Letto per voi
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Letto per voi

John e il valore della libertà

Ci sono storie che appena le prendi in mano non ti permettono più di lasciarle. Ti senti totalmente coinvolto. Succede. Anche con storie brevi. Anche poche pagine sanno catturare. E’ questo che capita leggendo “John della Notte” di Gary Paulsen (Equilibri, 2019), 77 pagine, scritte neanche fitte, ma di una forza incredibile.

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La copertina del libro di Gary Paulsen "John della Notte" (Equilibri, 2019)

La copertina del libro di Gary Paulsen "John della Notte" (Equilibri, 2019)

Ci sono storie che appena le prendi in mano non ti permettono più di lasciarle. Possono essere dure e far star male, ma non si riesce a chiudere il libro. Sono storie che ti entrano nel cuore, che provocano emozioni forti, che ti immergono nel mondo dei protagonisti e ti senti totalmente coinvolto. Succede. Anche con storie brevi. Anche poche pagine sanno catturare. E’ questo che capita leggendo “John della Notte” di Gary Paulsen (Equilibri, 2019), 77 pagine, scritte neanche fitte, ma di una forza incredibile.

Scaraventati in medias res da una narrazione in prima persona diretta e immediata, i lettori sono portati a scorrere avidamente il testo per scoprire la storia di questo uomo, poco più che un ragazzo dalla pelle scurissima, che entra nella vita di Sary. Lei è una ragazzina di colore, schiava, che tra poco sarà catapultata nel mondo degli schiavi adulti. L’incontro con John la cambia per sempre. John della Notte è arrivato nella piantagione dei Waller per scambiare lettere dell’alfabeto con piccole prese di tabacco, per insegnare a leggere, per trasmettere l’idea che la libertà esiste e che al destino ci si può ribellare. Non lo fa per sé. Lo fa per gli altri schiavi cui cerca di trasmettere il coraggio di imparare a leggere, a scrivere, a scappare. John, infatti, era riuscito una volta a fuggire e aveva raggiunto la libertà al Nord. Poi, però, ha deciso di ritornare nelle piantagioni del Sud, di sacrificare la sua libertà mettendo in pericolo la sua esistenza perché gli altri potessero imparare. La libertà per lui è più importante della vita stessa. Non ci sono dolore e torture che gli possano far cambiare idea e, soprattutto, che gli possano impedire di condividere con i suoi simili ciò che sa.

La storia di John e Sary è potente e abilmente raccontata. Non è un caso che le doti di narratore di Gary Paulsen siano note e lo abbiano consacrato nel gotha dei migliori scrittori per ragazzi a livello mondiale. I suoi scritti sono preziosi perché le sue storie, lunghe o brevi che siano, sono varie, ben scritte, con un ritmo sostenuto e senza cali di tono. Sono storie che catturano per i temi che trattano e per come li trattano. In questo romanzo breve, ispirato a una vicenda vera, si narra una grande storia da cui emergono diversi argomenti complessi come la storia della schiavitù in America nell’800, il passaggio dall’infanzia all’adolescenza, l’importanza della libertà, il ruolo della parola scritta e la capacità di leggerla e capirla, il terrore che anche i grandi provano e la crudeltà che l’essere umano può nascondere, la speranza che riesce a sopravvivere anche nelle situazioni più estreme. Si narra di tutto ciò e anche di molto altro senza sbavature, senza didascalismi, senza moralismi, senza retorica. E’ per questo che John, Sarny, Mammy e gli altri personaggi rimangono impressi nella mente del lettore anche dopo aver finito il libro. Sono talmente reali che non sbiadiscono.

John e il valore della libertà
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