Meridiani
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La testimonianza dei giovani partecipanti

L'urgenza della memoria, la speranza nei giovani

Le testimonianze dei giovani studenti trentini partecipanti al viaggio di studio nei Balcani.

Parole chiave: Bosnia (32), Balcani (152), Arci (96)

Essere giovani a Mostar

Mostar: il Centro Giovani OKC Abrašević

Mostar: il Centro Giovani OKC Abrašević

Il primo incontro a Mostar si tiene al Centro Giovani OKC Abrašević, costruito a pochi passi da quella che durante la guerra era la linea del fronte, il Bulevar. Vlado ci racconta che dopo la guerra, con la città divisa tra bosgnacchi e croati, e il Bulevar ancora privo di illuminazione e ingombro di macerie, alcuni giovani decidono di incontrarsi e costruire, dalle rovine di un ex dopolavoro operaio, un nuovo edificio dove generare cultura. I concerti, i DJ set, le letture di poesie e tutti gli eventi che propongono riescono ad attirare i giovani dalle due parti divise della città, che si incontrano, si conoscono, si riconoscono e stringono legami, sfidando le retoriche nazionaliste delle rispettive élite politiche. Il messaggio dell'OKC Abrašević è chiaro: le comunità funzionali nascono sulla base di esigenze condivise, e Mostar ha dimostrato che la cultura è una di queste. (Eleonora Forti)

Muhamed, ritorno a casa

Sarajevo

Sarajevo

Nel 2002 Muhamed Avdić è tornato al suo paesino al confine con la Serbia, Osmače. Con la moglie, la mamma e i figli fa parte di uno dei 15 nuclei familiari “attivi” di questo arcipelago di piccoli borghi rurali, struttura che rivela l'origine musulmana della comunità. Le altre famiglie, composte da nonni senza più nipoti, genitori senza più figli, mariti senza più mogli sono destinate ad estinguersi. A casa di Muhamed pranziamo da re – e siamo 55! - sopra le panche di legno, accanto ad un falò acceso apposta per scaldarci, nel campo di mais svuotato dall'autunno. Qualcuno gli chiede: “Muhamed, cosa vorresti che raccontassimo, soprattutto, quando torneremo?”. Lui sorride e risponde: “Sarebbe presuntuoso che fossi io a dirlo. Se però devo proprio dire una cosa, allora dite questo, se è vero: che qui siete stati bene”. (Martina Pisciali)

L'urgenza della memoria

Nel War Childhood Museum di Sarajevo c'è uno schermo dove, a rotazione, passano video interviste ai bambini di allora. Seduti con me ci sono due bambini: uno sui 10-12 anni, l'altro sui 7-8. La loro mamma potrebbe averne quaranta come trentacinque, i capelli biondi hanno qualche filo bianco e il volto qualche ruga che non sembra della vecchiaia. Da dove verrà? I suoi figli ascoltano tranquilli e attenti, mentre a lei gli occhi diventano sempre più rossi. È guardando i suoi che comincio a piangere anche io. Lei sa, lei c'era. Ha scelto di portare i suoi figli, la generazione che non sa, non può capire fino in fondo, al Museo, e per questo la ammiro tanto. (Martina Pisciali)

L'urgenza della memoria, la speranza nei giovani
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