Scelte di fondo

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“Se esame deve essere” (la Costituzione lo richiama come necessario) sia depurato da “novità a tutti i costi”, schematismi e burocrazie e rimetta al centro la persona, il sapere, la conoscenza critica..

L’ibrido è parte integrante di queste comunità, non può essere riassorbito, neutralizzato. Ѐ giudicato risorsa o impurità. Suscita convivenza o intolleranza. Apre un orizzonte nuovo o spinge a erigere barricate.

Nella verifica di fine anno pastorale, appesantita dalla stanchezza e dall’afa, proviamo a cogliere anche i segnali inediti, le innovazioni rivitalizzanti. Diciamoci quanto funziona bene, diamoci coraggio per togliere quella cappa che fa da spegnitoio sullo Spirito di Pentecoste: la fredda ripetitività.

L’eredità eurotrentina oggi più esigente è quella lasciataci troppo prematuramente da Antonio Megalizzi, l’universitario trentino vittima in dicembre dell’attentato, proprio a Strasburgo. Alla causa europea – in un impegno culturale e trasversale – egli aveva dedicato gli anni della sua formazione e le energie della sua passione giornalistica, per comunicare e costruire un’Europa nuova, più coesa e solidale.

Di loro abbiamo avuto sempre più bisogno negli ultimi vent’anni. Ora anche loro hanno bisogno di noi. Le collaboratrici familiari dell’Europa orientale hanno consentito di sollevare le nostre famiglie provate dall’invalidità improvvisa e cronica dei nostri anziani. Loro, imparando presto anche il dialetto trentino, li hanno assistiti, puliti, curati e spesso anche pianti, dopo averli accompagnati fino all’ultimo respiro. Non hanno semplicemente “badato” ai nostri cari, è ingiusto chiamarle badanti. 

La fraternità è il grande nuovo dono che il mondo globale e globalizzato attende da noi, perché è il dono che Gesù ha fatto all’umanità, noi siamo chiamati ad investire sul disegno europeo, come espressione di una storia di unità della famiglia umana che deve comunque accadere. Investire, coltivando questa idea, proprio a partire dalle ombre e dalle ferite vere, dalle debolezze di cui abbiamo parlato, nell’attualità di questo disegno.

Dopo la sospensione tattica di molti progetti di cooperazione internazionale a Natale, ora la Giunta ci ha regalato come sorpresa di Pasqua una delibera che profila “un ulteriore disimpegno” della Provincia nella cooperazione internazionale. Obiettivo dichiarato: smantellare la normativa del 2005, che obbliga di destinare lo 0,25 % delle entrate del bilancio annuale a progetti di cooperazione allo sviluppo nel Sud del mondo.

Rivedo come in un film questi pochi mesi accanto a Deka Jean. Contemplo la Provvidenza divina che si è servita di tante persone e in particolare della famiglia di Théo per farlo sentire amato, ciò che non provava da tanto tempo. Porto tutto nel cuore.

Se la porta dell’ascensore al Huong Sen Hotel di Ho Chi Minh City non si fosse aperta quella mattina piena di sole di 12 anni fa e non avesse svelato il viso e il sorriso di Thủy, i suoi capelli dai riflessi blu e i tre punti di sutura sul mento, frutto di una caduta dalle scale all’orfanotrofio di Binh Duong, la mia vita non sarebbe ora così bella, impegnativa e affascinante. Se non avessi sentito con le mie orecchie le sue prime parole...

Anche correndo il rischio di finire fra chi “si schiera”, è doveroso ragionare con pacatezza sull’evento che nel fine settimana porterà a Verona una parte del governo e molti contestatori.

Il martirio non va cercato e non tutti saremo chiamati al martirio, ma il silenzio quaresimale in questa Giornata così vicina all’incoraggiante notizia dell’Annunciazione potrebbe aiutarci a scavare la sorgente della mitezza dentro di noi, per bonificare il mondo intorno a noi.trac

Da quando sono stata accolta e aggregata nella comunità religiosa dei Padri Venturini, continuo in un certo senso a cercare il posto della donna nella Chiesa in un regime misto (mi sembra sempre il regime migliore) e in una prospettiva che va al di là di questo tema. Al di sopra di tutto c’è infatti la ricerca di Dio e il servizio evangelico di chi ricorre a noi.

Un 8 marzo dunque per una evoluzione delle relazioni umane in cui ci si rispetta nella diversità per trarne gioia esistenziale. Un cambiamento generativo di liberazione autentica che riguarda uomini e donne e che prepari la strada delle future “marce mondiali” che si uniranno per i diritti umani, per la giustizia sociale, per il clima, per la pace.

Quest’ambito è soltanto un concreto banco di prova, anzi di esercizio, per una Chiesa-popolo di Dio in cui tutti indistintamente, preti, religiosi e laici, siamo richiamati al dovere di “rendere conto” in modo corresponsabile di quanto stiamo facendo, nel male come nel bene. Così come insieme ci impegniamo a essere pronti a “rendere ragione” della Speranza che è noi.

Le autonomie si giustificano per migliorare il quadro civile e sociale del nostro paese, che rimane l’Italia: devono essere un laboratorio e un esempio per mostrare a tutti cosa si può fare quando si governa con responsabilità e vicinanza alle esigenze di sviluppo dei cittadini..