Sentieri

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Una lettura per questi giorni difficili: vizi e virtù italiane svelate dal maresciallo Riccio nel suo ultimo libro, un po’ commedia dell’arte, un po’ sacra rappresentazione.

Da un lato c’è l’antica paura verso ciò che non si conosce, dall’altro la “distrazione” di fronte a tragedie ben più profonde che colpiscono ogni giorno bambini, donne, uomini. Questa è la prima emergenza, ed è “politica” come già ben sapeva il Manzoni, scrivendo di untori e monatti, governatori e cardinali, nel suo romanzo sugli sposi promessi e la peste del 1630. Politica, perché se gli Stati non sanno mantenere la pace (allora c’erano i Lanzichenecchi, oggi i “Contractors” delle potenze l’una contro l’altra armate, qui si diffondono i virus, ma in Siria, in Libia, a Kabul … piovono bombe) è inutile che esse pretendano di gestire soccorsi, medici di base e farmacie.

Due saluti simili, “ni hao” e “ciao”. Fa bene ricordarlo. Come fa bene ricordare che il Trentino ha legami diretti e antichi con la Cina, per il gesuita Martino Martini che la esplorò nel Seicento, e per i grandi sinologhi che la studiarono in epoca recente, come Noemi Stefenelli, che fu lì ambasciatrice, Enrica Collotti Piscel (della storica famiglia di Folgaria) che analizzò il passaggio dal maoismo alla modernità e il sociologo mons. Franco Demarchi.

Il bosco è un capolavoro di equilibri vitali, ma troppo spesso viene dato per scontato, terreno di gioco non rispettato. Lo sottolinea Elio Caola, nel suo intervento, che invita soprattutto a saper guardare al bosco con occhi nuovi.

La scorsa settimana , dal 21 al 24 gennaio, si è tenuto a Davos l’incontro economico internazionale dei massimi economisti per affrontare i problemi di un mondo, il nostro, che ha raggiunto i 7 miliardi e mezzo di abitanti, ma che ragiona ancora in base ad una idea di “mercato” che è quella degli illuministi inglesi del Settecento, quando le case erano illuminate dalle candele e i trasporti avvenivano con carri e muli.

Sono vecchi? E allora? Non stiamo diventando un popolo di anziani? ? Perché non affidarsi a queste figure che tengono aperto uno spazio di silenzio nel confuso frastuono generale? Le chiese non sono un tempio. Sono la casa del Signore e dei suoi figli … delle famiglie, del paese, sono il rifugio, l’accoglienza. Un sacrestano che tenga la porta aperta e magari sosti qualche minuto in un banco per una preghiera, dà un senso di comunità anche alla solitudine, alla pietà individuale.

AbsQuanto all’ ateneo trentino fa bene a resistere. Una Medicina costosissima, quando a un’ora di treno esistono due ottime facoltà, Verona e Padova, è destinata inevitabilmente, per mancanza di contesto, a diventare di serie C rispetto alle grandi scuole del Paese, suscettibile di scardinare la qualità dell’ateneo trentino, e la sua possibilità di attestarsi fra le piccole (guai crescere troppo!) università d’eccellenza. Ma non ci sono solo “facoltà”, ci sono istituti di ricerca e specializzazioni da incentivare, borse di studio da assegnare, posti di lavoro per specializzati da prospettare e organizzare.

In realtà l’impressione è che la proposta della facoltà medica sia la classica fuga in avanti per mascherare l’incapacità di risolvere problemi concreti più vicini.

La musica sacra è la grande incompiuta del Concilio Vaticano II. E’ anche, non è eccessivo ipotizzarlo, una delle ragioni della povertà dell’attuale liturgia. I canti predisposti - volonterosamente ma spesso intellettualisticamente - non hanno né la profondità essenziale dell’antico gregoriano, né la tensione appassionata (ed anche dolorosa, fra cielo e terra) della grande tradizione musicale cristiana, capace di accumunare “ad maiorem Dei gloriam” cattolici, protestanti (Bach!) e ortodossi, con la loro splendida coralità.

NLe casse rurali sono state al centro di commenti, polemiche, dubbi e anche rancori nelle riflessioni che hanno segnato il passaggio al nuovo anno 2020. E’un segno di quanto siano percepite come importanti dalle genti trentine, non solo strumenti di credito, ma espressione di identità territoriale. E’, questo, un valore aggiunto decisivo che le dirigenze bancarie non dovrebbero smarrire, oggi che lo stesso Trentino sta smarrendo se stesso, con una rinuncia della cosiddetta classe dirigente a presidiarne i fondamentali (comunicazione, giornali ... ) con una politica populista e rissosa (milioni per allungare uno skilift e precarietà sottopagata nei lavori più utili) senza dimenticare i Comuni unificati e perduti, che cancellano radicamenti millenari ripudiando il loro stesso nome.

Il mercatino poteva diventare occasione di presenza per piccoli complessi musicali, di coralità, pianoforti di strada … invece il volerlo troppo allargare (piazza Italia!) ha depotenziato il suo punto di maggior richiamo, sotto le mura.

Quando Sandro Boato saliva alla vecchia redazione dell’ “Alto Adige”, che allora si trovava in piazza Lodron e si affacciava su piazza Pasi, era sempre una sorpresa, perché non si sapeva mai se portava un documento politico, una riflessione sui problemi (e i saccheggi) urbanistici del Trentino, o un suo libriccino di poesie minimali...

Le grandi nevicate di questi giorni fanno forse felici gli sciatori (anche se occorre fare attenzione che il manto nevoso si assesti prima di osare troppo) ma pongono problemi alla fauna, che scende in basso, oltre i boschi, che stenta a trovare foraggio sufficiente, che si indebolisce consumando un numero eccessivo di calorie nella fatica di avanzare nella neve. Il “vecchio cacciatore” Fritz Ruppert solleva questi problemi.

Di fatto occorre avviare una sorta di rivoluzione “umanistica” nei confronti del “vecchio regime” , del sistema scientifico-industriale (finanziario) che ha dominato e soggiogato il pianeta negli ultimi due secoli. I risultati si vedono. Occorre invece riportare l’uomo al centro (l’ Uomo, non il Robot, o il Golem, come già sapevano gli antichi Ebrei) e tornare a ispirarsi alla Natura, che non è uno scenario di eventi spettacolari o un deposito di risorse da saccheggiare, come vorrebbero i mercati del turismo, del divertimento e dello sfruttamento (non solo in Amzzonia!) ma il laboratorio della creazione e dell’evoluzione, della contemplazione e della bellezza, del sacro e della lode.