Oggi la Parola
stampa

Una parola per noi – Domenica 3 NOVEMBRE 2019 - TRENTUNESIMA DELTEMPO ORDINARIO C vt

Gesù ci incontra per primo

E allora perché uno che ha passato la vita a succhiare sangue alla povera gente, ad arricchirsi in modo iniquo, fu invitato a spalancare le porte di casa sua proprio a Dio? Cosa ci fa «il nostro» Dio in quella casa lì? «Siamo proprio una razza senza fantasia, e la nostra immobilità, immobilità nei giudizi e nella pastorale è una vera iattura…» (A. Casati) Succede infatti che l’uomo in ricerca, l’uomo che ha nostalgia di Dio e non si arrende a starsene lontano, l’uomo che dalla miseria dei suoi errori vuole rialzarsi trova una barriera di osservanti che può diventare invalicabile

Parole chiave: chiesa (6381)

[Sap 11,22-12,2; 

Sal 144; 

2 Ts 1,11 - 2,2; 

Si dice che il successo, il prestigio, il denaro non bastano per realizzarsi pienamente. Come credente ne sono consapevole? So associare conversione e solidarietà, condivisione?

Zaccheo, il personaggio che Luca ci presenta in questa domenica, (19,1-10) è un personaggio inquieto, insoddisfatto, mosso da una curiosità che rivoluzionerà la sua vita di esattore delle tasse, come era avvenuto qualche tempo prima a un suo collega di Cafarnao, Levi. (Mt 2,14; Lc 5,27).

Eugenio Montale in una sua poesia prende spunto da questa figura per confessare la sua non curiosità e quindi l’impossibilità per lui di incontrare Cristo. Anche questa è una eventualità, e può darsi che molti uomini oggi siano mossi da altri interessi. Il volto di Gesù è come sfuocato o addirittura avvolto da indifferenza.

Eppure, come ci racconta questo brano, Gesù continua a passare nella nostra storia e ci mette addosso il desiderio di vederlo. La storia di Zaccheo approderà a quell’incontro, raggiungerà la meta prefissata. Egli non ha avuto paura di apparire un poco ridicolo in quel suo correre e arrampicarsi su un sicomoro. Era piccolo di statura e pur di conoscere Gesù diventa «come un bambino smarrito.» Da quel momento tutto il desiderio e la speranza di «vedere Gesù» cominciò a trasformarsi nella gioia dell’incontro. Zaccheo voleva affrettare il momento in cui avrebbe potuto vedere e sentire la voce di quel Rabbi di cui tutti parlavano, raccontando cose meravigliose. Forse sperava che trovasse un momento per pensare a lui. E infatti, quando Gesù giunse sotto il sicomoro «alzò lo sguardo». E chi credeva di dover faticare nel cercare, scopre di essere stato cercato, scopre con stupore e gioia di essere amato. A questo punto potrebbe nascere in noi qualche perplessità: Gesù non aveva esclamato: «Quanto è difficile per un ricco entrare nel Regno di Dio!» (Lc 18,24) E allora perché uno che ha passato la vita a succhiare sangue alla povera gente, ad arricchirsi in modo iniquo, fu invitato a spalancare le porte di casa sua proprio a Dio? Cosa ci fa «il nostro» Dio in quella casa lì? «Siamo proprio una razza senza fantasia, e la nostra immobilità, immobilità nei giudizi e nella pastorale è una vera iattura…» (A. Casati)

Succede infatti che l’uomo in ricerca, l’uomo che ha nostalgia di Dio e non si arrende a starsene lontano, l’uomo che dalla miseria dei suoi errori vuole rialzarsi trova una barriera di osservanti che può diventare invalicabile. Non si può restare immobili nella fede! Occorre essere aperti alla fantasia che Dio sempre dimostra per amare, per salvare.

Zaccheo scese in fretta dall’albero e la sua vita prese una nuova direzione, diventò vangelo vivente: «Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto.» La conversione di Zaccheo, come ogni conversione vera, si manifestò subito nella solidarietà effettiva con le vittime dell’ingiustizia. Questo odiato esattore pare abbia sempre ascoltato gli insegnamenti di Gesù: «Nessuno può servire a due padroni… non potete servire a Dio e al denaro» (Lc 16,13); «Vendi ciò che possiedi e dallo ai poveri, poi vieni e seguimi.» (Lc 18,23) Si, perché la conversione, per lui e per tutti, non è solo un orientarsi verso Dio, ma è contemporaneamente un atto sociale e comunitario. Questo è il segno che Dio è entrato nella vita: restituire ciò di cui abbiamo spogliato gli altri, perché la conversione richiama sempre la condivisione. Tanti Zaccheo nel mondo forse inconsapevolmente stanno cercando Gesù; tanti volontari che gratuitamente offrono tempo e fatica lo accolgono nella loro abitazione anche se non hanno mai invocato il suo nome. E’ Gesù che li incontra per primo, e permette a ciascuno «di trovare in se stesso le energie di bontà che ogni uomo conserva nel profondo del proprio essere».

Gesù ci incontra per primo
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Non sei abilitato alla visualizzaizone del commento.

Non sei abilitato all'invio del commento.

Effettua il Login per poter inviare un commento