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Chiamata a raccolto, in difesa della biodiversità

Varietà da custodire

L'Associazione La Pimpinella chiama “a raccolto” coltivatori e appassionati per l'annuale scambio di sementi antiche.

Parole chiave: Territorio (19553), biodiversità (65), agricoltura (2151)

I volontari dell'associazione “La Pimpinella” hanno incontrato coltivatori e appassionati per l'annuale scambio di sementi antiche

San Michele all'Adige - La "Chiamata a Raccolto" della Pimpinella - 3/11/2019 - Gianni Zotta

San Michele all'Adige - La "Chiamata a Raccolto" della Pimpinella - 3/11/2019 - Gianni Zotta

Tutelare la biodiversità non è un concetto astratto ma è una missione che va portata avanti nella vita di tutti i giorni, riservando la giusta attenzione a piccole ma importanti azioni di salvaguardia dell'ambiente naturale e delle sue specificità. Ce lo ha dimostrato domenica 3 novembre l'associazione “La Pimpinella”, che ha “chiamato a raccolta” la cittadinanza negli spazi del Museo degli Usi e Costumi di San Michele All'Adige per la quinta edizione di “Chiamata a Raccolto”, l'ormai tradizionale ritrovo di scambio di sementi tramandate.

Un evento che da alcuni anni si propone di mettere in contatto agricoltori e coltivatori, ma anche semplici appassionati, con i circa trenta “custodi” volontari dell'associazione, impegnati per mantenere in vita e valorizzare le sementi e le piante di oltre centoventi varietà orticole e ottanta frutticole antiche, tipiche della nostra tradizione popolare, allo scopo di conservarle e diffonderle, scambiandole senza alcuno scopo commerciale o economico ma solamente in funzione della difesa della biodiversità.

San Michele - Stefano Delugan, vicepresidente dell'associazone La Pimpinella - 3/11/2019 - Gianni Zotta

San Michele - Stefano Delugan, vicepresidente dell'associazone La Pimpinella - 3/11/2019 - Gianni Zotta

È questa la missione de La Pimpinella, associazione nata nel 2007 dall'iniziativa di alcuni soci fondatori, tra cui Stefano Delugan, oggi vicepresidente, che con soddisfazione ci racconta dell'interesse che questi temi suscitano nella cittadinanza: “Attualmente i soci sono circa 150 ma le persone che gravitano attorno alla nostra realtà sono oltre 500. Durante gli incontri che organizziamo in tutto il territorio trentino riscontriamo una sensibilità sempre in aumento e i nostri corsi di formazione sulle tematiche agricole sono frequentatissimi. Il nostro percorso quindi è fatto di tanti eventi che trovano compimento poi in una giornata come quella di domenica: un migliaio di partecipanti, così motivati, nonostante il brutto tempo sono tantissimi”.

La figura del “custode” è nata in automatico, continua Delugan: “In passato era l'anziano che coltivava tutti gli anni le varietà tradizionali, mentre oggi i nostri custodi aggiungono la preparazione agraria e una capacità di raccontare le mille sfaccettature delle varietà antiche di cui si occupano, le loro origini e la loro storia oltre che le caratteristiche e i metodi di coltivazione”.

Tra loro anche tanti giovani, come Lisa Dotta, che a 34 anni gestisce un'azienda agricola a Capriana, a cui abbiamo chiesto di spiegarci in cosa consiste l'attività dei custodi: “L'associazione ha una sua banca con le sementi che ha raccolto nel corso degli anni e che, per rimanere vive, devono essere coltivate ogni anno. Ad ogni custode ne vengono affidate alcune, privilegiando le varietà originarie della zona in cui opera: a me infatti sono state affidate l'insalata estiva di Cembra, la malva crispa, un tempo diffusa in Val di Cembra, e la fava viola di Pinè, che non è molto distante”.

San Michele - Antiche varietà di mele e pere - 03/11/2019 - Gianni Zotta

San Michele - Antiche varietà di mele e pere - 03/11/2019 - Gianni Zotta

Una passione, quella verso i semi “non convenzionali”, che Lisa ha alimentato attraverso la sua professione ma che nasce in famiglia: “Mi sono avvicinata a questo mondo grazie a mia suocera, che ha sempre conservato le varietà che negli anni le sono state regalate dagli anziani del posto e mi ha fatto scoprire che oltre alle bustine esiste una realtà veramente affascinante. Così quando ho letto su social e giornali di “Chiamata a raccolto” ho approfondito l'attività della Pimpinella e ho fatto richiesta di diventare custode”.

È in questo modo che un'attività apparentemente semplice diventa un fattore fondamentale nella tutela della biodiversità. La difesa della varietà delle specie e degli ecosistemi è necessaria per la sopravvivenza del pianeta stesso, ma è sempre più messa a rischio dai tanti scellerati comportamenti umani che hanno portato oltre i livelli di guardia inquinamento, deforestazione e sovra-sfruttamento delle risorse naturali, e di conseguenza alla degradazione dell'ambiente e ai cambiamenti climatici in atto.

Forse anche per questo “Chiamata a raccolto” ogni anno coinvolge sempre più giovani, come evidenzia ancora Lisa Dotta: “Ho notato con piacere che ad interessarsi ai semi non sono solo adulti o anziani ma anche tanti ragazzi della mia generazione. Persone che non per forza fanno i contadini di professione ma si impegnano nella produzione di un piccolo orto negli spazi che hanno a disposizione, come una coppia di giovani che mi ha raccontato di aver coltivato addirittura i fagioli rampicanti in un vaso sul un balcone. Questo secondo me è molto bello, significa che siamo sulla strada giusta e che la nostra attività, nonostante le sue origini antiche, non è legata al passato ma rappresenta il futuro”.

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