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La vedova al tempio, vista da nessuno, ma osservata da Gesù. Ha dato più di tutti perché ha dato tutto. E ha dato tutto avendo meno di tutti. E' inconsapevolmente tutta amore. Una vita come risposta di amore. Due euro perché il Signore le ha dato tutto e le piace riconoscere e contraccambiare.

Nell’Annunciata di Antonello da Messina, Maria è a tu per tu con una pagina della Scrittura. (Quale può esser stata?). Soltanto il capo e gli occhi rivelano l’incontro, da destra, con qualcosa di reale, avvolto nel Mistero.

Questo misterioso Niente = "Nessun Ente", talvolta registrato all'anagrafe con il termine più filosofico e nobiliare "Nulla", è uno dei protagonisti principali di quest'epoca e addirittura della storia del mondo.

Il governo procede a tentoni, un po’ perché deve tenere insieme due forze che hanno chiaramente obiettivi diversi, un po’ perché di una vera progettualità per il futuro nemmeno a parlarne. La Lega ha il comprensibile obiettivo di consolidarsi come forza di governo. I Cinque Stelle non sanno dove puntare.

Ad ogni accenno al Paradiso, è più facile sentirsi rispondere, anche da credenti: “Ma non ci annoieremo? Tutta l’eternità a stare e a guardare?”. Ci vorrebbe la penna dell’apostolo Paolo e non basterebbe! Si stancherebbe una lucertola di stare al sole? Un pesce nell’acqua? Una roccia di essere roccia? I polmoni di respirare ossigeno? L’acqua di scendere a valle? Un’ape a fare il miele? E’ la natura! Lui è la nostra natura! Per noi è un tornare a casa.

Già nel Vecchio Testamento emerge l'intuizione/ispirazione - espressa da Osea, Geremia, Isaia, Samuele, nei Salmi 40, 50, 51 o in Proverbi, Qohelet, Siracide - che il Santo d'Israele preferisca la misericordia e solidarietà verso i prossimi, specie orfani, vedove e stranieri, piuttosto che il sacrificio di animali di cui non sente il bisogno e anzi prova disgusto.

“Stava, presso la croce di Gesù, Maria, sua madre”. (Gv 19,25). Soffrendo di più e facendo più soffrire, ma forse anche consolando con la presenza e consolandosi disperatamente.

Perché il dolore è stato posto nella nostra vita? E' una prova? Un castigo? Un capriccio della Natura? Qualcosa di positivo? Va cercato? Deve essere offerto come espiazione? Può essere offerto come segno di amore?

Dipendesse da me toglierei, il termine "onnipotente" dal Credo e dalla liturgia perché ogni volta mi giunge come un colpo di freddo. Mi fa ricordare Il Partito, il Capo, la Scienza, il Mercato che possono tutto. E sto parlando del Padre. Perché il Figlio si autoesclude alla radice con la sua vita di dedizione accolta dall'inizio..

Dalle ultime ricerche appare assodato che il sarchiapone non esista. Però psicologi, sondaggisti e opinione pubblica, pur concordando sulla sua non esistenza, confermano la sua funzionalità. Raramente un ente privo di esistenza ha dimostrato una così potente energia capace di incidere con incredibile efficacia sul reale.

Si può dire Padre solo se esiste un Figlio. Dicendo Figlio si suppone un Padre e dicendo Spirito partiamo dal presupposto di qualcuno che lo spiri. Dio è Uno ma è in qualche modo Famiglia interiore.

Mi sembra di insultare Dio nel mio tentativo di convincerlo a perdonare, a perdonarmi. Come convincere l'acqua ad essere acqua, il sole ad essere sole, l'aria a lasciarsi respirare.

Modella: perché sei modello? Perché diventi modello? Perché interpreti le mode? Mi pare di no. Perché modellata secondo le esigenze di varie prescrizioni economiche, estetiche, psicologiche, sociali di passaggio? Penso di sì.

Mio

Descrizione di un vero giusto. Si può dire solo bene di lui. Professionalmente competente, ineccepibile, ricercato da tanti. Nessuno ha mai perso tempo nel tentare di corromperlo...

Profondamente angoscioso sarebbe trovarci di fronte ad un quiz con una sola risposta giusta, fallita la quale la nostra vita sarebbe tutta irrimediabilmente sbagliata come quando sbagliamo il primo bottone di un soprabito. Ci troveremmo davanti ad un Dio inizialmente donante ma poi crudelmente spietato ed irrecuperabile per la nostra fragilità nel conoscere ed agire.

Compassione è uno status. Il perdono è un atto. La compassione conosce solo il singolare. E' una sola perché dura sempre. Esiste ancor prima di incontrare un nuovo oggetto perché già abita nel soggetto. Il perdono, invece, si ripete, se vuole, ogni volta che risponde ad un torto. Esistono quindi i perdoni, al plurale. La compassione riabilita.