Fatti e opinioni

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La nota politica di Paolo Pombeni, docente all'Università di Bologna, storico e politologo.

La nota politica di Paolo Pombeni, docente all'Università di Bologna, storico e politologo.

Non sappiamo al momento attuale se davvero questa volta si arriverà a riaprire un dialogo fra maggioranza ed opposizione...

La settimana è stata contrassegnata dai riflessi dell'aggressione al premier Berlusconi. Questo gesto sconsiderato ha coperto quanto era accaduto nei giorni precedenti, cioè il violento attacco del premier andato in scena a Bonn contro le istituzioni di garanzia della nostra repubblica.

Non si può dire che la maggioranza dia grande esempio di solidità. Non stiamo tanto pensando alle uscite dell'on. Fini che i media enfatizzano oltre il dovuto, quanto ad episodi ben più rivelatori di uno stato di malessere. Il primo è senza dubbio l'attacco della Lega al card. Tettamanzi.

Ricordate le famose strofette sulla torre di Pisa "che pende, che pende, ma mai non va giù"? È l'impressione che in questo momento trasmette Silvio Berlusconi.

La liquidazione della candidatura di Massimo D'Alema alla carica di Alto Rappresentante per la Politica estera non è un episodio marginale, ma un segnale tanto della non buona salute che gode attualmente l'Unione, quanto della perdita di peso dell'Italia in quel contesto.

La politica italiana è preda di una fase notevolmente confusa. Al di là del feroce confronto fra le varie "tribù" che vivono dentro i diversi partiti, è difficile vedere una qualsiasi linea di sviluppo, vuoi di destra, centro o sinistra.

La politica italiana sta giungendo ad un appuntamento che non può eludere: il confronto sulle riforme. Il Capo dello Stato è tornato a far sentire la sua voce chiedendo, specie sul delicato terreno della giustizia, uno sforzo collettivo...

Quanto è vero che si possono fare autentiche riforme a colpi di maggioranza? Per noi la risposta è facile: in un paese come il nostro vittima ormai di almeno un quarto di secolo senza una "legge" condivisa...

Chi pensa che con l’elezione del segretario nazionale del PD la politica italiana entri in una fase di maggiore stabilità rischia fortemente di rimanere deluso...

La politica italiana adesso va a sussulti. Prima il governo sembrava intenzionato ad aprire una grande fase di lotta per le sue riforme a cominciare da quella della giustizia; poi ha smorzato i toni, cominciando ad occuparsi, stando almeno alle indiscrezioni, dell'altrettanto spinoso problema delle liste per le elezioni regionali del prossimo marzo.

È finalmente un po’ più chiaro: ecco precisarsi di giorno in giorno la strategia di Berlusconi dopo la pronuncia della Corte Costituzionale sul cosiddetto “lodo Alfano”.

La apparente decisione di Berlusconi di scatenare una specie di guerriglia mediatica continua per rafforzare il suo governo può avere costi gravi a fronte di incerti benefici.

La tragedia di Kabul ha rilanciato il tema del senso dello stato e da più di un punto di vista. C’è stata la questione di un ministro del governo in carica che ha depotenziato l’azione del suo paese; c’è stata la polemica sul far rientrare a casa i nostri soldati; ci sono stati gli episodi di disubbidienza alla disposizione del ministro della pubblica istruzione per un minuto di silenzio a scuola.

Come avevamo previsto la settimana scorsa (ma non è che ci volesse una gran intelligenza) la nuova strategia messa in campo da Berlusconi dopo la pausa estiva è qualcosa di ben diverso da uno scatto umorale verso gli attacchi a cui è stato sottoposto. Il premier sa di avere davanti una partita importante...

Bossi ha intuito l'occasione buona e col fiuto che lo contraddistingue ci si è buttato. La sua abilità è consistita nel proporre temi che non lasciavano spazio agli altri, né alla maggioranza né all'opposizione.