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Il primo è presenza stabile, il secondo è in aumento: lo dice il rapporto Grandi Carnivori 2017

Orso e lupo, vicini di casa

La popolazione di orsi in Trentino, dall’avvio del progetto di ripopolamento Life Ursus, è oggi stabile. Mentre cresce la presenza del lupo, ormai insediatosi stabilmente con sei branchi.

Parole chiave: orso (69), lupo (31), lince (3), Pat (644)
L'orso è presenza ormai stabile in Trentino. Otto le cucciolate nel 2017.

L'orso è presenza ormai stabile in Trentino. Otto le cucciolate nel 2017.

Gli orsi in Trentino sono fra i 52 e i 63. Ed è in aumento la popolazione dei lupi, presenti in sei branchi. Lo dice il rapporto Grandi Carnivori 2017, presentato al Muse

La popolazione di orsi in Trentino, dall’avvio del progetto di ripopolamento Life Ursus, è oggi stabile. Mentre cresce la presenza del lupo, ormai insediatosi stabilmente con sei branchi. Tant’è che per la prima volta, ed è la novità di maggior rilievo, il consueto, annuale rapporto presentato dal Servizio Foreste e Fauna della Provincia Autonoma di Trento, prima incentrato prevalentemente sull’orso, quest’anno prende il nome di “Rapporto Grandi carnivori 2017”. E anche il sito della Provincia che offre informazioni sull’orso e sui grandi carnivori ha abbandonato l’“orso”, è stato rinnovato nel 2017 con la collaborazione dell’ufficio stampa della Pat ed è diventato www.grandicarnivori.provincia.tn.it.

Anche la serata di presentazione del Rapporto, che aggiorna sull'evoluzione delle popolazioni di orso, lupo e lince che gravitano nel Trentino, ha visto alternarsi nell’aula magna del Muse – Museo delle scienze di Trento, martedì 6 marzo, le voci di Claudio Groff, coordinatore del Settore Grandi carnivori, e di Natalia Bragalanti, del gruppo di lavoro che ha curato il Rapporto.

Il primo ha parlato diffusamente dell’orso, accennando anche alla presenza della lince, accertata in quel di Storo nelle Giudicarie esteriori e a Tremalzo. Il monitoraggio genetico, con le analisi affidate alla Fondazione Mach, e il monitoraggio fotografico - sono 60 i siti fissi tra Paganella e Gazza meridionale, controllati da giugno ad agosto – portano a concludere che la popolazione di orsi varia tra i 52 e i 63 esemplari, localizzati prevalentemente nel Trentino occidentale (gruppo di Brenta e Paganella-Gazza).

La curiosità

La palma dell’orso più curioso e audace del 2017 va sicuramente a M18, maschio adulto di 5 anni e mezzo catturato e munito di radiocollare il 5 aprile dell’anno scorso nei boschi sopra Lasino, in valle dei Laghi, e poi rilasciato e seguito tra la Paganella e il Monte Bondone fino all’ultimo, significativo spostamento verso ovest, in autunno, addirittura fin quasi al confine occidentale del Parco delle Orobie bergamasche, dove tutt’ora dovrebbe trovarsi, in letargo.

Nel 2017 sono nate 8 cucciolate. Nel tempo il numero di danni provocati dal singolo orso è in calo, grazie alle opere di prevenzione. Le richieste di indennizzo per danni da orso sono state 154, 144 quelle accolte per complessivi 83 mila euro liquidati. Rilevanti i danni a vigneti e ciliegeti. Grazie alle fototrappole si è potuto osservare anche un comportamento da stigmatizzare fortemente: la presenza di persone con cani lasciati liberi nel bosco (“4 volte su 5 il cane non è al guinzaglio”, ha rimarcato Groff), che costituisce un fattore di rischio in caso di incontri ravvicinati con l’orso. Tre i casi nel 2017, di cui il più grave sopra Terlago, il 22 luglio, ha portato poi alla decisione di abbattere l’orsa responsabile dell’attacco, KJ2. Non senza una coda di feroci polemiche.

