Oggi la Parola
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Una parola per noi – Domenica 17 novembre – Trentatreesima anno C

Non diamo spazio ai lamenti

AbsI tempi difficili possono portare allo scoraggiamento, a non lasciare spazio alla speranza. La meta di tutto pare uno sprofondare nel buio, nella dissoluzione. Ma è diversa la prospettiva del Vangelo, anche di questo brano: i tempi problematici e faticosi non devono essere tempi di lamenti, nostalgie. tract.

Parole chiave: Territorio (19852)

Vivere i momenti di transizione non è facile: so essere paziente e mantenere la speranza? Essere per la verità e la giustizia implica il dissenso e la persecuzione. So essere perseverante comunque nella ricerca?

Le grandi trasformazioni a livello sociale e culturale, alle quali assistiamo in questo nostro tempo e la crisi religiosa che scuote alle radici il cristianesimo in Occidente, devono spingerci a fissare il nostro sguardo su Gesù, luce di cui abbiamo bisogno per leggere questo periodo in modo lucido e responsabile. Gesù non ha mai promesso ai suoi discepoli e a tutti coloro che lo seguivano una vita di successo. Al contrario, lascia loro intendere che dovranno passare tra difficoltà e lotte. Gesù non vuole mai alimentare nostalgie di grandezza o indicare la strada del trionfalismo. Nei momenti di grande difficoltà suggerisce di non lasciarsi prendere da un pessimismo distruttivo, di valutare ogni cosa con prudenza e saggezza. Per prima cosa raccomanda di non lasciarsi ingannare, dando credito a messaggi estranei al Vangelo né dentro né fuori la Chiesa. (Lc 21, 8) E’ sempre possibile che qualcuno si proclami o sia creduto “il salvatore”, capace di risolvere quasi magicamente i problemi. Ma Gesù raccomanda di non seguire persone da tal fatta. Ogni generazione cristiana ha avuto e avrà i suoi problemi e le sue tribolazioni, ma sempre ha cercato e trovato la strada per uscirne. In questo brano, che per certi versi sembra così sconfortante, Gesù non ci chiede nulla al di sopra delle nostre forze: lui ci darà «parola e sapienza» (Lc 21,15) per opporci ad ogni avversario.

I tempi difficili possono portare allo scoraggiamento, a non lasciare spazio alla speranza. La meta di tutto pare uno sprofondare nel buio, nella dissoluzione. Ma è diversa la prospettiva del Vangelo, anche di questo brano: i tempi problematici e faticosi non devono essere tempi di lamenti, nostalgie. Non è questa l’ora della rassegnazione e della passività. Il programma che Gesù ci pone davanti è un altro, ci lascia intravedere che ogni tempo è il tempo della testimonianza. (Lc 21, 13) E questa nostra epoca, che ci sembra così simile a quella descritta dalle parole di Gesù, non dovrebbe ravvivare in noi la chiamata a essere testimoni umili ma convincenti? Gesù anche invita sempre alla pazienza: «Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita.» (Lc. 21,19) E’ il momento di coltivare uno stile di vita cristiano paziente e tenace, che aiuti a rispondere alle nuove sfide senza perdere la pace e la serenità. Ma è possibile vincere queste prove senza staccarci dal vangelo e senza cadere nella disperazione? Questa è forse una delle domande più inquietanti che nascono oggi nei discepoli di Gesù. Senza dubbio la fede cristiana non può essere testimoniata e trasmessa a partire da atteggiamenti negativi. E’ un errore cedere al vittimismo e accumulare il risentimento. Con Gesù è necessario imparare a vivere questa epoca in maniera positiva, fiduciosa, evangelica, senza demonizzare la crisi attuale e viverla come una situazione impossibile. Fondamentale è la perseveranza. Raccogliendo il messaggio di Gesù sulla fine dei tempi, Luca sottolinea che «non è subito la fine». La storia degli uomini proseguirà. Sarà un cammino pieno di problemi, in cui non mancheranno momenti di crisi, violenza e scontri. La pace sarà distrutta dalla violenza, gli uomini e le donne più deboli saranno calpestati e nessuno si vergognerà di fronte a simili atrocità. Si arriverà all’odio, il razzismo alzerà la testa di nuovo, sarà dimenticato Auschwitz e l’olocausto e si crederà, illudendosi, che un mondo nuovo sta nascendo. Ma dove possiamo trovare ancor oggi la salvezza del genere umano e il futuro della nostra società? Nella violenza che pare crescere sempre più, seminando divisioni, diffidenza, rifiuto del dialogo, oppure nell’impegno paziente di quelli che giorno dopo giorno cercano nuove vie per costruire la pace nella giustizia e nella libertà?

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