“Chiedere aiuto è un passo importante”

Fra le numerose realtà associative che in Trentino si occupano di disagio, l’associazione Amici di San Patrignano onlus è attiva dal 2004 a Lavis per dare sostegno ai ragazzi con problemi di tossicodipendenza e ai loro familiari

L’evoluzione delle tossicodipendenze e la diffusione di nuove forme di dipendenza ormai sono diventate piaghe della società moderna lanciando nuove sfide ai professionisti che operano in questo campo. Eppure, a detta degli esperti, sono tutte espressione di un unico disagio, un grido d’aiuto contro un vuoto interiore che chiede di essere colmato.

Tante sono le persone che negano a loro stesse una condizione di malessere e troppe le famiglie che non si accorgono in tempo oppure non hanno capito e non accettano l’idea di avere in casa un figlio o una figlia che fa uso di sostanze stupefacenti. Spesso passa troppo tempo prima che la famiglia se ne accorga e decida di chiedere aiuto all’esterno.

Fra le numerose realtà associative che in Trentino si occupano di disagio, l’associazione Amici di San Patrignano onlus opera da 10 anni a Lavis per assicurare un concreto sostegno ai ragazzi che sono afflitti dal problema legato all’abuso di sostanze stupefacenti e ai loro familiari. L'associazione è nata nel 2004 dalla necessità condivisa di alcuni genitori di creare un gruppo di ascolto, confronto e aiuto reciproco per superare il dramma della tossicodipendenza.

Quando una famiglia si accorge che da sola non ce la può fare, che ha sopravvalutato le proprie forze e sottovalutato il problema, ha bisogno di appoggiarsi a qualcuno che sappia suggerire la strada più corretta da intraprendere. È in questo momento che l’associazione Amici di San Patrignano onlus di Lavis mette a disposizione la propria esperienza. Un gruppo attivo e ben organizzato di volontari che offre il proprio tempo, impegno e la propria formazione a tutte le persone che vivono una condizione di disagio assicurando un’assistenza adeguata e una risposta concreta.

“La nostra associazione è uno spazio di relazione dove viene privilegiato l’incontro e il confronto attraverso il racconto del proprio vissuto”, spiega Maurizio Folgheraiter, presidente dell’associazione. “La condivisione è la chiave per trovare insieme la giusta strada da percorrere”. L’associazione organizza ogni settimana incontri serali, uno per i ragazzi e uno per le famiglie attivando due gruppi di auto mutuo aiuto (gruppo genitori e gruppo ragazzi). “Quando incontriamo una famiglia il nostro obiettivo è prima di tutto ascoltare e valutare la strada più idonea da prendere, mentre nei colloqui con il ragazzo il nostro compito è quello di convincerlo che ha bisogno di aiuto e progettare insieme il percorso terapeutico più idoneo”, precisa Folgheraiter.

Fra i volontari ci sono anche una counsellor e una psicologa che gestiscono i colloqui individuali. Mentre un attivo gruppo di educatori, formato da giovani che hanno già vissuto sulla loro pelle il dramma della tossicodipendenza e ne sono usciti, fanno da mediatori nelle serate di incontro con i ragazzi. “Il loro aiuto è indispensabile”, commenta Giancarlo Zambiasi, vicepresidente dell’associazione. “Loro sanno come rapportarsi e come parlare con i giovani”.

C’è anche un intraprendente gruppo di genitori che collabora alla buona riuscita delle fiere informative, gestendo gli incontri pubblici e le comunicazioni per i giornali e la stampa. “Le nostre porte sono aperte a tutti”, ha ribadito il presidente. “Alle famiglie e a tutti i genitori che spesso non si accorgono di avere il problema all’interno delle proprie mura domestiche e fanno fatica ad accettarlo e si sentono smarriti. Chiedere aiuto è un passo importante di consapevolezza e responsabilità educativa”.

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