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Il libro di Marazziti sui corridoi umanitari spunto per un dibattito sull'accoglienza

Braccia aperte

Aumento dell'immigrazione irregolare, licenziamento degli operatori italiani impegnati nel sistema di accoglienza, fallimento della politica degli espatri: le conseguenze del Decreto Sicurezza. Ma c'è un'Italia che nonostante tutto si ostina a credere nell'accoglienza: lo hanno raccontato a Trento Mario Marazziti, giornalista ed ex parlamentare, il vescovo Lauro Tisi ed Elisabetta Grigolli, referente accoglienza dell'oratorio di S. Antonio a Trento.

Il vescovo Lauro: “Il fenomeno migratorio è un'opportunità da cogliere”. Marazziti: “La solidarietà c'è, ma non è raccontata”

Profughi siriani ospiti della Diocesi

Aumento dell'immigrazione irregolare, licenziamento degli operatori italiani impegnati nel sistema di accoglienza, fallimento della politica degli espatri. Sono le conseguenze del Decreto Sicurezza approvato nel novembre 2018, che con una "politica dei tagli", attuata anche in Trentino – ma la giunta provinciale, come chiesto nel luglio 2018 dal Consiglio provinciale, continua a sostenere i “corridoi umanitari”: a fine mese arriverà dal Libano una nuova famiglia di profughi siriani -, ha determinato un aggravarsi della situazione per rifugiati e richiedenti asilo, ma c'è un'Italia solidale che tiene ancora le "porte aperte", mantenendo viva la speranza in una società più giusta e in un futuro comune. Lo ha documentato Mario Marazziti nel libro “Porte aperte” (Piemme, 2019), presentato venerdì 8 novembre alla Libreria Ancora insieme al vicecaporedattore de L'Adige Paolo Micheletto, all'arcivescovo di Trento Lauro Tisi e a Elisabetta Grigolli, referente accoglienza dell'oratorio di S. Antonio a Trento.

Marazziti, giornalista, politico, storico portavoce della Comunità di S.Egidio, presidente del Comitato per i Diritti Umani e poi della Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati dal 2013 al 2018, promotore e primo firmatario della legge di cittadinanza per i bambini immigrati (ius soli e ius culturae), ha deciso di compiere un "Viaggio nell'Italia che non ha paura", come recita il sottotitolo del libro, per raccontare le storie di persone che hanno accolto migranti in fuga da guerre e persecuzioni, ritrovandosi esse stesse "salvate" da incontri che hanno trasformato l'esistenza, rigenerandola. Le storie raccolte nel libro testimoniano che la rete dei Corridoi umanitari promossi dalla Comunità di Sant'Egidio, dalla Federazione delle Chiese Evangeliche e dalla Conferenza Episcopale Italiana è diventata modello concreto e praticabile di una vera integrazione. In particolare il quinto capitolo, "La coscienza di Mattia", racconta l'esperienza del progetto di corridoio umanitario avviato da Mattia Civico, già consigliere provinciale, con la collaborazione della Chiesa trentina e il sostegno della Provincia, che ha permesso di accogliere 26 persone, componenti di 4 nuclei familiari. "Dopo essere stato interpellato sulla possibilità di accogliere un gruppo di profughi siriani - ha detto il vescovo Tisi -, abbiamo reso disponibile Casa S. Nicolò. Come dice Papa Francesco, la realtà viene prima delle idee e le soluzioni si trovano. All'arrivo erano molto provati, ma pieni di speranza, e si sono integrati bene. Bisogna stare nella realtà e non credere alle narrazioni che ce la dipingono in modo scorretto. Quello che sta accadendo è un'opportunità da cogliere e se per un credente accogliere è un gesto evangelico, per la comunità civile è un investimento per il futuro, non solo un'operazione etica: il domani si costruisce con gli uomini, non con gli indici economici". Grigolli ha poi illustrato le attività portate avanti con la rete di 18 associazioni e gruppi di volontari impegnati nell'insegnamento dell'italiano e quelle del gruppo che opera nella parrocchia di S. Antonio, partito 4 anni fa, attivo nell'aiutare persone indicate dagli operatori di Atas e Centro Astalli che dopo i tagli all'accoglienza decisi dalla Giunta provinciale sono in difficoltà: "Alle persone rimaste senza protezione umanitaria e con il permesso di soggiorno in scadenza, il contratto di lavoro non viene rinnovato e c'è anche l'emergenza abitativa. Cerchiamo di tamponare, ma spetta alle istituzioni intervenire".

"La reazione solidale c'è, ma è poco raccontata - ha commentato Marazziti -: ho visto un'Italia che rinasce e il libro è un tributo alla bellezza degli italiani, persone di ogni età che non accettano di essere disumane. L'anima cristiana ha permesso di resistere alle favole di chi dice che è meglio aiutarli a casa loro: nessuno scapperebbe dal proprio paese se non fosse costretto, la Libia non è una casa".

Monsignor Tisi ha osservato che il rischio di una "mutazione genetica" che rende intolleranti, aggressivi, violenti si combatte anche staccando la connessione sui social (“che pure non demonizzo”) e riattivando quella che ci fa stare nel mondo reale, come ha fatto il Trentino dopo la tempesta Vaia riscoprendosi comunità di persone che si sostengono a vicenda, mentre Marazziti ha ricordato che il 10% del fatturato dell'Italia proviene dal lavoro svolto da immigrati: “Senza la loro regolarizzazione, il Paese non ha futuro, considerando che quelli che hanno già la cittadinanza e sono inseriti se ne vanno, spaventati dal clima ostile”. Un anno e mezzo fa è stata approvata la legge europea che prevede una distribuzione bilanciata di richiedenti asilo, ma solo a maggioranza semplice, e perciò non vincolante.

Nel libro Marazziti indica alcune proposte operative per le politiche migratorie italiane ed europee, tra le quali l'attivazione di un “corridoio speciale” per chi viene dalla Libia e l'opportunità di far iniziare la protezione internazionale già nel Paese d'origine, dove le ambasciate dovrebbero verificare se nel Paese d'arrivo ci sono reti di sostegno parentale, dando precedenza ai ricongiungimenti familiari. Al termine dell'incontro, Marazziti ha lanciato un appello - aprire un corridoio umanitario dall'isola greca di Lesbo, “un carcere a cielo aperto”, - al quale don Lauro ha risposto assicurando disponibilità nel contribuire alla sua realizzazione.

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