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Nove le iniziative per la tutela dei corsi d'acqua trentini

Nessuno tocchi i torrenti

Sabato 25 gennaio tante realtà ambientaliste si sono unite per la “protesta dei pesci di fiume”, in difesa della salvaguardia degli ecosistemi acquatici deii corsi d'acqua trentini.

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Sabato 25 gennaio tante realtà ambientaliste si sono unite per la “protesta dei pesci di fiume”, in difesa della salvaguardia degli ecosistemi acquatici

La protesta dei pesci: il sit-in sulle rive del torrente Avisio presso i molini di Sover, in val di Cembra

Una singolare protesta è andata in scena lo scorso fine settimana lungo i fiumi ed i torrenti di tutta Italia. Al contrario di tante altre manifestazioni però lo sciopero dei pesci di fiume non ha arrecato alcun disagio o bloccato servizi ai cittadini, ma è comunque riuscito ad accendere i riflettori su una problematica molto importante dal punto di vista ambientale: la salvaguardia degli ecosistemi dei fiumi e dei torrenti rispetto ai rischi portati dalla realizzazione di progetti idroelettrici incompatibili con la tutela e la biodiversità dei corsi d'acqua.

Oltre un centinaio le iniziative in tutta Italia, di cui 9 nella nostra provincia, animate dalle tante realtà ambientaliste unite nel Comitato permanente per la difesa delle acque del Trentino e dai numerosi volontari che, sabato 25 gennaio, hanno dato vita ad una serie di sit-in, incontri e momenti di discussione presso 9 luoghi scelti dai volontari stessi, nei pressi di alcuni dei torrenti che attraversano il territorio trentino.

La protesta, coordinata su scala nazionale dall'associazione Free Rivers, nello specifico ha cercato di evidenziare i possibili effetti negativi del nuovo Decreto Rinnovabili FER1 sulle energie alternative. “Una legge che su spinta europea delega agli enti locali la concessione di incentivi anche a favore di progetti idroelettrici che provocherebbero danni ai nostri fiumi”, ci spiega Luca Scaramella, portavoce del Comitato permanente per la difesa del fiume Noce, che ha messo in campo un'iniziativa alle Contre di Caldes, luogo simbolico per gli attivisti della zona, impegnati nella tutela del Noce dal 2008.

Soddisfatto Salvatore Ferrari, del coordinamento del Comitato: “Il bilancio dell'iniziativa è molto positivo. Siamo riusciti in poco tempo a organizzare questi appuntamenti su tutto il territorio trentino, dal capoluogo alle valli, riunendo realtà che fanno parte del nostro Comitato ma anche pescatori, ambientalisti, persone che praticano gli sport fluviali e comuni cittadini, per ribadire la necessità e l'importanza di una salvaguardia reale di quel patrimonio fragile e prezioso costituito dal mondo dell'acqua, una risorsa e un bene comune di tutta la collettività”.

Oltre al Noce lo sciopero ha saputo toccare tutte le zone del Trentino, presidiando il fiume Sarca, ad Arco in località Prabi e al Ponte di Preore nel comune di Tre Ville; il Chiese, presso il ponte di Cimego a Borgo Chiese e, sconfinando nel bresciano, sulla confluenza con il lago d'Idro; poi i torrenti Arnò in Val di Breguzzo, il Fersina a Ponte Alto di Trento, l'Avisio presso i Molini di Sover, ed il Rio Stolzano a Mattarello.

Iniziative partecipate che danno entusiasmo all'azione degli attivisti, già rivolta al futuro, come sottolinea Salvatore Ferrari: “Nei prossimi mesi ci confronteremo con gli amministratori provinciali anche rispetto a quella che sarà la nuova legge sull'energia, perché le politiche che riguardano l'acqua vanno gestite nella maniera migliore, per il bene di tutti”. Intanto il Comitato ha già incontrato il nuovo dirigente generale dell'Appa, Enrico Menapace, “per presentarci e dare una disponibilità a collaborare su questi temi”, precisa Ferrari, “.

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