Sentieri
stampa

Sentieri

Elogio dei nonni, che sanno ricordare

Percorsi: nonno
Parole chiave: Territorio (19852)

Lo spunto

In questi giorni, fra i Santi e il Natale, un pensiero affettuoso, con nostalgia e gratitudine, mi viene spontaneo vero i cari nonni, pur se il tempo allontana tanti particolari di quando erano in vita. Ho conosciuto solo i nonni materni, quelli paterni se ne sono andati troppo presto. Abitavamo a Cadine, paese di mia madre, anni difficili, guerra e dopoguerra, si aveva solo quel po’ di vitale, ma si era felici comunque. Devo subito dire di essere stato fortunato, e pure privilegiato per essere cresciuto vicino a questa “coppia speciale”, anziana, ma ricca di rare virtù.

Il loro esempio ”trainante” era l’onestà. E il totale rispetto verso la persona e le cose. “Sgramusar” (che vuol dire lavorare duro anche se poveramente, mettendoci magari il “muso”, la faccia, tutto se stessi) era la colonna portante del quotidiano. Ora che sono nonno anch’io capisco meglio.Nonno Giosuè è stato per tutti, in famiglia e nel paese, un vero personaggio, fino in tarda età (94 anni). Pur avendo in carico una numerosa famiglia (sette figli) e lavorando da solo la campagna, con le scuole elementari, era dotato di intelligenza e intuito, riuscendo a realizzare nella sua vita cose davvero sorprendenti. Ha messo in piedi nel suo paese la Famiglia Cooperativa, e lo stesso ha fatto a Sopramonte e Garniga, per tanto tempo ha gestito, quasi da solo, con puro volontariato, la cassa rurale e il consorzio elettrico (sembrano cose incredibili oggi) . I suoi libri contabili possono ancora certificare l’esattezza e la pignoleria dei dati (ed anche evidenziare cos’era allora la “bella scrittura”!) . E’ stato capo dei vigili del fuoco volontari per 60 anni, ha diretto il coro parrocchiale e cantava i salmi nelle messe per i defunti. Ricordo ancora la sua gioia per aver festeggiato gli 80 anni in San Pietro, a Roma, nell’Anno Santo 1950. Come contadino, lavorava piccoli appezzamenti, i famosi “sgrèben” in forte pendenza a Gum, Stapiana, Soraval … I frutti della terra erano “in primis” patate e un po’ di uva fraga, da cui ricavava il famoso “Acquarol”, vinello leggero, ideale per il lavoro d’estate nei campi, al sole. Era granitico nonno Giosuè. Nella sua adolescenza aveva vinto anche il temibile vaiolo..La cara nonna Edvige, nativa di Sopramonte, era invece minuta e apparentemente fragile, ma quanta bontà e forza nell’affrontare le avversità, e buon senso. Era sempre positiva e ottimista nel gestire la “brigata” di famiglia. Con un po’ di presunzione penso anche di essere stato il nipote prediletto, perché quando doveva andare, scarpinando, da Cadine a Sopramonte, o a Baselga del Bondone, voleva me come accompagnatore, e camminando mi raccontava un po’ di tutto, storie e storielle, esistenze, sempre con una voce melodiosa e con occhi vispi che sembravano un arcobaleno e s’avvolgevano di infinita serenità. Erano belli e importanti i suoi racconti, non c’erano allora i videogiochi o altro, e per giocare bastavano il mitico “sercio” e la fionda.

Italo Leveghi

L’affetto per i nonni resta immutato con il passare delle generazioni, ma oggi a un bambino, a una bambina, sono forse ancora più cari e “necessari” di ieri, dei tempi che Italo Leveghi (ha da poco festeggiato gli 82 anni) ricorda. “Ci salveranno le vecchie zie”? scriveva Leo Longanesi, il brillante “maestro” di Indro Montanelli, per evidenziare le contraddizioni della generazione che preparava il “boom” e la saldezza delle precedenti.

Oggi potremmo dire: “Ci salveranno i nostri nonni”. E non solo perché la quota di persone in terza età aumenta, non solo perché con i genitori che lavorano entrambi sono spesso i nonni a prendersi cura dei figli, o perché, con le famiglie divise e allargate, finiscono per diventare punto di stabilità e identità per le giovani vite che crescono, Ma perché sono in grado di trasmettere – con il loro vissuto – esempi e valori, sacrifici e risultati, fatica e gioie. Comunicano, insomma, pezzi di vita, non quella pappa omogeneizzata che Internet & Co propongono e propinano.

I nonni sapevano anche spendersi per gli altri (quanti Giosuè, pastori laici, i paesi del Trentino hanno avuto! dove sono andati ora?). I nonni sanno raccontare. E ricordare.

In una bella, recente intervista lo scrittore Francesco Provinciali chiedeva al regista Pupi Avati perché nei suoi film si possa osservare una costante attenzione verso il passato, quasi un dovere del ricordo come chiave di lettura per capire il presente. E Pupi Avati rispondeva che “sì, è importante ricordare”.“Io alterno racconti – aggiungeva - nei quali si affronta “il presente”, come nel mio ultimo film che uscirà a febbraio, “Il figlio più piccolo”, che tratterà il tema del denaro e della genitorialità della figura paterna anche nei suoi aspetti meno edificanti, con altri che riguardano il passato e la memoria. Io penso che sia necessario, soprattutto nei confronti delle giovani generazioni che vivono una distrazione di interesse così mortificante nei riguardi di tutto ciò che li precede dal loro presente, che ci sia qualcuno che rammenti loro da dove veniamo, chi siamo stati, quali sono le straordinarie opportunità che il presente ci offre grazie alle scelte di chi ci ha preceduto. E’ anche un dovere comparativo, tra ieri e oggi, per non cadere nella lamentela. Oggi non si sente altro che persone che si lamentano, che tutto  fa schifo, che per i giovani non ci sono prospettive e cose del genere” … Le difficoltà c’erano anche un tempo e sono state superate con lavoro, speranza, voglia di vivere insieme. Non vorrei che tutta questa disperazione, questa visione negativa della vita che ci circonda oggi, depotenziasse e privasse i nostri figli e i nostri nipoti di quello che è un elemento importante dell’adolescenza della giovinezza che è invece l’attesa, la capacità di sognare, di attendersi qualcosa di importante dalla vita, di pretendere una speranza per il loro futuro”.

A questo “servono” i nonni.

Elogio dei nonni, che sanno ricordare
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Non sei abilitato alla visualizzaizone del commento.

Non sei abilitato all'invio del commento.

Effettua il Login per poter inviare un commento