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IL REPORTAGE

Sulla Secchia la mano generosa degli artisti trentini

Una giornata di festa e la celebrazione dell’Eucaristia hanno segnato la conclusione dell’adeguamento liturgico della chiesa della cittadina emiliana di 4 mila abitanti sconvolta dal terremoto del 2016. Un inedito gemellaggio spirituale e artistico con la sezione di Trento dell’UCAI (Unione Cattolica Artisti Italiani).

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Completato l’arredo della nuova chiesa nel centro terremotata di Rovereto sulla Secchia grazie ai membri dell’UCAI

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Rovereto sulla Secchia (Modena) - Una giornata di festa e la celebrazione dell’Eucaristia hanno segnato la conclusione dell’adeguamento liturgico della chiesa della cittadina emiliana di 4 mila abitanti sconvolta dal terremoto del 2016.

Un inedito gemellaggio spirituale e artistico con la sezione di Trento dell’UCAI (Unione Cattolica Artisti Italiani) era stato avviato dall’artista Mastro 7 ed aveva portato 14 artisti trentini a collaborare per realizzare le stazioni della Via Crucis per la chiesa nuova, benedette nel 2015 dall’Arcivescovo Bressan.

Quella giornata del giugno 2015 si è rinnovata domenica scorsa a Rovereto sulla Secchia – in un clima atmosferico preoccupato per l’allerta meteo – per la consegna definitiva di tutti gli arredi.

Negli anni, dopo la Via Crucis, sono state realizzate la Croce Gloriosa e il tabernacolo in vetrofusione; la vetrata, in vetro colorato; la pala dell'altare e l'edicola della Vergine Maria su una colonna, in stoffa dorata; il portalampada e il portacero pasquale, in ferro verniciato; l'altare e l'ambone, in marmo di Verona.

“Ora riteniamo concluso l’intervento di adeguamento liturgico, spiega Marco Arman per l’UCAI, osservando che “il vetro è l'elemento più presente che rimbalza da una all'altra di tutte le realizzazioni, variamente utilizzato, fuso, dipinto, a mosaico”.  

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Il progetto è stato elaborato all’interno dell’UCAI, coadiuvato dal consulente ccclesiastico don Marcello Farina, e progressivamente si è definito in un progetto e quindi in realizzazione. “La discussione è sempre stata orientata ad un risultato artisticamente valido e coerente mettendo a confronto e assumendo le diverse esigenze della liturgia, della logistica, dell'architettura. Costante è stata la presenza attiva dell'architetto Pierfrancesco Baravelli, del parroco don Andrea Zuarri. Importante è stato il sostegno di Mons. Lodovico Maule Decano del Capitolo della Cattedrale di Trento, dove l’iniziativa è stata a suo tempo presentata e lanciata. Indispensabili gli interventi di specialisti, dapprima del settore vetro, del marmo, del ferro...”. E’ stato evidenziato il grande impegno di Mirta De Simoni Lasta, che -  utilizzando elementi figurativi astratti ricavati dalla modellazione di stoffe bianche poi dorate - suggerisce prospettive sconfinanti nell'infinito dello Spirito.

Domenica scorsa, in occasione della festa della patrona Santa Caterina, il parroco don Andrea Zuarri – donando un cero all’UCAI - ha ringraziato i trentini, prendendo spunto nell’omelia dalla “sovrabbondanza misericordiosa” del Cristo in croce per riferirla alla grande disponibilità degli amici trentini che sono andati ben aldilà delle attese e delle richieste della comunità terremotata.

In particolare è stato ricordato il sostegno economico di molti privati, di enti, Casse Rurali, Cassa Centrale e soprattutto di Solidea Onlus che fa capo alla Federazione Trentina della Cooperazione. Sono stati citati i vari presidenti, Diego Schelfi, Giorgio Fracalossi, Mauro Fezzi e l'attuale Marina Mattarei, che è scesa domenica a Rovereto sulla Secchia per sottolineare anche la grande fiducia nei confronti dell’UCAI Trento: “kkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk”, ha detto la presidente Mattarei.

E’ stato inaugurato anche il giardino dedicato a don Ivan Martini, il parroco di Rovereto sulla Secchia scomparso sotto le macerie del terremoto. “Nella Comunione dei Santi – commenta Marco Arman - siamo convinti che hanno partecipato anche i Santi Martiri del Trentino, i quali condividono con il Parroco don Ivan Martini la data della nascita all'altra vita, il 29 maggio. A dire che la Provvidenza tesse fili molto lontani e ci fornisce un senso quando siamo disponibili ad accoglierlo. L'arte contribuisca a percepire il manifestarsi del Mistero della Salvezza e si fa preghiera insieme alla preghiera dei fedeli!”

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