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Padre Camillo Ripamonti, presidente Centro Astalli

“Servono percorsi di integrazione”

L'Italia e il fenomeno migratorio: “Occorre ragionare, mettersi attorno a un tavolo, guardarsi negli occhi. Il buon senso deve orientarci verso una società che sarà sempre più multietnica, multiculturale, multireligiosa”, dice padre Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli.

Parole chiave: migrazioni (1021), immigrazione (546), accoglienza (353)
Padre Camillo Ripamonti

Padre Camillo Ripamonti, il governo gialloverde si è presentato annunciando un cambio di passo. Nelle politiche migratorie ciò è avvenuto?

“Purtroppo ancora non si è visto. Ci auguriamo scelte coraggiose”.

L'urgenza?

“Aiutare le comunità a un cambio culturale. Negli ultimi anni il clima si è incattivito, grazie anche ad alcuni personaggi pubblici”.

E' difficile parlare di migrazioni con serenità.

“Occorre ragionare, mettersi attorno a un tavolo, guardarsi negli occhi. Il buon senso deve orientarci verso una società che sarà sempre più multietnica, multiculturale, multireligiosa”.

Lei è presidente del Centro Astalli, osservatorio privilegiato e luogo di frontiera. Come è cambiato il clima in Italia?

“Negli ultimi tre anni la vita delle persone si è fatta più precaria. I decreti sicurezza hanno reso più difficile la presenza delle persone straniere, la loro regolarizzazione, il loro percorso di integrazione”.

Cosa proponete per chi è già in Italia?

“Servono percorsi per la regolarizzazione e l'integrazione di queste persone”.

Segni di speranza?

“Le giovani generazioni sono sensibili, oltre che ai temi dell'ambiente, ai temi del dialogo interreligioso, interculturale. Sperimentano nelle scuole e nelle università la presenza di persone di altri Paesi e di altre culture. In loro c'è il seme di una società capace di convivere tra diversi”.

Ha fatto discutere l'“investitura” del leader della Lega, Salvini, da parte del Card. Ruini.

“Non dobbiamo assecondare il tentativo di mettere i cattolici gli uni contro gli altri. Come cristiani abbiamo un'indicazione chiara: accogliere lo straniero. La prudenza, il Papa lo ha detto più volte, spetta alle scelte politiche. Ma non facciamoci strumentalizzare dalla politica”.

L'agenda del Centro Astalli?

“Bene i corridoi umanitari. Occorre sostenere i Paesi di provenienza dei migranti, risolvere i conflitti che li costringono a fuggire, garantire vie legali di ingresso in Europa, accogliere con percorsi di integrazione in un clima di serenità e di pacificazione”.

“Servono percorsi di integrazione”
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