Letto per voi
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Ada che non ha certezze

Chi l’ha detto che c’è un solo verso giusto per fare le cose? Tante volte, per vie diverse, si arriva allo stesso risultato. Come Ada, la piccola bambina che in “Ada al contrario” (Settenove) mette in discussione le certezze di mamma, papà e insegnanti.

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La copertina del libro di Guia Risari "Ada al contrario"

La copertina del libro di Guia Risari "Ada al contrario"

Chi l’ha detto che c’è un solo verso giusto per fare le cose? Tante volte, per vie diverse, si arriva allo stesso risultato. Come Ada, la piccola bambina che in “Ada al contrario” (Settenove) mette in discussione le certezze di mamma, papà e insegnanti perché, fin da piccola, lei ha sempre fatto le cose viceversa da come si fanno di solito: dorme di giorno e veglia di notte, cammina all’indietro, chiama il soffitto pavimento e pavimento il soffitto, a scuola si siede in cattedra e gioca durante le lezioni, rimanendo in classe a studiare durante l’intervallo. Il suo modo di fare sconcerta tutti gli altri, gli adulti, soprattutto. Lo psicologo sorridendo dice che “Ada fa le cose al contrario, ma è felice così”. Perfetto! Basta solo saperla prendere. Con Ada ci sa veramente fare la maestra di danza e grazie a lei tutti imparano un bel trucco per vivere in armonia rispettando sé stessi e gli altri.

La scheda di questo libro sul sito dell’editore dice che si tratta di un libro sul tema dell’Asperger, una particolare forma di autismo. In realtà, leggendolo non si pensa così nello specifico. Certo si capisce che la storia parla di diversità, di abilità diverse, di accettazione delle peculiarità dell’altro, dell’importanza di rimanere se stessi. E lo fa in modo lieve e divertente, grazie anche alle spiritose illustrazioni, da osservare bene, fin dalla copertina e dai versi di copertina: ovviamente tutti al contrario. Ada stessa non poteva che chiamarsi così: il suo nome, infatti, si legge uguale in un verso come nell’altro.

Sono pericolosi i libri a tema, quelli illustrati per i bambini ancora di più. Il rischio di cadere nel didascalismo e nella pretesa di essere “utili” è grande. Non è il caso di queste pagine che sanno mostrare i diversi modi di fare le cose con rispetto e accettazione, mettendone in luce gli aspetti buoni e divertenti, senza comunque onestamente negare problemi e preoccupazioni. Quella di Ada è una piccola storia che si legge bene, che diverte con intelligente ironia e, se si vuole, può far nascere una bella discussione sulla diversità che è normalità. E’ l’abitudine, il pensiero collettivo e costretto che impone un unico verso “accettato” per fare le cose. La realtà, però, per fortuna, è più varia e sfaccettata e ogni aspetto diverso di ogni singola persona ha diritto di essere mostrato e accettato.

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