Meridiani

In Egitto il paradosso – macroscopico, evidentissimo - consiste in questo: che il regime egiziano del presidente Abdel Fattah al-Sisi è una dittatura bell'e buona, di quelle che non perdonano chi le si oppone, e che - al tempo stesso - tutti, con l’Egitto, fanno affari d’oro.

In Albania dopo il terremoto l’elenco dei bisogni si allunga ora dopo ora. Particolarmente difficile è portare soccorso nelle zone più interne e lontane dai maggiori centri abitati. Anche la Chiesa di Trento promuove una raccolta di fondi attraverso la Caritas diocesana, in collaborazione con l'assocazione Teuta.

Nei centri di detenzione libici le condizioni di vita di centinaia di africani sono disumane. Mentre in Libia si continua a combattere, molte vite sono a rischio, se non vi sarà un piano o un intervento internazionale per salvare i detenuti, poveri e inermi. All'Agenzia Fides padre Mussie Zerai, sacerdote eritreo da anni impegnato nel sostegno agli immigrati, racconta delle testimonianze raccolte.

Raramente nell’incandescente contesto mediorientale il Libano fa notizia. Invece nelle ultime settimane il paese dei cedri è tutto un ribollire di proteste e contestazioni verso il potere e la classe dirigente che non risparmiano nessuno. Le proteste originano dall’insopportabilità delle ingiustizie sociali e dal fortissimo squilibrio tra i pochi che hanno tutto e i tanti che si vedono depredati dell’essenziale.

Esiste un modo di fare memoria che non nasconda nulla, ma che cerchi, al tempo stesso, di spezzare ogni catena d’odio? E’ la domanda che ha portato una cinquantina di ragazzi trentini e bolzanini in Bosnia dal 25 ottobre al 2 novembre attraverso il progetto di memoria attiva “Ultima Fermata Srebrenica”.

Reduce dai lavori del Sinodo sull’Amazzonia, Roque Paloschi, vescovo di Porto Velho nello Stato di Rondonia, in Brasile, nel cuore della vasta area amazzonica, ha portato la sua testimonianza domenica 3 novembre in una sala conferenze gremita al Vigilianum, per iniziativa dell’Area Testimonianza e Impegno Sociale della Diocesi.

Se ricordiamo la figura nitida e luminosa di Rutilio Grande, gesuita, è perché si tratta di un “prototipo”, di un tipo di uomo e un tipo di cristiano molto diffuso –e molto poco noto- in Sudamerica. Si tratta di persone che non hanno fatto nulla di eccezionale, ma semplicemente hanno vissuto la loro vita accanto alle loro comunità cristiane con impegno e coerenza.

Il Salvador, tra i paesi mesoamericani più violenti e violentati, oggi si trova ancora in una situazione di estrema precarietà. La violenza continua a dominare nella vita sociale e nelle esperienze interpersonali.

Sono immagini raccapriccianti – e in larga parte impubblicabili – quelle che giungono dal Mali e che svelano al mondo l’orrore di un’ondata di violenze che sta mietendo centinaia di vittime civili. A fornire i documenti alla rivista “Africa” dei Padri Bianchi è un sopravvissuto ai raid compiuti delle milizie jihadiste contro contadini dogon che si recavano al mercato di Koro.

Nel mese di ottobre il presidente boliviano Evo Morales si è presentato alle elezioni presidenziali per ottenere un quarto mandato di “governo”. Ce l’ha fatta ma con molta più fatica delle volte precedenti, il risultato è stato incerto fino all’ultimo momento. E con le solite contestazioni da parte dell’opposizione, il partito Comunidad Ciudadana di Carlos Mesa che non ha riconosciuto la validità del voto.

L’Argentina, alla vigilia del voto e sul finire del 2019, si ritrova con un tasso di inflazione del 55%, il più alto di tutta l’America Latina se si eccettua il Venezuela. E deve affrontare l’ennesima bancarotta finanziaria (ha dovuto chiedere un maxi prestito al Fondo monetario), dovuta a errori clamorosi e dolosi, questa volta del presidente Mauricio Macrì.

“Apriremo le porte a 3,6 milioni di rifugiati e li manderemo da voi”: così il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha minacciato l’Unione Europea, dissuadendola dal prendere posizione contro la recente occupazione per mano turca della Siria. 

In questo autunno incipiente (ma in America Latina si va verso la bella stagione primaverile) è tutto un subbuglio in Sudamerica. In Cile la situazione sta diventando incandescente. Scontri con morti e feriti non solo a Santiago, ma pure a Valparaisio, Antofagasta, nelle principali città. La miccia è scoppiata dopo che è aumentato il costo del biglietto dei trasporti pubblici.

Dopo due settimane di proteste represse con la forza il governo Moreno ritira il decreto della discordia

Si avvia alla conclusione nelle prossime settimane la fusione della cooperativa Mandacarù con Le Formiche – Die Ameisen, storica realtà del commercio equo e solidale del vicino Alto Adige/Südtirol, e Il Canale Impresa sociale. A gestire il delicato momento di passaggio sarà Fausto Zendron, eletto dal consiglio di amministrazione nuovo presidente della cooperativa. Lo abbiamo raggiunto al telefono alla vigilia della Giornata mondiale dell'alimentazione (16 ottobre).

Occorre dirlo chiaro e tondo: non poteva essere fatta scelta più azzeccata e pertinente nel conferimento del Nobel per la Pace per quest’anno! La scelta di Ably Ahmed Ali, giovane premier etiope, è di quelle che confortano e alimentano la speranza. Per diversi motivi.

L’avvio dell’operazione militare della Turchia contro le forze curde nel nord-est della Siria è stato annunciato su Twitter dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan. Il nunzio in Siria, card. Zenari: “Si aggraverà l’instabilità”.