Natalia Bragalanti ha detto della presenza ormai stabile del lupo in Trentino e di come si sia evoluta e distribuita sul territorio provinciale. Animale grande colonizzatore, il lupo è oggi presente in Lessinia, Carega, Pasubio, Asiago, Alta val di Fassa e Fassa, Alta val di Non, Paneveggio-San Pellegrino, Peio-Rabbi. Le denunce per danni al patrimonio zootecnico domestico sono state 57, 49 (su 53) le richieste di indennizzo accolte per complessivi 47 mila euro liquidati.

Prima, però, l’assessore provinciale all'agricoltura, foreste, turismo e promozione, caccia e pesca Michele Dallapiccola aveva voluto evidenziare l’impegno dell’amministrazione provinciale nella gestione della fauna. Un impegno teso a cercare di mettere d’accordo le diverse istanze che provengono dal territorio, dentro un quadro giuridico molto complesso. “Non siamo esenti da errori, ma certamente l’impegno finanziario, scientifico ed umano profuso è indiscutibile ed è in linea con i migliori standard europei”, ha detto Dallapiccola, riconoscendo il merito di chi “con dedizione” si dedica alla lince, all’orso e ora al lupo. Una specie, ha sottolineato, che si è reintrodotto senza intervento dell’uomo e che non pochi pensieri da a chi ha la responsabilità di amministrare. “E’ stata un’esperienza talvolta angosciante per il sottoscritto che, da veterinario, ha dovuto affrontare esigenze diametralmente opposte nel corpo civico”, ha ammesso Dallapiccola, richiamando il dibattito anche acceso che, a livello nazionale, ha suscitato e suscita la gestione del lupo. “Ora avremo un governo diverso e potrebbe anche cambiare l’approccio rispetto alla questione”, ha concluso.

I danni

I danni causati dall'orso: stima e dati reali

Lo studio di fattibilità realizzato prima del progetto di reinserimento dell’orso in Trentino aveva stimato i possibili danni in relazione alla crescita della popolazione di orsi, offrendo uno scenario minimo, medio e massimo dei danni possibili. I danni indennizzati, come mostra il grafico, si avvicinano alla media dei danni previsti da quella stima.

Che i problemi non manchino, è stato evidenziato negli interventi del pubblico, che hanno toccato l’aspetto dei danni causati dai grandi carnivori come l’orso e il lupo, con domande che hanno riguardato le esperienze di contenimento dei danni dei lupi ai bovini (“ancora limitate, frammentarie, il danno può essere rilevante e va gestito con la prevenzione”, ha risposto Groff, preannunciando l’avvio, nelle prossime settimane, di uno specifico progetto pilota; mentre l’assessore Dallapiccola ha riconosciuto che un approccio diverso all’alpeggio, con la presenza costante dei pastori e recinti elettrificati “è dispendiosa” ma “può essere una soluzione”; e qualcosa si è già cominciato a fare, ad esempio elitrasportando ricoveri per i pastori), ma anche toccato la questione dell’isolamento genetico della popolazione ursina trentina, per ora ancora non preoccupante, ma tenuto sotto osservazione. “E’ in programma una verifica al massimo livello tecnico-scientifico con i massimi esperti mondiali sulle modalità gestionali adottate”, ha assicurato il responsabile del Servizio Foreste e Fauna della Pat, Maurizio Zanin. E Dallapiccola non ha escluso che in futuro si possa decidere per un rinsanguamento della popolazione di orsi: “E’ una questione critica, ma la consegneremo alla prossima legislatura, questa sta per concludersi”. Peraltro i dati dicono che i danni causati dall’orso sono sostanzialmente stabili, in aumento invece quelli provocati dal lupo, anche se l’aumento del numero dei danni non è proporzionale al numero di animali presenti sul territorio: a dimostrazione che l’attività di prevenzione messa in atto contribuisce a limitare il fenomeno.

La presenza

La popolazione ursina in Trentino

Numero minimo di orsi (cuccioli esclusi) identificati con certezza nei vari settori del Trentino occidentale. Il territorio stabilmente occupato dalle femmine è di circa 1.000 km quadrati. Gruppo di Brenta e Paganella-Gazza restano le “roccaforti”

Orso e lupo, vicini di casa
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