Proiezioni

stampa

Con luglio è ritornato CinemAMoRe che porta sul territorio trentino il meglio dei Festival Archeologico, della Montagna e Religion Today.

L’Italia detiene il triste “primato” europeo dei giornalisti sotto scorta: 21. Tra questi Federica Angeli de “la Repubblica” che, dal 2013, in alcune sue inchieste, ha scoperchiato quel verminaio malavitoso e mafioso che da anni impestava il litorale ostiense, il municipio romano (grande quasi tre volte Trento), infiltrato e corrotto

Visti sia Dolor Y Gloria di Pedro Almodovar che Il traditore di Marco Bellocchio, entrambi in concorso allo scorso festival di Cannes, un dubbio rimane. E non riguarda tanto i film in sé ma, piuttosto, la differente considerazione assegnata dalla giuria alle interpretazioni maschili.

Al Festival sono presenti 127 film tra documentari, lungometraggi, corti e classici restaurati, suddivisi in diverse sezioni. omm

Nel pomeriggio di domenica 7 aprile, per festeggiare i propri 70 anni di attività, l’Acec (Associazione cattolica Esercenti Cinema) organizza, in 38 sale cinematografiche sparse fra Veneto e Trentino, la proiezione gratuita del capolavoro Disney “Mary Poppins”. Il Trentino sarà partecipe con l’Oratorio di Arco, il parrocchiale di Dro il San Leonardo a Mattarello. La rassegna interessarà poi, nelle prossime settimane, anche Malè, Cembra, vezzano e Vigolo Vattaro.

Giovani attori disabili recitano da professionisti, dando corpo e spessore a personaggi che non ricalcano la loro disabilità, ma diventano detective e per quasi due ore tengono incollati al grande schermo. E' sufficiente questo per dichiarare perfettamente riuscito l'esperimento artistico e sociale di “Detective per caso”, film passato all'ultimo Festival del Cinema di Roma e proiettato il 18 e 19 marzo, in tutta Italia, e a Trento presso il Supercinema Vittoria.

Nel 2016 il governo austriaco annunciò di voler realizzare una barriera al passo del Brennero per fermare il flusso dei migranti che risaliva l’Italia per dirigersi a nord. Grazie al finanziamento di 6 miliardi di euro dell’Unione europea alla Turchia perché bloccasse e si tenesse i profughi, una vergogna, la rotta balcanica era ormai chiusa (ora si è riaperta) e Vienna temeva che questi disperati, cambiando percorso, invadessero il Paese.