospensione più ampia delle attività produttive non essenziali. Anche in Trentino ancora troppi operai e impiegati, secondo i sindacati, sono chiamati al lavoro in un clima di crescente preoccupazione per il diffondersi dell’epidemia Covid-19.

Parole chiave: Covid-1919 (1), industria (212), coronavirus (88), Fiom (2), sindacato (122), lavoro (1064), salute (1017)

La soddisfazione del sindacato: “Ancora troppi operai e impiegati chiamati al lavoro in un clima di crescente preoccupazione”

Braccia incrociate mercoledì 25 marzo alla Fly di Grigno,

Lo stabilimento della Fly di Grigno

Lo stabilimento della Fly di Grigno

in Valsugana. L’azienda del gruppo Forgital, acquisito nel settembre 2019 dal fondo di investimento Carlyle, attivo su scala globale anche nei settori dell’industria aerospaziale e della difesa, produce componenti per l'industria aeronautica e aerospaziale. Lo stabilimento trentino, ampliato nel 2016 con il sostegno della Provincia Autonoma di Trento attraverso Trentino Sviluppo, dovrebbe occupare a fine anno 200 addetti e ha ricevuto dal Commissario del Governo per la Provincia di Trento l’autorizzazione a proseguire l’attività produttiva. E’ una spia della tensione crescente nelle fabbriche metalmeccaniche trentine, dove si attendevano decisioni più coraggiose da parte del governo nazionale, con una sospensione più ampia delle attività produttive non essenziali.

Decisioni che sono arrivate mercoledì nel tardo pomeriggio. Ascoltando le ragioni del sindacato, il governo ha ridotto l’elenco delle attività produttive indispensabili che potranno rimanere aperte. “Da tempo anche a livello locale abbiamo chiesto la chiusura di tutte le attività produttive, ad eccezione di quelle essenziali. Una richiesta pesante, che né in Trentino né a Roma è stata fatta a cuor leggero. La priorità, però, deve essere la difesa della salute e il contenimento del contagio”, commentano i tre segretari generali di Cgil Cisl Uil, Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti. Le tre confederazioni non hanno, invece, apprezzato i tentennamenti di Palazzo Chigi né della Giunta Fugatti. “Piazza Dante avrebbe dovuto adottare da subito misure più severe, compiendo scelte che meglio si legavano alle realtà produttive del nostro territorio, così come ha fatto l’Emilia Romagna. Anche questo è esercitare l’Autonomia”.

Resta valido per tutte le aziende che rimangono aperte il rispetto del Protocollo sulla sicurezza sottoscritto nei giorni scorsi a Palazzo Chigi dalle parti sociali, che ha valore di legge. Le organizzazioni sindacali dovranno essere coinvolte dal Commissario del Governo nella certificazione delle attività delle imprese che svolgono attività essenziali. In tutti i posti di lavoro in cui si proseguirà ad operare i delegati sindacali vigileranno per la stringente applicazione di tutte le misure di protezione individuale e di tutte le procedure organizzative per ridurre al minimo il rischio di contagio. “Chi continua a lavorare lo fa per l’intera collettività e dunque la sua salute deve essere tutelata con ogni sforzo”.

“Va detto che da noi la stragrande maggioranza delle aziende si è fermata”, chiarisce Manuela Terragnolo, Segretaria generale della Fiom del Trentino. Stanno arrivando moltissime richieste di accesso agli ammortizzatori sociali da parte delle imprese artigiane. Proprio sui fondi per gli ammortizzatori sociali arrivati da Roma al Trentino (8,5 milioni di euro) si è accesa una polemica tra l’opposizione e la Giunta provinciale, con l’assessore allo sviluppo economico e lavoro Achille Spinelli che si è affrettato a precisare che l’Alto Adige ha ricevuto più risorse per la cassa in deroga “perché lì il fondo provinciale non tutela i lavoratori delle imprese con meno di sei dipendenti”: il Trentino “riceverà più risorse dallo Stato nelle prossime assegnazioni”. Alcune aziende hanno chiesto l’autorizzazione a continuare a produrre e la Fly è una di queste (il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 22 marzo consente le attività dell'industria dell'aerospazio e della difesa – la qual cosa ha provocato lo sdegno di alcune significative realtà nazionali dell’economia civile e dell’associazionismo, si veda a pagina 15 - e le altre attività “di rilevanza strategica per l'economia nazionale”). “Ma noi obiettiamo che quella della Fly non è un’attività produttiva essenziale”, precisa Terragnolo motivando le ragioni dello sciopero. Cgil Cisl Uil del Trentino assicurano che verificheranno azienda per azienda le condizioni di lavoro e segnaleranno al Commissariato del governo tutti i casi in cui non si rispetta il protocollo sulla salute e la sicurezza: “Abbiamo anche chiesto di avere l’elenco delle aziende che dichiarano di far parte di una filiera legata alla produzione di beni e servizi essenziali, per poter verificare se è vero oppure no”, spiega Terragnolo. “Abbiamo chiesto una riduzione significativa delle attività consentite: devono essere solo quelle legate all’emergenza sanitaria e che svolgono davvero servizi essenziali”. Nel settore metalmeccanico sono le aziende che si occupano di impiantistica, che ad esempio assicurano la continuità della rete elettrica o del riscaldamento negli ospedali, le aziende informatica che assicurano le reti telematiche della pubblica amministrazione e della Protezione civile, le imprese legate alla depurazione, ecc.. “Tutto il resto – continua Terragnolo – si deve fermare almeno fino a quando si arriverà al picco della diffusione del contagio: in molte realtà produttive le disposizioni prescritte per la sicurezza dei lavoratori, che anche noi come sindacato abbiamo condiviso, non possono essere garantite”.

Chi anche in queste ore non si può fermare è Walter Trimboli. Due giorni fa era al pronto soccorso Covid dell’ospedale di Tione. Lavora alla Edison Facilities Solutions e si occupa di manutenzione. “Tra noi c’è chi è più spaventato e chi meno. La sicurezza c’è. Personalmente mi sento tutelato, perché lavorando in ospedale i controlli sono alti. Nei reparti Covid si entra adeguatamente protetti: tuta, più paia di guanti, cuffia, due mascherine”. “Questa situazione pesa, ci rendiamo conto della gravità del momento e si sta tutti più attenti rispetto a prima. Mi sento tranquillo. Le attrezzature che usiamo vengono disinfettate regolarmente. Siamo rigorosi”.

Lavoro: chi si ferma non è perduto
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Non sei abilitato alla visualizzaizone del commento.

Non sei abilitato all'invio del commento.

Effettua il Login per poter inviare un commento