Letto per voi
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La signora Lana e il profumo della cioccolata

Come il pan di zenzero in Hänsel e Gretel, la cioccolata, dolce e irresistibile, ha un ruolo fondamentale nella storia “La signora Lana e il profumo della cioccolata” (Beisler), ultimo libro proposto in Italia della grande Jutta Richter. E’ la storia di due fratelli che vivono con la madre.

Parole chiave: libri (1830), ragazzi (601), letteratura (565), lettura (286)

Una storia di fantasia, ricca di spunti su temi importanti come le relazioni familiari, le tentazioni, la forza dei mezzi di persuasione

La copertina del libro di Jutta Richter con le illustrazioni di Günter Mettei "La Signora Lana e il profumo della cioccolata"

La copertina del libro di Jutta Richter con le illustrazioni di Günter Mettei "La Signora Lana e il profumo della cioccolata"

Chissà perché i dolci, e la cioccolata in particolare, sono spesso utilizzati per attirare e legare a sé (in senso sia buono sia cattivo) i bambini. Vari sono gli esempi nella tradizione e nella letteratura: uno per tutti la casetta di marzapane di Hänsel e Gretel. La cioccolata, dolce e irresistibile, ha un ruolo fondamentale anche nella storia “La signora Lana e il profumo della cioccolata” (Beisler), ultimo libro proposto in Italia della grande Jutta Richter. E’ la storia di due fratelli che vivono con la madre. Il padre non è con loro, e soffrono per questo, anche se sentono sempre la sua voce attraverso il “radioricevitore universale”: il rapporto con lui era speciale, fatto di tenerezza e tante storie. Dovendo fare il turno di notte, la madre, che è infermiera, assume come bambinaia, la signora Nuvolana Wolkenstein, proprietaria del temuto negozio nero dove, si dice, scompaiano i bambini che ci passano davanti. La prima sera in compagnia di questa signora dai maglioncini leggeri come piume d’uccello e dagli inquietanti occhi che cambiano colore, i bambini, mandati a letto dopo aver bevuto una buonissima cioccolata calda, scorgono nel buio della stanza una porta mai vista prima. Pur temendo ciò che può esserci al di là, si fanno coraggio, la aprono e insieme percorrono un lungo corridoio. Incomincia così la loro avventura a Fanciullopoli tra gnomi Zannaguzza, cioccolato a fiumi e i saggi consigli della volpe Lacrima d’Argento.

Attraverso la sua scrittura piacevole, poetica e elegante, Jutta Richter racconta una storia di fantasia, riempiendola di molteplici spunti e accennando a quelli che possono essere temi importanti come le relazioni familiari, il valore delle storie, le tentazioni, la forza dei mezzi di persuasione... Perfettamente aderente a quelli che sono i canoni fondamentali della fiaba e del fantasy, suo discendente, la storia coinvolge il lettore in un’avventura piena di misteri che si preannuncia tanto incredibile quanto emozionante. Questo volume è solo l’inizio. Diversi sono, infatti, i punti della storia che, fin qui, rimangono oscuri: come fa la signora Wolkenstein a leggere nel pensiero dei bambini? Dove è finito il loro papà? E come può la sua voce attraverso il radioricevitore rispondere alle loro domande e essere consolante al momento giusto? Cosa succede veramente a Fanciullopoli? Per capire questo e molto altro non resta che aspettare la pubblicazione del seguito. Speriamo avvenga presto.

La signora Lana e il profumo della cioccolata
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