Sentieri

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Va ripristinata, a nostro avviso una continuità di presenze e competenze umane, di professionalità e di servizi nei paesi e nelle valli. E va posta fine alla sciagurata pratica degli appalti, generatori solo di precariato, di provvisorietà, di frustrazioni e rancori. Tornino i Comuni, gli Enti, a impegnarsi in prima persona.

Le mele, appena fuori dalle nostre case, ci dicono che mai come in questo momento il Trentino ha bisogno d’Europa, ci ammoniscono che il voto di domenica è un’occasione irripetibile (bisogna andare a votare!) non tanto per fare la conta dei partiti, o per idealità, ma per dare un segno di volontà d’Europa, per tutelare la vita dei nostri paesi.

Fra le tante proposte e suggestioni del Filmfestival quest’anno, ne vanno sottolineate almeno tre, perché contribuiscono a far crescere un’identità di natura e cultura in una città come Trento che della Montagna è una capitale (non solo per le Dolomiti, la Biblioteca alpina della Sat è fra le prime quattro in Europa con Torino, Londra e Monaco).

Certo che l’Italia può farcela. E deve farcela. Ma può farcela solo se torna a se stessa, ai ”fondamentali” dello sviluppo, che sono pochi e semplici: lavoro, onestà, progettualità.

Per anni, quasi a segnare l’avvio di un secolo in cui appare necessario – e lo si avverte dalle ricorrenti emergenze in tutti i settori delle vita pubblica -riscattare il mondo e ricostruirlo nei suoi valori, il Gruppo Donne Rendena si è posto come segno di testimonianza e di speranza ben oltre la valle in cui è sorto.