La salute dopo gli anta
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La salute dopo gli anta

Meno ore alla tv, più ore da vivere

Gli anziani e la TV: un argomento interessante che mi riporta a riflettere su importanti temi comportamentali che si assumono fin da giovani e che in queste mie chiacchierate coi lettori ho cercato di evidenziare, per sviluppare una corretta prevenzione anche della fragilità.

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Bisogna incoraggiare le persone di tutte le età ad avere uno stile di vita attivo: se la televisione accorcia la vita, camminare l’allunga!

Un tempo mia madre guardava spesso la televisione. E anche troppo. Ora invece la considera poco, sembra non darle più peso, non trarne alcuno stimolo. Mentre alcuni programmi potrebbero anche farle compagnia, distrarla o perfino stimolarla. Può darci qualche consiglio per un utilizzo della tv che sia positivo e non danneggi la salute??

Lettera firmata

Apparecchi televisivi.

Apparecchi televisivi.

Gli anziani e la TV: un argomento interessante che mi riporta a riflettere su importanti temi comportamentali che si assumono fin da giovani e che in queste mie chiacchierate coi lettori ho cercato di evidenziare, per sviluppare una corretta prevenzione anche della fragilità. Ma la questione posta va oltre e porta ad analizzare alcuni cambiamenti che possono comparire in un persona in età avanzata tanto da portare i famigliari a dire:”non è più come prima”, “i gusti sono diventati diversi”.

Nel caso della televisione, certuni preferiscono guardarla piuttosto che fare quello che facevano prima, mentre altri ne sono infastiditi quando non riescono a sentire o seguire la storia, i passaggi veloci da una scena ad un’altra. In questo caso, se la persona inizia ad avere un qualche problema cognitivo, anche queste  piccole cose possono essere motivo di fastidio fino a manifestare una reazione negativa di intolleranza. Il nostro compito di fronte a ciò sarà approfondire la situazione e adeguarci ai cambiamenti dei nostri cari piuttosto che entrare in conflitto con loro.

Ad esempio, la situazione descritta dal lettore, di un cambiamento comportamentale come quello di non guardare più la tv, potrebbe essere un campanello d’allarme del fisico. Perché la persona non guarda più la TV? Sta forse diventando più sorda, tanto da non riuscire a interpretare ciò che viene detto? In alcuni casi, i cambiamenti comportamentali davanti alla tv, specie se accompagnati da ansia e confusione, possono rappresentare i primi segni di una involuzione cognitiva che merita attenzione.

Vorrei tuttavia riflettere più in generale sul ruolo che può avere la televisione nella giornata di un anziano. Si è detto più volte che mantenere un’attività è cosa buona anche per i nostri genitori che invecchiano. L’importante è occupare il corpo e/o la mente. Riunirsi con gli amici, frequentare dei corsi che suscitino interesse, realizzare dei lavoretti a seconda delle proprie abilità, visitare dei posti allettanti, come un museo o un parco,  programmare sempre cose interessanti e stimolanti che siano alla propria portata come una passeggiata o una visita a vecchi amici. Tutto ciò può aiutare gli anziani a sentirsi in contatto con il mondo e a dimenticare i “dolori” tipici della vecchiaia. In questo contesto può essere un bene anche ricordarsi degli appuntamenti televisivi che più interessano, che diventano oggetto della “ passione” personale, diventando il “mio programma” a cui non si può mancare. Piacere e relax sono così il risultato finale dell’ora di tv. La televisione diventa così "seguita" e non passivamente "subita" come sovente avviene nelle strutture per anziani o in altri contesti. La presenza di questi momenti durante le attività non costituisce elemento di disturbo ma al contrario di interesse tanto più se si riesce ad avere un momento di discussione sugli spettacoli televisivi o i notiziari.

Diverso è guardare la TV come abitudine fissa nel molto tempo libero ed essere sedentari. Questo è un indicatore di inattività fisica in generale: guardare alcune ore di televisione al giorno, sottraendolo al  tempo libero a disposizione, toglie spazio a quello potenzialmente dedicabile all’attività fisica. Sappiamo in modo certo ma poco consapevole che trascorrere parecchie ore davanti al televisore comporta un rischio di ammalarsi anche se non si è contemporaneamente forti fumatori o bevitori. Il rischio rimane uguale in presenza di sedentarietà anche se una volta staccatisi dal piccolo schermo si pratica dello sport. Il movimento infatti non risulta sufficiente a compensare le lunghe ore passate immobili. Per coloro che però vogliono limitare l’immobilità nella loro giornata, l’esercizio fisico è una scelta obbligata. Secondo alcuni ricercatori questa raccomandazione si potrebbe applicare anche alle ore passate alla guida, a chi sta sempre seduto mentre lavora o a chi sta davanti al computer nel tempo libero.

Non è soltanto per i più giovani che la televisione può risultare dannosa. Un recente studio europeo, che ha analizzato gli effetti dell'elettrodomestico probabilmente più amato sulle prestazioni cognitive degli anziani, mette in guardia sugli effetti negativi della sua visione quotidiana, anche per poche ore al giorno, sull'efficienza intellettiva, la memoria e il tono dell'umore. Esaminando uomini e donne di età compresa tra 65 e 84 anni, si è scoperto che ben il 43% di loro guardava abitualmente la televisione per più di due ore al giorno, per 5-7 giorni alla settimana. È stato osservato che più aumentava il tempo trascorso davanti al televisore, più peggioravano le prestazioni cognitive ed è stata, inoltre, evidenziata un aumento di incidenza di depressione con più ore passate davanti al video. Dallo studio è emerso che a guardare maggiormente la televisione era soprattutto chi viveva solo, le donne e i soggetti più anziani: tre categorie di persone già di per sé più esposte ad andare incontro a declino cognitivo e riduzione del tono dell'umore, che dovrebbero ricevere maggiore attenzione e stimoli intellettivi, affettivi e sociali positivi da parte della collettività. Sembra che il cervello, bombardato da una moltitudine di stimoli della TV determini un deterioramento della capacità di attenzione e che aumentino gli stati di stress e irritazione. Tante ore di fronte al televisore possono essere equivalenti ad un forte litigio. Questo vale in particolare per l’anziano più fragile per il quale le immagini in movimento possono confondere, il rumore generato dalla televisione o dalla radio può essere un elemento di agitazione perché non capisce cosa gli viene detto.

In definitiva, se parliamo di prevenzione delle malattie della vecchiaia e di beneficio per le funzioni cerebrali nel futuro (prevenzione della demenza), bisogna incoraggiare le persone di tutte le età ad avere uno stile di vita attivo, a partecipare frequentemente ad attività impegnative dal punto di vista cognitivo, fisico e sociale e di spegnere la televisione! Specialmente quando le programmazioni televisive sono poco attraenti, conviene approfittare del tempo libero sottratto alla “scatola” per fare, magari, una bella passeggiata, perché se la televisione accorcia la vita, camminare l’allunga!

*gerontologo e geriatra

Scrivete a: anta@vitatrentina.it

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