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Mattarella in visita alla mostra su De Gasperi

Uno Spazio “per il presente e per il futuro”

Dopo l’omaggio a Chiara Lubich, fondatrice del movimento dei Focoari, la visita del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, allo Spazio De Gasperi allestito a palazzo Thun, sede del Municipio cittadino, accompagnato da Maria Romana De Gasperi, figlia di Alcide, lo statista trentino “prestato all’Italia”.

Parole chiave: Sergio Mattarella (13), Alcide De Gasperi (22), Trento (1103), mostra (861), statista (11)

L’esposizione permanente, aperta tutti i giorni dalle 9 alle 18, ricostruisce la dimensione pubblica e privata dello statista trentino

Trento - La visita del Presidente  Mattarella allo Spazio De Gasperi. Da destra, il sindaco Andreatta, il presidente Fugatti, il direttore Ferrandi,...

Trento - La visita del Presidente Mattarella allo Spazio De Gasperi. Da destra, il sindaco Andreatta, il presidente Fugatti, il direttore Ferrandi, il presidente Mattarella con la figlia, Maria Romana De Gasperi, il presidente del Consiglio comunale Panetta, il presidente Kompatscher. - 25/01/2020 -

Trento, 25 gennaio - “Ho lavorato vicino a te, padre mio, ora faccio in modo che coloro che non ti hanno visto sappiano guardando le tue foto capire quanto ti sei speso per tutti, per il presente e per il futuro”. Poche righe vergate con calma, pensando e pesando le parole a una a una: al termine della visita del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, allo Spazio De Gasperi allestito proprio all’ingresso di palazzo Thun, sede del Municipio cittadino, Maria Romana De Gasperi, figlia di Alcide, lo statista trentino “prestato all’Italia”, inaugurando il libro dei visitatori di questo nuovo spazio espositivo fortemente voluto dalla Fondazione Museo storico del Trentino e dal Comune di Trento, esprime con efficace sintesi il significato dell’iniziativa culturale: rendere omaggio alla figura del grande statista senza ingessarne il ricordo, ma ricostruendone la dimensione pubblica e privata, quasi intima, attraverso la riproposizione di oggetti, documenti originali, arredi che ne riempivano la quotidianità.

L’allestimento, semplice e moderno, sfrutta al meglio gli spazi messi a disposizione dal Comune a palazzo Thun e restituisce l'idea di un archivio familiare. Ci sono le carte sulle quali lavorava De Gasperi alla sua scrivania, quella utilizzata tutti i giorni nell’abitazione di via Bonifacio VIII a Roma (che oggi si chiama via Alcide De Gasperi) fino alla sua morte; c’è un’edizione originale della Costituzione repubblicana; ci sono, soprattutto le foto: decine e decine di foto, alcune stropicciate, altre vergate dai familiari con i loro promemoria. Oggetti, biglietti, appunti, foto sono stati donati alla Fondazione Museo storico del Trentino da Maria Romana De Gasperi. Per il visitatore, l’impressione è di entrare all’interno di casa De Gasperi. E ci si aspetta quasi che Alcide, la moglie Francesca e le loro figlie possano fare capolino da un momento all’altro, complice anche la proiezione in un incalzante montaggio di filmati ufficiali dell'Istituto Luce, alternati a spezzoni di pellicola girati con le loro cineprese amatoriali da Trentini che hanno voluto documentare l’incontro con il loro conterraneo diventato famoso (oggi forse gli chiederebbero un selfie).

Arriva anche il Presidente Mattarella a rendere omaggio a De Gasperi, nella seconda parte del suo pomeriggio trentino. Giunge in via Belenzani da Cadine, dove alla Mariapoli ha speso parole sagge, profonde, apprezzate per un’altra figlia del Trentino, Chiara Lubich, che oggi Trento ricorda nel centenario della nascita. Mattarella scende dall’auto presidenziale accolto da una folla composta che lo acclama senza clamore, riconoscendo nella sua persona il garante della democrazia repubblicana in questa fase piuttosto turbolenta e fluida della vita politica italiana. Qualcuno è arrivato proprio per vederlo da vicino, qualcun altro invece si è fermato perché incuriosito da tutta quella gente in attesa. A passo deciso entra a palazzo Thun, accompagnato dal presidente del Consiglio comunale, Salvatore Panetta, dal sindaco Alessandro Andreatta (che al termine della visita gli consegnerà il Sigillo maggiore, la massima onorificenza concessa dalla città di Trento), dal Commissario del Governo per la Provincia di Trento, Sandro Lombardi, dai presidenti della Provincia di Bolzano, Arno Kompatscher, e della Provincia di Trento, Maurizio Fugatti. Il saluto più affettuoso il Presidente lo riserva a Maria Romana De Gasperi, che gli fa da guida insieme al direttore del Museo storico di Trento, Giuseppe Ferrandi.

“Il Presidente si è soffermato a guardare con attenzione le fotografie esposte, i suoi genitori conoscevano molto bene i miei, mia mamma la sua, eravamo amici, quindi in qualche modo si è ritrovato in quelle immagini”, ci confiderà poi Maria Romana De Gasperi, quando già Mattarella era ripartito alla volta di Roma. “Gli sono piaciute molto anche tutte le foto che riguardano l'Italia del Sud. Mio padre prima di diventare Presidente del Consiglio non conosceva la situazione del Sud d'Italia e rimase colpito tantissimo dalla situazione di miseria del Meridione, tanto che quando andò a Matera si mise a piangere”. Nelle parole di Maria Romana De Gasperi orgoglio e commozione si impastano: “Questa visita è stato un grandissimo piacere. Il nostro Presidente veramente si adopera giorno dopo giorno per mantenere gli Italiani assieme, per mantenere nella nostra nazione una pace e un lavoro sereno e serio, questo mi pare sia proprio il suo programma”.

Conferma Giuseppe Ferrandi, direttore del Museo storico di Trento: “Il Presidente Mattarella ha apprezzato questo spazio e il modo di raccontare la figura di Alcide De Gasperi partendo dai documenti, ma da un angolo di visuale molto privato, che è quello consegnato dai ricordi e dai racconti personali tramandati dalla famiglia”. In particolare, Mattarella è parso molto colpito dalla presenza di personaggi di caratura europea in molte delle fotografie. “Il Presidente ha colto l’elemento che è la cifra di questo Spazio De Gasperi, un luogo che collega la dimensione cittadina, la dimensione nazionale e quella europea e che può essere visto come uno spazio di formazione e di educazione alla cittadinanza, grazie anche all’aula didattica allestita nel sotterraneo”. Qui, osserva ancora Ferrandi, non si farà l'agiografia di De Gasperi, ma si spiegheranno le sue grandi scelte, il suo modo di intendere la politica e la sua idea di bene comune.

Con la sua visita, che si protrae ben oltre il tempo previsto dal rigido protocollo, il Presidente Mattarella esprime “la più grande riconoscenza dell'Italia ad Alcide De Gasperi” - come scrive nella dedica vergata di suo pugno nel Libro d'onore del Comune di Trento, terzo presidente a porre la firma dopo Giuseppe Saragat e Carlo Azelio Ciampi -, e lo consegna alla storia.

Uno Spazio “per il presente e per il futuro”
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